Ancora sull’Inno Nazionale: presentata interrogazione e proposta di legge … Ta ra tà, ta ra tà, taratatta tatta tattà

aprile 28, 2010 alle 5:44 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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 Nel mio primo post relativo alla questione Inno di Mameli dicevo, tra le altre cose, che avrei sollecitato la presentazione di un’interrogazione parlamentare ad alcuni onorevoli, tra i quali Roberto Cassinelli che ora mi rende noto quanto ne è scaturito: una interrogazione, per l’appunto, e una proposta di legge sottoscritta, insieme a lui, da una quarantina di parlamentari di vari partiti. Lo ringrazio e vi metto a disposizione entrambi i testi:

Proposta di Legge: Nuove disposizioni in materia di esecuzione e riproduzione de “Il Canto degli Italiani”

Interrogazione a risposta scritta al Ministro dei Beni e le Attività Culturali

Buona lettura !

 

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Ta ra tà, ta ra tà, taratatta tatta tattà, Internet può restituire agli Italiani l’Inno Nazionale: cercasi orchestra e coro disponibili

aprile 28, 2010 alle 9:07 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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Ritorno sulla questione dell’Inno di Mameli, il Capo Ufficio Stampa della SIAE ha infatti risposto qui sul blog quanto segue al mio post di ieri

Troppo facile fare gli spiritosi su una vicenda raccontata male e in malafede. La SIAE NON HA RICHIESTO I DIRITTI D’AUTORE PER L’INNO DI MAMELI. Si è trattato- l’anno scorso e non quest’anno- di 100 euro ( e NON 1.000!) di compenso richiesto dall’editore Sonzogno per il noleggio dello spartito. La rimanente somma riguarda i diritti d’autore richiesti per aver utilizzato opere musicali tutelate in un grande concerto svoltosi a Messina.
Daniela d’Isa
Capo Ufficio Stampa SIAE

Ringrazio la Dott.sa d’Isa per l’attenzione e per il chiarimento ufficilae, il registro scherzoso che ho utilizzato nascondeva ovviamente una mia preoccupazione seria. Rimangono comunque alcuni dubbi considerate le dichiarazioni – che non mi risultano smentite – del Presidente del Consiglio Comunale di Messina e i precedenti casi relativi sempre all’Inno di Mameli e ad altri canti alpini occorsi in occasione del raduno di Trieste di qualche anno fa. Mi sembra ad ogni modo di capire che la SIAE non intenda lucrare sull’Inno di Mameli, ne prendiamo atto con grande soddisfazione, una soluzione tecnica potrebbe allora esserci ed è quella avanzata sul blog di Mantellini:

A margine della notizia secondo la quale la SIAE avrebbe chiesto 1000 euro ad una no profit messinese per l’esecuzione dell’Inno di Mameli, questo blog sposa la proposta di Maurizio Codogno per risolvere in futuro questioni simili:

A questo punto i miei ventun lettori, che sono molto svegli, hanno capito cosa sta succedendo. È evidente che non ci sono registrazioni ufficiali dell’Inno di Mameli ai tempi della Repubblica Romana; quando così si suona l’inno all’inizio di una manifestazione si prende una sua elaborazione (detto in altro modo, un disco o un MP3) e subito l’avvoltoio… ehm, il funzionario SIAE arriva a chiedere la sua libbra di carne. Tutto legalissimo. Ma deve per forza essere così?

La soluzione, dal mio punto di vista, è semplicissima. Sono ragionevolmente certo che la Presidenza della Repubblica ha la possibilità di pagare un’orchestra per una registrazione ufficiale dell’inno, e nel caso voglia anche le parole possa anche pagare un coro; tanto la parte istituzionale è solo la prima strofa che non è così lunga e a volte riesce a essere memorizzata persino da un calciatore. A questo punto il Quirinale prende la registrazione (di cui ha acquistato i diritti economici di elaborazione), rinuncia esplicitamente ai suoi diritti e la lascia a disposizione di tutti i cittadini senza alcuna distinzione. Sarebbe preferibile porla nel pubblico dominio, ma anche solo una cessione a titolo gratuito dei diritti di esecuzione sarebbe sufficiente. Tutti quelli che vogliono eseguire l’inno lo prendono, lo suonano e salutano l’ominio SIAE.

Questa proposta mi sembra interessante, percorribile e anzi più che mai auspicabile e, proprio per questo, intendo rilanciare: in attesa che si attivi la Presidenza della Repubblica (o magari il Ministro Bondi !) la cosa potrebbe venire più velocemente dal basso, personalmente non sono molto intonato ma ci sarà pure un’orchestra e un coro professionali che vogliano mettere a disposizione a beneficio di ogni ente pubblico o no profit, di associazioni sportive o altro, di tutti insomma una loro esecuzione dell’Inno di Mameli. Poi mettiamo la registrazione libera e gratuita sul web accessibile a tutti, in questo modo Internet restituirà l’Inno Nazionale ai suoi legittimi proprietari: i cittadini Italiani.

Nel mio piccolo mi metto a disposizione per contribuire ad organizzare la cosa, chi vuole collaborare? cercasi dunque orchestra e coro disponibili !

“Fratelli” d’Italia della SIAE: giù le mani dall’Inno Nazionale, please !

aprile 27, 2010 alle 8:34 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, PROPRIET INTELLETTUALE | 6 commenti
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  Ta ra tà, ta ra tà, taratatta tatta tattà, Fratelli d’Italia … No, non è la prima volta, cionostante si rimane ugualmente sempre a bocca aperta. Le pretese della SIAE sull’Inno di Mameli sono in effetti già balzate qualche anno fa agli onori della cronaca in occasione del raduno nazionale degli Alpini in quel di Trieste, pare che successivamente, in seguito all’interessamento di alcuni parlamentari, la sede nazionale della SIAE avesse smentito la legittimità di questa assurda richiesta di pagamento di diritti 

Ora, a leggere questa agenzia, sembra che ci risiamo, da Trieste scendiamo a Messina, ma l’atteggiamento della SIAE che, non a caso, avevo ribattezzato Società Italiana Arcigni Esattori è sempre lo stesso:

INNO ITALIA: COMUNE MESSINA, INCREDIBILE CHE SIAE CHIEDA DIRITTI (AGI) – Messina, 26 apr. – Il presidente del Consiglio comunale di Messina, Pippo Previti, in una lettera inviata al presidente della Repubblica ha denunciato “anomalie” sui diritti Siae per l’inno nazionale. “Le trascorse celebrazioni del 65esimo Anniversario della Liberazione, mi danno lo spunto – scrive il presidente Previti – per affrontare un problema che lede uno dei principi fondati dal nostro Stato unitario. Quando Goffredo Mameli nel novembre del 1847 compose l’inno Fratelli d’Italia, certamente non poteva mai immaginare che ogni qual volta si ascoltasse, si dovesse pagare. E, francamente, non lo pensavamo nemmeno noi”. E’ di 1.094,40 euro, spiega, la somma che ha richiesto la Siae a un ente no profit di Messina per aver suonato l’inno di Mameli. La stessa sorte e’ toccata alla Federazione pallavolo del Veneto che si e’ vista recapitare una simile richiesta dalla Siae di Mestre, per aver suonato l’inno prima di una partita. Il prezziario fornito dalla Siae di Messina, prevede l’importo massimo di 290 euro se si tratta di un incontro per una partita nazionale, a secondo la capienza dello stadio; se si tratta di una gara di seconda categoria l’importo varia da 40 a 60 euro; per il Palazzetto dello Sport, circa 146 euro; se l’inno di Mameli sara’ suonato in un Teatro in forma concertistica, si paghera’ il diritto di noleggio che va agli editori del brano. “Questo modo di mercificare anche il nostro Inno nazionale – conclude – portera’ alla fine a scegliere un inno diverso che non faccia pagare alcunche’, con sommo piacere dei tanti detrattori dell’inno. Mi rivolgo, quindi, alla Presidenza della Repubblica, primo e indiscusso “baluardo” della nostra Unita’ nazionale per la quale ci apprestiamo a celebrare i 150 anni, affinche’ si eviti, a enti, associazioni e organizzazioni vari, l’inutile balzello e si esenti l’inno, ovunque e per sempre si esegua”.

Guido Scorza, con un post su Friendfeed mi ha ispirato il video di commento qui sotto:  “Chiedere mille euro a chi suona l’inno nazionale a me ricorda Totò che voleva vendere ai turisti la fontana di trevi!” Eh, Guido io ti cito, non sia mai che mi vieni a chiedere i diritti d’autore per l’azzeccato paragone 😉

Penso che il presidente del Consiglio comunale di Messina, Pippo Previti, abbia tutte le ragioni per indignarsi, oltre 1000 euro richiesti ad un ente no profit della sua città per aver suonato l’Inno di Mameli, l’inno nostro di tutti gli italiani, sembrano una pretesa folle, mi appresto a sollecitare una interrogazione parlamentare ad alcuni parlamentari, quando è troppo è troppo. Una cosa, però, vorrei dire per rassicurare il presidente Previti, non penso che questo comportamento assurdo della SIAE rischi di portare a scegliere un inno diverso, anche perchè figuriamoci se la SIAE si tirerebbe in dietro dal pretendere il pagamento della gabella su quello nuovo … amici di Viale della Letteratura, anche voi siete “fratelli d’Italia” e, allora, giù le mani dall’Inno Nazionale, suvvia!

La discussione segue qui con una proposta

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