La casa al centro delle politiche del governo … in attesa delle rivelazioni di Fini c’è da chiedersi se non sia il governo a dover andare a casa

settembre 25, 2010 alle 2:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 1 commento
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la questione casa è indubbiamente al centro delle politiche del nostro governo, la casa loro …

In attesa delle annunciate rivelazioni di Gianfranco Fini circa la casa di Montecarlo, ricordo – per memoria di tutti – che i chiarimenti su un’altra famosa e famigerata casa “governativa” hanno provocato le dimissioni del Ministro Scajola e da allora, sono ormai quasi 5 mesi, non abbiamo più un Ministro dello Sviluppo … tanto, come ha giustamente celiato Crozza, che ce ne facciamo in Italia di un Ministro dello Sviluppo, se lo sviluppo non c’è …

Ridiamo per non piangere … c’è da chiedersi se le rivelazioni di oggi pomeriggio da parte del Presidente della Camera provocheranno altre dimissioni e di chi … parlo molto di politica delle tlc, dell’innovazione e dei consumatori in questo blog, non parlo mai invece – per scelta – di politica, nel senso deleterio che questo termine nobile ha ormai assunto nel nostro strano Paese, ma a tutto c’è un limite, come dice la Marcegaglia le imprese stanno perdendo la pazienza, anche i cittadini … Se questo governo non è in grado di occuparsi seriamente dei problemi del Paese nell’interesse generale, forse dovrebbe molto semplicemente levarsi di torno

I blogger chiedono la “rettifica” del comma 29, art. 1 del ddl intercettazioni: sottoscrivo l’appello

luglio 23, 2010 alle 5:48 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Ora basta con le coglionerie del Parlamento sottoscrivo anch’io, come blogger, la lettera appello predisposta da Guido Scorza e condivisa da Alessandro Gilioli , Vittorio Zambardino e tanti altri. Si può firmare a questo link.o qui su Facebook, fatelo anche voi

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini

Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno

Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati

A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.

L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

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