Tariffe di terminazione: anche il Commissario AGCOM D’Angelo a favore di un taglio netto

ottobre 5, 2011 alle 6:24 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Mentre si avvicina il momento cruciale della decisione definitiva da parte di AGCOM sulla questione delle tariffe di terminazione mobile – vale a dire il pedaggio che un operatore di telecomunicazioni paga per instradare una comunicazione telefonica presso una rete mobile, al fine di permettere ai propri abbonati di chiamare un numero cellulare – sempre più voci autorevoli si allineano alle richieste di Altroconsumo in favore di una loro netta riduzione.

Oltre al Presidente dell’Antitrust Catricalà di cui avevo già detto ora è la volta del Commissario AGCOM Nicola D’Angelo che, come è possibile vedere nel video qui sopra – se ne trovo uno di qualità migliore lo cambio – in un servizio andato in onda l’altro ieri al Tg2 non usa mezzi termini: “Occorre andare ad una riduzione marcata proprio nell’interesse dei consumatori e delle famiglie”.

Bene ! Nelle prossime settimane penso proprio che occorrerà impegnarsi ancora di più su questa partita per fare comprendere all’opinione pubblica e alle Istituzioni quanto sia importante ottenere una decisione adeguata da parte dell’Autorità sulle tariffe di terminazione mobile, il cui meccanismo di funzionamento rimane ancora purtroppo difficile da comprendere per molti.

Come riferivo in questo precedente post:

Altroconsumo ha chiesto alla Commissione europea di intervenire per fare in modo che l’AGCOM riveda la propria proposta e, in particolare, adotti un percorso di riduzione di tali tariffe molto più rigoroso e in linea con le migliori pratiche europee, senza attendere il gennaio 2012 per introdurre i primi tagli. Qui la lettera di Altroconsumo.

Successivamente, la Commissione ci ha dato in sostanza ragione su tutta la linea e ha bacchettato sonoramente l’AGCOM, segnalando in particolare:

– Il ritardo nell’implementazione del valore LRIC richiamando l’Autorità al fatto che il glide path dovrebbe finire entro il 31/12/2012 e non il luglio 2015 come proposto da AGCOM;

– il fatto che i valori proposti per l’intero glide path sono troppo elevati ed al di fuori dell’orientamento al costo e media europea.

– Richiesta ad AGCOM di fissare un nuovo glide path entro il 31/12/2012 e limitando il numero di step.

– Richiesta di abolizione di asimmetria H3G.

La lettera della Commissione all’AGCOM si può leggere qui. Ora la palla passa all’AGCOM che speriamo tenga in adeguata considerazione i seri appunti mossile dalla Commissione. Per quanto si tratti di un costo pagato da operatore a operatore le tariffe di terminazione mobile hanno, infatti, un rilevante impatto anche per i consumatori finali, perché vengono normalmente ribaltate dagli operatori sulle tariffe al consumo. Non deve pertanto sorprendere che le tariffe di terminazione siano la principale causa dell’elevato costo delle telefonate da fisso a mobile.

PS: Colgo l’occasione per segnalare che l’ottimo Commissario Nicola D’Angelo, che chi segue questo blog sa quanto coraggiosamente si sia speso in favore delle posizioni dei consumatori e della libertà d’espressione sul dossier ancora pendente presso l’Autorità sul diritto d’autore in Rete, ha da poco aperto un suo blog personale, io l’ho aggiunto al mio blogrol qui di fianco e lo seguirò con piacere: Bravo Commissario !

Terminazioni mobili: dopo la Kroes anche Catricalà bacchetta Calabrò

luglio 25, 2011 alle 4:45 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 4 commenti
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Leggo con estremo interesse questa nota di MF Dow Jones:

in una lettera inviata nei giorni scorsi al collega dell’Authority per le Comunicazioni Corrado Calabro’, scrive Milano Finanza, il presidente dell’Antitrust ha spiegato che a suo parere i prezzi proposti per le nuove tariffe di terminazione dei gestori di telefonia mobile sono ancora troppo alti. Catricala’ insomma si e’ detto d’accordo con i dubbi espressi solo qualche settimana fa dalla Commissione Ue che, sempre in una missiva indirizzata a Calabro’, aveva giudicato troppo timido il taglio delle tariffe ipotizzato dal responsabile dell’Agcom. Che adesso rischia di trovarsi in una posizione scomoda, stretto tra le richieste di Bruxelles e di Catricala’ da un lato e le pressioni degli operatori mobili e del governo dall’altro. Le tariffe di terminazione, infatti, sono una voce ancora importante nei conti economici di Tim, Vodafone, Wind e 3. Si tratta in pratica del pedaggio che un operatore paga a un concorrente quando la chiamata che parte dalla sua rete finisce su quella del competitor. Dal 1* luglio scorso i tre operatori maggiori (Tim, Vodafone e Wind) incassano 5,3 centesimi al minuto dai concorrenti ogni volta che una chiamata finisce sulle loro reti.

I lettori di questo blog sanno che ci siamo occupati attivamente della questione. Ora, c’è da dire che l’intervento della Kroes non era affatto scontato e lo abbiamo molto apprezzato ma quello di Catricalà giunge ancora più ben venuto, in quanto inaspettato.

Che farà a questo punto il povero Presidente Calabrò sollecitato dalla Commissione e dal Collega dell’Antitrust Catricalà da una parte ma – come giustamente sottolinea MF – dagli operatori mobili e dal Governo dall’altra? Difficile a dirsi, di certo questa volta non riuscirà a cavarsela con una poesia! Se può essergli d’aiuto, al fine di toglierlo dagli indugi, ribadiamo – anche se era in effetti già chiaro – che i consumatori stanno con la Commissaria Kroes e il Presidente Catricalà e chiedono che le tariffe di terminazione mobile siano ridotte prima e più in fretta.

La Commissione europea ci da ragione sulle terminazioni mobili e bacchetta l’AGCOM

luglio 3, 2011 alle 1:51 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Si riaccende il dibattito sulle tariffe di terminazione su rete mobile, vale a dire il costo che un operatore di telecomunicazioni paga per instradare una comunicazione telefonica presso una rete mobile, al fine di permettere ai propri abbonati di chiamare un numero cellulare.

Come riferivo in questo precedente post:

Altroconsumo ha chiesto alla Commissione europea di intervenire per fare in modo che l’AGCOM riveda la propria proposta e, in particolare, adotti un percorso di riduzione di tali tariffe molto più rigoroso e in linea con le migliori pratiche europee, senza attendere il gennaio 2012 per introdurre i primi tagli. Qui la lettera di Altroconsumo.

Bene, la Commissione ci ha dato in sostanza ragione su tutta la linea e ha bacchettato sonoramente l’AGCOM, segnalando in particolare:

– Il ritardo nell’implementazione del valore LRIC richiamando l’Autorità al fatto che il glide path dovrebbe finire entro il 31/12/2012 e non il luglio 2015 come proposto da AGCOM;

– il fatto che i valori proposti per l’intero glide path sono troppo elevati ed al di fuori dell’orientamento al costo e media europea.

– Richiesta ad AGCOM di fissare un nuovo glide path entro il 31/12/2012 e limitando il numero di step.

– Richiesta di abolizione di asimmetria H3G.

La lettera della Commissione all’AGCOM si può leggere qui  Ora la palla passa all’AGCOM che speriamo tenga in adeguata considerazione i seri appunti mossile dalla Commissione. Per quanto si tratti di un costo pagato da operatore a operatore le tariffe di terminazione mobile hanno, infatti, un rilevante impatto anche per i consumatori finali, perché vengono normalmente ribaltate dagli operatori sulle tariffe al consumo. Non deve pertanto sorprendere che le tariffe di terminazione siano la principale causa dell’elevato costo delle telefonate da fisso a mobile. E’ sufficiente fare il confronto con quelle tra telefoni fissi oppure VOIP: mentre le tariffe per questi ultimi ammontano a pochi centesimi o talvolta addirittura a zero, il prezzo delle chiamate verso i telefoni cellulari resta molto superiore.

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