La rete in rame è costipata, serve la fibra, ma attenti ad opere tombali in attesa di resurrezione

febbraio 23, 2010 alle 2:38 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Oggi sono stato alla presentazione della Relazione Annuale dell’Organo di Vigilanza per la parità d’accesso sulla rete fissa, il board istituito a seguito degli impegni presi da Telecom italia con Open Access e presieduto da Giulio Napolitano.

Napolitano junior (sì è il figlio del Presidente della repubblica) ha detto che non vi sono state palesi violazioni degli impegni da parte di Telecom Italia anche se in molti casi si è ritenuto opportuno suggerire all’ex monopolista di introdurre miglioramenti nelle procedure nell’interesse di un mercato competitivo e dei consumatori. Il 2010 sarà cruciale per verificare se, al di là del loro formale rispetto, gli impegni presi da Telecom avranno una concreta efficacia sul sistema italiano delle tlc, questo anche e soprattutto in chiave dell’atteso sviluppo delle reti di nuova generazione.

E’ proprio sulle reti di nuova generazione in fibra che si è poi focalizzato il dibattito, con l’amministratore delegato di Telecom Italia Bernabè che, dopo aver mostrato, senza mezzi termini, risentimento per le accuse circa la scarsa qualità e performance della rete di accesso provenienti da operatori alternativi che per lungo tempo hanno beneficiato e continuano a beneficiare di essa senza avervi investito nulla (ma, mi chiedo, comunque glie la pagano no ?)  si è detto disponibile e aperto a collaborare per le reti di nuova generazione con altri soggetti operanti nelle tlc italiane che, appartenendo a gruppi multinazionali hanno capacità di investimento almeno pari a quelle di Telecom Italia (quello che fa la differenza è forse il loro meno rilevante debito).

Su una cosa Bernabè però non transige, le scelte di investimento di Telecom Italia non debbono essere influenzate da soggetti che non partecipano agli investimenti.

Mi è sembrato rilevante quanto ha poi detto Bianca Maria Martinelli (Vodafone), gli impegni di Telecom Italia devono funzionare, è importante che la parità di accesso sia garantita sulla rete in rame ma la priorità oggi deve essere quella di accelerare sulla rete di nuova generazione, il modello per una ngn competitiva e aperta è quello della società della rete, la vera soluzione per implementare una rete in fibra al servizio di tutti.

Ha concluso il presidente di AGCOM Calabrò confermando che urge pensare all’implementazione della fibra, almeno in alcune aree del Paese, già oggi nelle zone ad alta densità di traffico, infatti, la rete in rame non regge, è “costipata” ! Mi è sembrato implicito, comunque, il suo riferimento alla necessità di un piano nazionale perchè nel commentare alcune esperienze di posa di fibra da parte di amministrazioni locali ha detto chi si tratta di iniziative tanto meritorie quanto probabilmente inutili nel caso in cui non si coinvolgano adeguatamente gli operatori, la fibra in questi casi rimane lì morta, quindi, testuale, si tratta di “opere tombali o quanto meno in attesa di risurrezione” !

Dibattito interessante ma aihmè non c’era nessun rappresentante del governo e i conti senza l’oste  … non tornano mai

Gentile Avvocato, lei è un vecchio nostro cliente perchè non torna in Telecom Italia con la sua utenza?

settembre 11, 2009 alle 6:51 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Mi chiama oggi pomeriggio sul mio numero fisso di casa una cortese operatrice di Telecom Italia:

avvocato“Gentile Avvocato, Lei è un nostro vecchio cliente e volevo informarLa che sono stati eliminati completamente i costi per tornare con la Sua utenza presso Telecom Italia, quindi poichè abbiamo tariffe molto interessanti perchè non valuta questa possibilità ? Presso che operatore è attualmente ?”

Faccio io: “Grazie ma non glie lo dico, però mi tolga una curiosità: come fa a sapere che sono avvocato?”

La cortese peratrice di TI:  “Beh sa, essendo Lei un nostro vecchio cliente …”

Io: “si appunto, forse avreste dovuto cancellare quei dati”

La cortese operatrice di TI qui a mio avviso peggiora la situazione: “ma, avvocato, sa meglio di me che Telecom Italia gestisce la Rete e quindi ha tutti i dati degli utenti …”

Io: “Sì, certo, so bene che Telecom Italia gestisce la rete ma mi risultava che fosse stata creata al vostro interno la divisione Open Access che, mi dicevano, non dovesse passare allla divisione commerciale di Telecom Italia questi dati, Lei presso chi lavora? non penso in Open Access …” 

La cortese operatrice di TI: “Beh, dunque non le interessa …”

E io: “No grazie, buona serata, comunque Le do un’informazione, non sono più iscritto all’Ordine per cui, direi che rimango un avvocato ma su, magari cancellatelo quel dato è più corretto”.

Ora, stavo finendo di scrivere questo post e squilla di nuovo il telefono: “Sono Angela di Telecom Italia, posso sapere chi si occupa di telefonia in casa?”

E io: “parli pure con me, ma, una domanda, sa qual’è la mia professione?”

Angela di TI: “No, perchè?”

Ed io: “Niente, niente, tutto a posto, comunque non mi interessa, mi avete già appena chiamato”

Che velocità, hanno già cancellato tutto, che solerzia !

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