Supporto il claim di Telecom Italia e quindi non le sue nuove clausole: Internet – deve rimanere – senza limiti

marzo 28, 2011 alle 12:09 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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L’avevo detto che questa cosa non mi convinceva per nulla e siamo stati di parola: insieme ad Acu, Codici e Casa del Consumatore, Altroconsumo ha infatti inviato oggi una formale diffida preliminare ad inibitoria a Telecom Italia in merito alla clausola con la quale quest’ultima si riserva la facoltà di introdurre per tutte le offerte ADSL meccanismi di limitazione di banda … Qui, e di seguito, il nostro comunicato:

Nei contratti di servizi adsl Telecom Italia afferma di riservarsi il diritto a limitare la connessione e l’utilizzo della Rete in momenti imprecisati della giornata. E’ una clasuola vessatoria nei confronti dell’utente internet, che si trova a pagare un prezzo fisso di fronte alla variabilità, in quantità e qualità, a completa discrezione del fornitore del servizio

Per questo motivo Acu, Altroconsumo, Codici e La Casa del Consumatore hanno inviato una diffida a Telecom Italia perché non sia applicata la clausola e siano riprisitinati i contratti che non la prevedevano.

Oltre allo squilibrio contrattuale tra le parti, di per sé illegittimo, gli utenti saranno in condizione di non sapere in anticipo quando l’operatore applicherà le limitazioni di servizio e probabilmente nemmeno dopo averle subite, rendendo così impossibile l’eventualità di vedere riconosciuti i propri diritti.

La limitazione delle risorse di Rete è discriminatoria e non può essere imposta unilateralmente. Il dibattito sulla neutralità della Rete è ampio sia a livello nazionale, l’AGCOM ha lanciato una consultazione pubblica sul tema, sia a livello europeo: il Commissario Neelie Kroes sta monitorando le eventuali interferenze sulla Net neutrality procurate dagli operatori per poi intervenire con una Comunicazione ad aprile, come previsto dal Telecom Package.

Telecom Italia vuole fare cattiva scuola.

In più razzolando male e predicando benissimo, visto che sul proprio sito telecomitalia.it il servizio è presentato come “Internet senza limiti”. Che ironia.

Colgo l’occasione per dire che di Net Neutrality e di altre attualissime questioni inerenti la Rete si parlerà a Roma giovedì 31 alla tavola rotonda di chiusura di EXPO COMM ITALIA 2011  Sviluppo di Internet e tutela dell’utente: un obiettivo comune da condividere tra istituzioni, operatori e clienti_ moderata tra l’altro dal buon Alessandro Longo. Ci vediamo lì ?

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Presto una legge sulla legalizzazione del p2p … in Brasile ! – Compartilhamento legal!R$3,00 de todos para tudo

settembre 2, 2010 alle 9:29 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Qualora la proposta venga approvata e diventi legge verrebbe in sostanza legalizzato il file-sharing a scopi non commerciali, ogni utente a banda larga pagherebbe l’equivalente di circa 1 euro e mezzo al suo ISP insieme con la bolletta mensile, gli ISP raccoglierebbero tale “tassa” e la consegnerebbero a una collecting society che poi le distribuirebbe agli autori e compositori nella proporzione in cui le relative opere vengono scaricate.

Maggiori info qui sul blog di Philippe Aigrain

In the last days of the public consultation on the new Copyright law in Brazil, close to 8000 proposals have been made, many focused on a common proposal by many artists, academics and cultural producers to legalize file sharing and put in place a monthly flat-rate contribution (of around 1.35 € which represents around 3 € in Purchasing Power Standard equivalent). See also posts by Pedro Paranagua and Volker Grassmuck.

The proposal would legalize sharing for all media, although most of the discussion seems to have been centered on music, as in many other countries. There is a true grassroots movement of artistic and cultural communities in favor, to a degree even stronger than in France where similar proposals were supported by musician and film organizations and figures.

Ma mi FAPAV il piacere 2: l’assurdo

aprile 19, 2010 alle 7:11 pm | Pubblicato su - Fapav, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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FAPAV si rallegra per aver vinto la causa al Tribunale di Roma:

FAPAV (Federazione Antipirateria Audiovisiva) esprime il suo apprezzamento per la decisione del Tribunale di Roma che, in accoglimento della sua istanza, ha ordinato a Telecom Italia di comunicare alla Procura della Repubblica di Roma e al Ministero delle Comunicazioni tutte le informazioni relative alle violazioni dei Diritti d’Autore in danno di tutta la filiera audiovisiva, e quindi il cinema, l’home video e le televisioni, avvenute attraverso l’accesso ai siti con i contenuti illeciti….

mah …  a me continua a sembrare abbastanza evidente che abbiano perso 
Di una sola cosa dovrebbero rallegrarsi FAPAV &  c, la certezza del diritto per quanto riguarda le cose della Rete è ormai in Italia sotto i loro piedi e … possono tranquillamente continuare a calpestare.
Con queste vittorie (che sono sconfitte) arriveranno/arriveremo certo lontano … sì, lontano dall’Europa !
Di solito in Tribunale, in uno Stato di diritto, si dovrebbe capire chi vince e chi perde, non è mica come in politica che vincono sempre tutti ad ogni elezione … in uno Stato di diritto però eh
Ribadisco, ora il Garante Privacy, che è intervenuto nel giudizio, spero ci faccia sapere al più presto, come gli aveva chiesto Altroconsumo, se ci sono stati o meno da parte di FAPAV comportamenti lesivi della privacy degli utenti.

Ma mi FAPAV il piacere …

aprile 17, 2010 alle 5:43 pm | Pubblicato su - Fapav, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Alessandro Longo su repubblica.it ci da una buona notizia:

SOLO l’autorità giudiziaria può obbligare i provider a comunicare i nomi degli utenti che scaricano file pirata, a bloccare siti e servizi che causano gli illeciti. È con questo motivo che il Tribunale civile di Roma, con una sentenza pubblicata oggi, ha rigettato la sostanza delle richieste di Fapav a Telecom Italia. Continua qui

Salutano favorevolmente questa decisione Stefano Guido Marco e, penso, tutti coloro che hanno a cuore la certezza del diritto, non poteva che andare così ma di questi tempi si tratta di una bella conferma.

Avevo già detto qui cosa pensavo dell’azione, al limite del temerario, promossa da FAPAV, ora il Garante Privacy, che è intervenuto nel giudizio, spero ci faccia sapere al più presto, come gli aveva chiesto Altroconsumo, se ci sono stati o meno da parte di FAPAV comportamenti lesivi della privacy degli utenti._

Update: Guido Scorza ha letto l’ordinanza e la commenta qui

Lettera aperta al Ministro Maroni: occorre trovare una modalità condivisa e legale per distribuire e condividere contenuti in Rete

aprile 13, 2010 alle 4:44 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Come ho avuto modo di dire più volte, trovo oltremodo triste che non si sia ancora trovata una modalità condivisa e legale per distribuire e condividere contenuti in Rete, se andiamo avanti di questo passo rischiamo di giocarci qualcosa di più e di più grave, mettendo in discussione il principio stesso di legalità.

E’ per questo motivo che quando mi hanno proposto di sottoscrivere la lettera aperta al Ministro Maroni che vedete di seguito l’ho fatto con piacere in rappresentanza di Altroconsumo:

On.le Ministro Roberto Maroni,

Abbiamo letto con interesse le notizie che riferiscono della sua abitudine come di qualsiasi appassionato di musica, di scaricare brani da Internet.

Come già più volte aveva fatto in passato, in due interviste, una pubblicata in data 9 aprile dal settimanale Panorama, e l’altra concessa a Radio Uno in data 10 aprile, Lei ha nuovamente dichiarato di essere contrario ad approcci repressivi, come quello francese della disconnessione da internet dei cosiddetti “pirati”. Lei ipotizza addirittura una strada di collaborazione tra utenti e produttori di contenuti d’intrattenimento. Lei ha inoltre giustamente ribadito che esiste una differenza sostanziale tra il furto e la condivisione, sottolineando che l’uso di reti di file sharing equivale “a fare una copia di un cd acquistato e regalarla ad altri, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici”.
Anche il ministro Giorgia Meloni in passato fece dichiarazioni simili.

Apprezziamo il coraggio e la sincerità di chi, come Lei, si prende la responsabilità politica di raccontare la quotidianità di quanto avviene nel nostro Paese: milioni di utenti hanno ormai scelto lo strumento informatico per la ricerca e lo scambio dei contenuti che più li interessano.

Questo fenomeno non può essere semplicemente liquidato come criminalità, o, peggio “pirateria”.

Peraltro, le Sue dichiarazioni sono supportate dai risultati dell’indagine conoscitiva sulla pirateria digitale non a scopo di lucro condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni (AGCom), pubblicata qualche settimana fa, nella quale si evidenzia come la pirateria non commerciale nella gran parte dei casi beneficia il mercato e come misure repressive contro questo fenomeno siano inutili e dannose.

Coloro i quali si battono come noi per l’affermazione delle libertà individuali nel dominio digitale non chiedono alle istituzioni di rinunciare al proprio ruolo regolatore, ma di discutere le possibili riforme per gestire la situazione reale, che Lei mostra di ben conoscere, adottando gli opportuni provvedimenti.

Da Ministro Lei può fare molto per trarre le dovute conseguenze da quanto ha sostenuto pubblicamete.

Innanzitutto chiedendo l’abolizione della legge Urbani nella parte in cui criminalizza il file sharing sanzionandolo penalmente.

In secondo luogo impegnandosi a sostenere iniziative normative che vadano nella direzione da Lei indicata.

Già in parlamento sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la legalizzazione degli usi non commerciali del file sharing, come quella a prima firma Marco Beltrandi, che prevede un pagamento di una licenza da parte dell’utente o quella a prima firma Roberto Cassinelli che amplia lo spettro delle utilizzazioni libere.

Per esporLe il contenuto delle proposte e presentarLe altre attività alle quali potrebbe essere interessato a partecipare siamo a chiederLe un incontro.

Se Lei volesse essere promotore di un’iniziativa legislativa, o approfondire l’argomento, saremo lieti di mettere a Sua disposizione il contributo di esperti e centri studi che potrebbero arricchire il lavoro e il dibattito sui temi che ha dimostrato di tenere nella giusta considerazione.

Certi di un Suo gentile riscontro, porgiamo distinti saluti

PRIMI FIRMATARI:

• Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie
• Sergio Bellucci, consulente LAIT spa, Presidente Net Left
• Marco Beltrandi, deputato radicale
• Rita Bernardini, deputato radicale
• Paolo Brini, portavoce del Movimento ScambioEtico
• Renato Brunetti, presidente di Unidata
• Marco Cappato, presidente dell’Associazione Agorà Digitale
• Alessandro Capriccioli, blogger, membro del direttivo di Agorà Digitale
• Roberto Cassinelli, deputato del Popolo delle Libertà
• Marco Ciurcina, presidente dell’Associazione Software Libero
• Juan Carlos De Martin, co-direttore del Centro NEXA – Università di Torino
• Fiorello Cortiana, Condividi la Conoscenza
• Arturo Di Corinto, giornalista, presidente di Free Hardware Foundation
• Luigi Di Liberto, coordinatore del Movimento ScambioEtico
• Diego Galli, responsabile Internet di Radio Radicale
• Giovanni Battista Gallus, avvocato ed esperto in diritto delle nuove
tecnologie
• Alessandro Gilioli, giornalista e blogger
• Athos Gualazzi, presidente dell’Associazione Partito Pirata
• Lorenzo Lipparini, membro del direttivo di Agorà Digitale
• Flavia Marzano, presidente UnaRete
• Matteo Mecacci, deputato radicale
• Francesco Paolo Micozzi, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie
• Luca Nicotra, segretario dell’Associazione Agorà Digitale
• Marco Perduca, senatore radicale
• Marco Pierani, Responsabile Istituzioni Altroconsumo
• Stefano Quintarelli, ceo di Reeplay.it, blogger ed esperto di tlc
• Marco Ricolfi, co-direttore del Centro NEXA – Università di Torino
• Marco Scialdone, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie
• Guido Scorza, presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
• Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani
• Vincenzo Vita, senatore del Partito Democratico
• Vittorio Zambardino, giornalista e blogger

È possibile sottoscrivere la lettera aperta alla pagina www.agoradigitale.org/letteramaroni

Festa dei Pirati: caro Camiglieri la vera piaga è il traffico !

marzo 19, 2010 alle 1:48 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Siccome sabato ci sarò anch’io, fa piacere notare che c’è chi si è preso la briga di fare un ottimo lancio pubblicitario alla Festa dei Pirati

Ora, alla provocazione di Tullio Camiglieri ha già risposto per le rime Guido Scorza, condivido in pieno quanto scritto nel suo post, c’è poco da aggiungere se non che spero veramente che Camiglieri accetti l’invito conclusivo di Guido a venire a confrontarsi al Teatro Capranica.

Mi piacerebbe molto in effetti avere con lui uno scambio di opinioni in pubblico su uno a scelta di questi tre possibili temi:

a- E’ la c.d. industria culturale italiana ad essere saccheggiata quotidianamente dalla c.d. pirateria online o la creatività ad essere stuprata da ormai troppo tempo dall’industria culturale?

b-Posto che, citando Johnny Stecchino e anche un pò me stesso , il problema della c.d. pirateria sta al tema invece serio ed importante dello sviluppo equo e sostenibile del mercato dei contenuti digitali come “la piaga” del traffico sta allo sviluppo civile della città di Palermo, qual’è il modello di business che propone per il futuro il Coordinatore del Centro Studi per la protezione dei diritti degli autori e della liberta’ di informazione per salvare il posto di lavoro alle centinaia di migliaia di persone impiegate nel cinema, nell’editoria, nei giornali e nell’industria musicale ?

c-disruptive technology e principio di effettività della norma giuridica 

Critico da tempo la politica obsoleta delle major e, a maggior ragione, le Istituzioni che si sono appiattite su di essa, ma – non vorrei con questo deludere i miei ospiti di sabato prossimo – non sono un fan del p2p, non mi sono mai appassionato alle sorti di Pirate Bay trovo, infatti, oltremodo triste che non si sia ancora trovata una modalità condivisa e legale per distribuire e condividere contenuti in Rete.

Queste sono le ragioni per le quali ho accettato con estremo piacere di partecipare alla Festa dei Pirati:

Internet e, ancora di più il web 2.0, hanno reso di fatto obsoleti una serie di modelli di business consolidati ma, per altro verso, hanno abilitato e aperto incredibili nuove opportunità e prospettive economiche e imprenditoriali. Colpita da questo classico esempio di disruptive technology cosa poteva fare l’industria dell’audiovisivo? Difendere le proprie posizioni di rendita o aprirsi al futuro: ha scelto la prima strada. Cosa poteva fare la politica? Accompagnare e stimolare l’industria dell’audiovisivo verso il futuro o proteggerla nel business del passato. Ha scelto decisamente la seconda strada, anche perchè, per molti aspetti, significava anche proteggere sè stessa. Quale risultato negli ultimi dieci anni, nel corso dei quali abbiamo continuato a raccontarci che il vero problema della distribuzione dei contenuti online è costituito dalla c.d. pirateria telematica, all’insegna della sconfitta del diritto e del mercato, abbiamo assistito ad un vero e proprio abuso della proprietà intellettuale che si è manifestato da una parte in forme eccessive di enforcement invasive di altri diritti fondamentali come la libertà di manifestazione del pensiero, il giusto processo, la privacy e l’accesso alla cultura, dall’altra nel forzoso mantenimento in vita di modelli di gestione collettiva dei diritti d’autore su base nazionale in quanto tali oltre che antieconomici apertamente lesivi dei principi del mercato interno e della concorrenza dell’Unione europea.

La chiusura iniziale poteva essere comprensibile, ma insistere rischia di diventare preoccupante: perseverare diabolicum. E, invece, ancora oggi si preferisce guardare al futuro con gli occhi del passato pur di non mettere in discussione meccanismi palesemente assurdi ed obsoleti nel nuovo scenario tecnologico che hanno però il pregio di essere ben noti e, in quanto tali, di non mettere in discussione l’ordine prestabilito e lo status quo.

In Rete non tutto è lecito: sono assolutamente d’accordo con FAPAV

febbraio 12, 2010 alle 11:26 pm | Pubblicato su - Fapav, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Come scrivevo qualche giorno fa in merito al caso FAPAV vs Telecom:

A volte si promuove una causa e poi in giudizio si è invece costretti a difendersi, a volte si entra in un Tribunale civile e si finisce in Procura, sono cose che capitano, questo potrebbe essere il caso di FAPAV anche perchè delle due l’una, o nei suoi atti ha dichiarato il falso, e vabbè capita se mossi dal sacro ardore della tutela dei diritti ! oppure, e questo sarebbe più grave, ha detto il vero…

Purtroppo non si è ancora completamente svelato l’arcano, l’impressione è che siamo solo alle prime schermaglie, nel frattempo il Garante Privacy è intervenuto nel giudizio e si sta interessando della questione  anche Altroconsumo gli aveva chiesto di farlo  e, proprio nella risposta inviata alla richiesta di chiarimenti del Garante pare che Fapav abbia già cominciato a calare le braghe, almeno sull’aspetto che, se confermato, sarebbe stato il più grave, si legge qui, infatti, tra le altre cose, che

 FAPAV non ha ottenuto e non può ottenere alcuna corrispondenza tra le URL delle pagine web citate e l’attività telematica degli internauti italiani, poiché soltanto l’ISP può fornire questo tipo di informazioni circa l’attività dei suoi abbonati.

Ora, a parte che neanche gli ISP sono legittimati a farlo e che chiunque avesse dati di questo genere non potrebbe che averli ottenuti attraverso comportamenti gravemente illeciti e sanzionabili penalmente, resta il fatto che, da quanto riportavano i giornali, nel ricorso presentato al Tribunale FAPAV asseriva di conoscere anche su quali siti avevano navigato gli utenti monitorati, vabbè FAPAV ci dice adesso che era tutto uno scherzo, sarebbe però utile che il Garante confermasse che di scherzo si tratta e che nessuno ha violato il domicilio informatico di numerosissimi utenti e inserito malware nei loro pc. Attendiamo fiduciosi di avere una tale conferma._

C’è poi un altro aspetto, meno grave forse, ma mica tanto, quello dell”‘investigazione”, vogliamo chiamarla così ? sul p2p:

a quanto consta, alcuni associati FAPAV hanno fatto ricorso ad una società specializzata nella protezione dei diritti d’autore, incaricata di fornire statistiche dei download a partire dai cosiddetti “fake” (o “files decoy”, file che contengono il trailer di un film ripetuto in serie) diffusi da territorio straniero nelle reti peer-to-peer per simulare i file di opere protette dal diritto d’autore. Lo strumento utilizzato altro non è che una versione del software open source eMule,  modificato in modo da visualizzare la ripartizione dei download per ISP.

Non mi dilungo su questo punto e rinvio ai primi commenti di Stefano Quintarelli, mi limito ad aggiungere che anche qui vorrei essere confortato dal Garante al più presto sul fatto che non ci sia stata alcuna violazione dei dati personali degli utenti perchè, insomma, su questa fantomatica istantanea anonimizzazione degli IP attraverso un procedimento rapido ed immediato  allo stato mantengo, come dire, qualche piccolo scetticismo.

Critico da tempo la politica delle major e ancora di più le Istituzioni che si appiattiscono su di essa, ma non sono un fan del p2p, non mi sono mai appassionato alle sorti di Pirate Bay è, infatti, oltremodo triste che non si sia ancora trovata una modalità condivisa e legale per distribuire e condividere contenuti in Rete, se andiamo avanti di questo passo però rischiamo di giocarci qualcosa di più e di più grave. C’è, infatti, un problema di fondo in tutta questa storia di FAPAV che va alla base del principio di legalità, quandanche hai subito un danno, un torto, o perlomeno pensi che questo sia il caso, comunque non puoi pretendere di fare valere i tuoi diritti attraverso prove raccolte in maniera illecita e se lo fai devi essere punito severamente, questo a tutela della stabilità dell’Ordinamento.

In un comunicato di oggi FAPAV tra le altre cose asserisce:

Le infondate supposizioni  del Garante della privacy e il clamore che ne è conseguito  appaiono costituire un oggettivo incoraggiamento al fenomeno della pirateria – che costituisce un reato – e a rafforzare l’errato convincimento che sulla rete tutto è lecito, perché l’impunità per le eventuali malefatte è garantita dalla legge sulla privacy.

Condivido una cosa: è assolutamente errato il convincimento che in Rete tutto sia lecito e da quanto è emerso finora sembra proprio che FAPAV dovrebbe riflettere intensamente su questa verità anche e soprattutto per quanto riguarda i suoi stessi comportamenti.

FAPAV, qui si va sul penale …

gennaio 29, 2010 alle 12:28 am | Pubblicato su - Fapav, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Alessandro Longo mi ha chiesto qualche battuta di commento sul caso FAPAV vs Telecom, trovate l’intero articolo qui su Repubblica.it Ve ne consiglio la lettura.

Cosa ho detto:

“Secondo noi l’industria del copyright sta calpestando i diritti inviolabili degli utenti, nel caso Fapav”, dice Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. “In questo caso, in modo ancora più grave che nella vicenda Peppermint: Fapav ha coinvolto molti più utenti e ha scavato più a fondo nelle loro attività”, continua Pierani.

L’udienza è fissata per il 10 febbraio e secondo me ne vedremo delle belle. A volte si promuove una causa e poi in giudizio si è invece costretti a difendersi, a volte si entra in un Tribunale civile e si finisce in Procura, sono cose che capitano, questo potrebbe essere il caso di FAPAV anche perchè delle due l’una, o nei suoi atti ha dichiarato il falso, e vabbè capita se mossi dal sacro ardore della tutela dei diritti ! oppure, e questo sarebbe più grave, ha detto il vero.

Dico sarebbe più grave perchè qui saremmo ben oltre la fattispecie di Peppermint, Fapav infatti dice di conoscere quali siti hanno visitato gli utenti e come fanno ad avere questa informazione? Come ricorda giustamente Alessandro

L’unico modo per ottenerla sarebbe di introdurre un malware spia sui pc degli utenti, azione di vera e propria pirateria informatica.

Il recente annuncio di Vodafone ci deve fare riflettere su quanto sia fondamentale salvaguardare la Neutralità della Rete

settembre 15, 2009 alle 5:45 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 12 commenti
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AllBitsAreCreatedEqual_01Sono state giornate particolarmente intense, e non sono riuscito a rispondere prima d’ora a Guido che qui mi chiamava direttamente in causa sulle questioni giustamente sollevate in primis da Stefano e di cui si è poi già ampiamente dibattuto in Rete circa questo annuncio di Vodafone

Uso Equo del Servizio Internet in mobilità

A partire dal 20 Novembre 2009, allo scopo di salvaguardare la qualità del servizio Internet a vantaggio di tutti i Clienti, la velocità massima di connessione alle applicazioni peer-to-peer o file sharing potrà essere limitata fra le ore 7:00 e le ore 22:00. 

Inoltre nelle offerte Dati in Mobilità con computer e cellulare (iPhone, BlackBerry, etc…) saranno introdotte alcune limitazioni e nuove condizioni per il traffico effettuato con applicazioni VoIP.

Verifica di seguito i piani che ti  permettono di effettuare traffico tramite le applicazioni VoIP.

Altroconsumo dice la sua qui , non ho molto da aggiungere sul caso di specie, se non ribadire che, prendendo spunto dall’annuncio di Vodafone, chiederemo ad AGCOM e AGCM di aprire un’indagine su tali pratiche di limitazioni di traffico che riteniamo siano già adottate anche da altri operatori.

Vorrei, invece, in via più generale, cogliere l’occasione di spiegare perchè ritengo la neutralità fondamentale per la salvaguardia di una Rete libera e competitiva:

Internet ha dimostrato di essere il più grande motore di crescita economica e di comunicazione democratica nella memoria moderna. La rivoluzione portata da Internet non è avvenuta per caso ma grazie al fatto che tutti possono contribuire a sviluppare programmi o servizi e renderli disponibili.

Insomma, tutto questo è avvenuto grazie alla neutralità della Rete che è ora in serio pericolo. Internet Service Providers, operatori di telecomunicazione e fornitori di contenuti collaborano sempre di più tra loro e sono tecnicamente in grado di limitare o di prioritarizzare l’accesso ai contenuti, ai servizi o alle applicazioni, decidendo in tal modo a quali contenuti, servizi, applicazioni gli utenti possono accedere. Vi è un rischio crescente che i consumatori abbiano minori possibilità di scelta e questo limiterebbe anche la concorrenza e la spinta all’innovazione. Siamo contrari ai walled garden (giardini recintati) integrati verticalmente.

Molti consumatori non sono consapevoli del fatto che gli Internet Service Provider sono ad esempio in grado di bloccare il loro accesso a certi siti web. Solo una percantuale ridotta di consumatori hanno ricevuto informazioni su come il loro Internet Service Provider gestisce l’accesso ai contenuti, applicazioni e servizi.  Se i consumatori non sono in grado di accedere a un sito Internet, il più delle volte danno la colpa al sito stesso, e non al provider di servizi Internet.  

Il dibattito sulla Neutralità della Rete non è solo un dibattito economico, ma su come la conoscenza è diffusa, utilizzata e prodotta di nuovo, sono in gioco la libertà di espressione e di partecipazione democratica.
I principi della concorrenza da soli non saranno in grado di regolare il mercato, il controllo di Internet e la Neutralità della Rete sono questioni troppo importanti sulle quali non vogliamo correre rischi

Questi i principi che rivendichiamo, in vista del dibattito che si terrà a breve in terza lettura al Parlamento europeo sul cosiddetto Telecom Package, a salvaguardia della neutralità della Rete:
– I consumatori debbono essere messi nella condizione di poter collegare tutti i dispositivi a loro scelta;
– I consumatori debbono essere messi in grado di accedere o fornire contenuti, servizi e applicazioni;
– I consumatori debbono avere il loro accesso libero da discriminazioni in base alla fonte, la destinazione, il contenuto o il tipo di applicazione.
Ciò implica che gli Internet Service Provider, gli operatori di tlc e le Reti di comunicazione non possono e non debbono:
– ingiustamente bloccare l’accesso a contenuti, applicazioni, servizi o dispositivi;
– ingiustificatamente degradare l’accesso a contenuti, applicazioni, servizi o dispositivi;  
– dare priorità all’accesso e alla fornitura in base alla fonte o alla destinazione;
– operare discriminazioni nei confronti di alcuni fornitori di contenuti, applicazioni, servizi o dispositivi.

The pirate bay subito di nuovo online

agosto 26, 2009 alle 3:57 pm | Pubblicato su - The Pirate Bay, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Come riporta qui sul sito del Sole Umberto Rapetto, The Pirate Bay è tornata subito di nuovo online.  In effthe_pirate_bay_logoetti c’era stato già chi, come F.P Micozzi mi aveva fatto notare che il precedente post di questo blog era ampiamente superato dagli eventi. Sorry ! mi avevano segnalato la cosa e l’ho messa online ma essendo in ferie sono ancora ampiamente disconnesso !

Paolo Brini giustamente mi ricorda su FB che il blocco è stato imposto a Black Internet, che è il fornitore di banda del fornitore di hosting di TPB, NON è il fornitore diretto di TPB. E commenta così: “le motivazioni dell’ordinanza sono sotto analisi ora, pare si voglia introdurre il reato di favoreggiamento di favoreggiamento di favoreggiamento alla violazione di copyright” !!!

Attenderei la sentenza prima di azzardarmi in commenti di sorta sugli aspetti giuridici della vicenda, l’impressione è comunque che questo caso farà ancora molto parlare di sè. Mi limito solo a dire questo per ora, finchè si dibatterà così ampiamente su TPB significherà che non si sarà ancora trovata una modalità condivisa e legale per distribuire e condividere contenuti in Rete … una sconfitta per tutti a mio avviso, ecco perchè, sebbene contesti anche aspramente da tempo la politica delle major e le normative europee e nazionali che hanno negli ultimi anni rafforzato smisuratamente l’enforcement della proprietà intellettuale fino a comprimere diritti pari o sovraordinati, al contempo non riesco proprio ad appassionarmi più di tanto sulla sorte dei “pirati” svedesi …

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