Digitale terrestre: dopo lo switch off in Lombardia la situazione rimane critica

novembre 29, 2010 alle 6:36 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 3 commenti
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Come dicevo l’altro ieri, a casa mia dopo lo switch off la situazione del digitale terrestre era alquanto instabile e permane tale, a quanto pare è così anche a casa di tante altre famiglie in lombardia e nel nord italia:

Oltre 400 chiamate in poche ore ai telefoni di Altroconsumo.
Difficoltà a risintonizzare i canali, pessima ricezione del segnale, canali come La7 o Boing dissolti nell’etere; questo il contenuto delle segnalazioni di consumatori in difficoltà con lo switch off in Lombardia, Piemonte orientale, province di Parma e Piacenza

Il passaggio definitivo alla tv digitale doveva concludersi sulla carta il 26 novembre scorso, ma sono molti gli strascichi di tipo tecnico che di fatto impediscono al consumatore di vedere canali e programmi tv.

Molti gli abbonati di Mediaset Premium e Gallery che hanno segnalato di non esser riusciti a fruire della visione dei programmi per cui hanno pagato, anche da altre Regioni come Campania, Marche, Emilia Romagna.
Altroconsumo invita Mediaset a predisporre un bonus di risarcimento per i contenuti a pagamento non fruiti.
Sul fronte istituzionale l’associazione indipendente di consumatori chiede al ministro dello Sviluppo economico Romani di sensibilizzare tutti gli attori, in questa fase delicata di passaggio tecnologico, alla massima professionalità e tempestività nell’affiancare gli utenti di fronte alle difficoltà tecniche che possono incontrare.

Altroconsumo terrà aperto per tutta la settimana il numero verde 800.088.265 dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 14,00 alle 17,00.

Ora, posso comprendere che lo switch off sia un passaggio complicato dal punto di vista tecnico ma mi sembra inaccettabile che, come consiglia il call center del ministero, l’unica via d’uscita per l’utente sia quella di stare lì a risintonizzare di tanto in tanto – dicono fino a metà dicembre ! – nella speranza che rispunti fuori quasi per miracolo qualche canale prima oscurato.

Peraltro, il fatto che lo switch off nel nord italia abbia ripercussioni negative su altre zone d’Italia già all digital (ad es campania, lazio etc etc) la dice lunga sull’instabilità di questa tecnologia a livello di sistema paese, per quanto riguarda l’Emilia considerate invece che lo switch off è oggi,  il che comporterà presumibilmente altri problemi …

Per quanto concerne i canali Mediaset premium, ci credo che la gente sia particolarmente arrabbiata, paga un tot al mese e dovrebbe stare lì a risintonizzare fino a metà dicembre nella speranza che riappaiano le partite (o i film) che ha pagato ?!?!? Mah … il fatto, invece, che chi non prende i canali Rai si lagni di meno è, a mio avviso, sintomo che purtroppo non ci attendiamo veramente più niente di buono dal broadcasting di stato … ma come? paghiamo un canone, si tratta di servizio pubblico, ci siamo nonostante questo sobbarcati il costo del decoder … e dovremmo stare lì a risintonizzare nella speranza che riappaia il segnale? qualcuno direbbe: neanche nello Zimbabwe …

Della serie tv e libertà di espressione oggi in Italia: stasera niente Infedele su La7

marzo 1, 2010 alle 5:28 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI, TV | 1 commento
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Ho ricevuto qualche commento critico in merito agli ultimi post che ho dedicato alla sentenza Vividown vs Google , alcuni mi rimproverano che dire la Rete non deve diventare una televisione implicherebbe un giudizio ingiustificatamente troppo severo sul livello di libertà di espressione consentito in tv oggi in Italia, altri mi ricordano che Google non è e non deve essere sinonimo tout court o comunque modello unico della libertà d’espressione in Rete, in quanto ne avrebbe una convenienza economica.

Ora, sul secondo punto, non mi sembra di aver mai scambiato erroneamente Google per la Rete e se ho potuto dare questa impressione non era nelle mie intenzioni, il fatto che Google svolga attività a fini di lucro mi sembra sia noto a tutti ma questo che c’azzecca ? Peraltro, nel confermare il mio punto di vista sulla sentenza Vividown in attesa di poter leggere le motivazioni per esprimere un giudizio conclusivo, ribadisco che pur riconoscendo a Google di aver portato incredibile innovazione in Internet e trasferito valore agli utenti non ho, per altri versi, mai nascosto di provare “uno strano retrogusto”.

Ma era sul primo punto che volevo concentrarmi, ovvero il livello di libertà d’espressione in tv in Italia oggi: stasera La7 (Gruppo Telecom Italia) non manderà in onda la puntata de L’Infedele dedicata agli scandali relativi al riciclaggio di circa due miliardi di euro che ha coinvolto le società Fastweb e Telecom Sparkle, sul blog di Gad Lerner si può leggere questo botta e risposta tra l’editore e il giornalista:

Ho ricevuto dall’amministratore delegato di Telecom Italia Media la lettera seguente:

Caro Gad,
come da accordi telefonici del 27 febbraio u.s., Ti rappresento che ragioni di opportunità –anche al fine di non turbare in alcun modo le delicate indagini giudiziarie in corso e le eventuali misure cautelari al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie in relazione alla vicenda della società Telecom Italia Sparkle S.p.A.- mi consigliano di soprassedere, per ora, alla decisione presa da Te congiuntamente con il Direttore, da me approvata, di dedicare la puntata dell’Infedele del 1° marzo 2010 al tema del “riciclaggio per il tramite di società telefoniche”.
Cordiali saluti,
Giovanni Stella

E questa è la mia risposta:
Caro Gianni,
mantengo il dissenso che ti ho già manifestato. Ritengo che la trasmissione dell’Infedele da noi concordata secondo le procedure aziendali, e già pubblicizzata, non avrebbe turbato nè le indagini nè le decisioni che competono alla magistratura. Avrebbe informato e approfondito, come da otto anni usa L’Infedele anche su vicende riguardanti Telecom Italia e come spero torni a fare dopo lo spiacevole salto di una puntata. Ti ringrazio per la correttezza con cui riconosci la coerenza del mio operato al contratto e alla fiducia reciproca che ci legano.
Cordiali saluti,
Gad Lerner

C’è forse qualcosa da aggiungere ?

P.S.: sopra riprendo, sempre dal blog di Gad Lerner, la copertina de “L’Espresso” che nel 2007 dava notizia dell’inchiesta di cui si parla, e che compariva nel promo televisivo andato in onda su La7 per pubblicizzare la trasmissione che aihmè stasera non adrà in onda

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