Class Action Altroconsumo contro RAI

dicembre 1, 2010 alle 5:04 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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E’ una bella e coraggiosa battaglia quella che Altroconsumo ha mosso contro la RAI, o meglio contro questa gestione dissennata della Rai, a presto la prima udienza, di seguito il comunicato stampa diramato oggi dall’associazione:

CLASS ACTION CONTRO RAI: MANCATO RISPETTO DEL CONTRATTO DI SERVIZIO PUBBLICO E PAGAMENTO PIATTAFORMA TIVUSAT RICHIESTO IMPROPRIAMENTE

Nel corso del 2010 la RAI è stata inadempiente agli obblighi di realizzare un’informazione obiettiva, corretta ed equilibrata, obblighi assunti attraverso il Contratto di servizio pubblico e imposti dalla disciplina sulla par condicio.

 Di fronte alla violazione da parte della RAI dei diritti e delle prerogative dei propri abbonati, Altroconsumo ha proposto dinanzi al Tribunale di Roma una class action per consentire a tutti gli abbonati che vi aderiranno di ottenere un risarcimento per la lesione del diritto, costituzionalmente garantito, a una informazione libera, plurale e obiettiva. Le adesioni sono raccolte attraverso il sito www.altroconsumo.it

 I fatti: durante la campagna elettorale che ha preceduto il voto amministrativo del 28 e 29 marzo scorso la RAI ha cancellato dal proprio palinsesto televisivo i principali programmi di informazione ed approfondimento politico, come Ballarò, Porta a Porta, Anno Zero, Ultima Parola. Questo è accaduto nonostante non vi fosse alcun obbligo di legge in tal senso e nonostante le critiche e perplessità manifestate dal mondo della politica, da quello del giornalismo, oltre che dall’opinione pubblica.

Nello stesso periodo la RAI, tradendo la propria funzione quale concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, con l’obiettivo prioritario di realizzare un’informazione imparziale ed equilibrata, ha riconosciuto ad alcuni partiti spazi enormemente superiori rispetto a quelli accordati alle altre formazioni politiche che pure hanno preso parte alla consultazione elettorale. Comportamento già accertato e sanzionato ripetutamente dall’AGCOM.

Tutti gli abbonati RAI hanno subìto la cancellazione del proprio diritto, costituzionalmente garantito, a una informazione libera e plurale in un momento particolarmente delicato della vita politica del Paese, momento nel quale il servizio pubblico radiotelevisivo costituisce – o meglio, dovrebbe costituire – il principale strumento per la formazione consapevole da parte di ciascun cittadino della propria volontà politica.

Non è tutto: negli ultimi mesi la RAI ha iniziato a distribuire la propria programmazione su una nuova piattaforma satellitare denominata TIVUSAT, mettendo a disposizione dei propri abbonati delle smart card a pagamento con costi che variano dai 12 a 21, 60 euro.

Anche in questo caso la RAI ha violato i diritti dei propri abbonati i quali, in base al Contratto di servizio, devono poter usufruire della programmazione RAI su qualsivoglia piattaforma tecnologica – satellitare, digitale terrestre, via cavo – senza alcun costo aggiuntivo rispetto a quello rappresentato dal cosiddetto canone RAI.

Altroconsumo ha chiesto che il Tribunale riconosca a ciascun abbonato che ne faccia richiesta tramite l’associazione l’importo minimo di € 500,00 a titolo di risarcimento Inoltre, per gli abbonati che hanno acquistato le cosiddette smart card TIVUSAT, Altroconsumo ha chiesto che la RAI venga condannata a restituire il prezzo indebitamente pagato dagli utenti per un servizio che quest’ultima ha l’obbligo di fornire senza addebitare agli abbonati ulteriori costi rispetto al canone.

Il dado è tratto: Altroconsumo vs RAI è class action

marzo 16, 2010 alle 1:09 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 2 commenti
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C’ome scrivevo ieri a commento dell’improvvida decisione del CdA Rai che ha confermato, in palese lesione del contratto di servizio, il blocco dei talk show nel periodo preelettorale, occorre agire per evitare che cali per sempre il sipario sul servizio pubblico televisivo di cui c’è ancora bisogno nel nostro Paese.

Ebbene il dado è tratto Altroconsumo annuncia la propria class action contro RAI

Stop programmi informativi? Altroconsumo: class action contro Rai per violazione contratto servizio pubblico
16-03-2010

Class action contro RAI per mancata fornitura del servizio pubblico d’informazione con lo stop ai talk show.

L’annuncia Altroconsumo dopo la conferma di ieri alla sospensione dei programmi informativi in periodo pre-elettorale, giunta dal consiglio d’amministrazione dell’emittente radiotelevisiva concessionaria del servizio pubblico.

Gli utenti pagano il canone per poter fruire del servizio d’informazione. Servizio che è stato sospeso arbitrariamente per decisione del CdA RAI e che invece può essere fornito dalle emittenti private, dopo la bocciatura del Tar Lazio del provvedimento AGCOM per Sky, La7 e Mediaset.

Con la class action Altroconsumo chiede il risarcimento del danno subito dagli utenti che pur pagando il canone non possono fruire del servizio pubblico d’informazione.

Sono oltre 5000 gli aderenti alla petizione per la sospensione del pagamento del canone tv su http://www.altroconsumo.it a sostegno della richiesta di Altroconsumo di ripristino dei programmi d’informazione e in difesa dell’articolo 21 della Costituzione.
Dalla petizione ora si passa alla class action.

La RAI sta tentando il suicidio, salviamo la tv di servizio pubblico

marzo 15, 2010 alle 7:36 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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Il CdA Rai ha confermato oggi la propria assurda decisione del 1 marzo: viene così ribadito, nonostante la decisione del TAR Lazio di eliminare la mordacchia alle emittenti private , lo stop ai talk show sulle reti RAI in vista delle prossime elezioni. Questo malgrado le sollecitazioni pervenute dal Presidente dell’AGCOM Calabrò, dal Presidente della Commissione di Vigilanza Zavoli, dal suo stesso Presidente Garimberti e, non ultimo, dagli oltre 5000 cittadini che hanno dato la loro adesione alla petizione di Altroconsumo

Si tratta di una decisione gravemente lesiva del contratto di servizio pubblico attraverso la quale la maggioranza del Consiglio di Amministrazione RAI conferma la propria predisposizione autolesionistica volta al suicidio RAI.

Occorre agire per evitare che cali per sempre il sipario sul servizio pubblico televisivo di cui c’è ancora bisogno nel nostro Paese.

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