Mark, citizens and consumers’ fundamental rights

febbraio 18, 2017 alle 7:20 pm | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento
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the Mark Zuckerberg Manifesto published on Facebook earlier this week has resulted in countless comments, the most of which are critics and/or worried,  some actually doomsayers and/or snooty, few to tell the truth either positive or favorable.

The nearly 6.000 words of the Facebook CEO have attracted indeed my attention too, so I add my small little thought. Here are my two cents from a consumer representative point of view:

A full recognition of the consumer’s right to benefit from technological innovation in a safe and secure way is needed. Consumers trust is crucial and not only within the process of economic development. In the digital age the fundamental rights of citizens are indeed more and more expressed in the context of “private” virtual spaces that are accessed as consumers. For the first time, the protection and enforcement of consumer rights become the vehicle and guarantee of access to citizens fundamental rights.

Vista finalmente la puntata di Report di ieri sera, corro a consultare i consigli della Nasa per meglio capire come comportarmi in Rete …

aprile 12, 2011 alle 2:43 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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 Rispetto alla Rete dovremmo un pò tutti cercare di comprendere come funziona e come muta in continuazione e fluidità uno strumento e, ormai direi definitivamente un luogo, dove trascorriamo buona parte della giornata, dove viviamo emozioni, creiamo opportunità per noi e per altri, condividiamo idee, creiamo movimenti, dove aziende hanno fatto una grande fortuna in tempi rapidissimi traferendo molto valore agli utenti, dove succede anche che queste aziende o singoli individui possano assumere comportamenti scorretti e/o lesivi, come nel mondo reale, anche perchè Internet è e sarà sempre di più il mondo reale!

Si tratta di un fantastico percorso di conoscenza che va intrapreso con umiltà e grande curiosità senza la pretesa di possedere verità assolute o sparare sentenze, tantomeno bisognerebbe travisare le sentenze, peraltro discutibilissime, che hanno giudicato le cose della Rete, di certo quello che non si può fare è liquidare con grande superficialità l’analisi di uno strumento che sta comunque cambiando, e molto in meglio, il mondo.

Ho appena finito di vedere la puntata di Report dell’altra sera e mi è rimasto veramente l’amaro in bocca. Per carità capita sempre più spesso, soprattutto in alcuni talk show, di ascoltare in tv beceri luoghi comuni con sottofondo di tecnofobia dirompente relativi ai social network, in particolare Facebook, ma anche a Google, volti in realtà a demonizzare Internet nel suo tutto, ma da Report non me l’aspettavo.

I grandi giornalisti ma, soprattutto, le persone corrette quando sbagliano trovano il modo di rimediare, chissà che non capiti anche in questo caso … in Italia ci sarebbe un gran bisogno di parlare bene della Rete e a Report questo dovrebbero ben comprenderlo

E buona notte

Tecnofobia in Parlamento ? …

novembre 27, 2010 alle 1:31 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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Dopo aver preso largamente piede tra gli anchorman televisivi  la sindrome pervade ormai anche il Parlamento. 

presentata da

GIORGIO JANNONE
lunedì 22 novembre 2010, seduta n.399
JANNONE. –
Al Ministro della salute.
– Per sapere – premesso che: all’interno della nostra società stanno emergendo, sempre di più, comportamenti compulsivi nei confronti dei social network. Varie sono le testimonianze di persone, sia adulte che adolescenti, ed è proprio questo il dato più preoccupante, che preferiscono restare in casa, davanti al pc collegato a qualche social network piuttosto che uscire e intessere rapporti o relazioni con altre persone. I loro interessi, impegni, eventi tutto passa dal web, diventando in questo modo digitale. L’inizio di questa malattia consiste nell’eliminare ogni occasione di incontro, uscire solo per andare a scuola o al lavoro. Internet e Facebook sono un’ossessione per queste persone, che diventano frettolose persino nel mangiare, inventando scuse continue per tornare al pc. Se si allontanano da casa controllano continuamente l’ora. I genitori stessi non si rendono immediatamente conto di cosa sta accadendo ai loro figli. Per loro la cosa più difficile è stato ammettere i propri errori, l’incapacità di gestire i silenzi del figlio, i vuoti di comunicazione. Solo quando il figlio sviluppa un rapporto di assoluta dipendenza, resta connesso tutta la notte a «quel gioco che fa su fb» allora sorge il problema;
di solito, i soggetti che manifestano questi comportamenti sono persone fragili, il cui umore dipende dal giudizio dei coetanei e dal mondo esterno in generale. La famiglia compare come presenza costante nella sua vita soltanto in questo momento: è la mamma a seguirlo di più, si preoccupa ed espone il problema del figlio. Lontano da internet, si precipita in uno stato depressivo. Di solito queste persone non hanno nessun altro tipo di dipendenza, né dall’alcol né da sostanze stupefacenti; hanno però sostituito ogni contatto sociale con amici virtuali. Sono «intimi» ma estranei. Non si sono mai visti, non si conoscono, letteralmente fuggono da sé stessi. I primi tempi, quando provano a passare meno tempo davanti al pc, sentono il bisogno di essere collegati, quando non sono on-line stanno male;
Elisa Caponetti, psicoterapeuta, ha già seguito casi del genere. «Queste tipo di dipendenze – spiega – non vanno sottovalutate, invece spesso si tende invece a sminuire. Possono portare conseguenze anche serie, sia nella sfera intima e personale, che nel processo di crescita. Ma non per questo bisogna demonizzare Facebook o i social network, utilizzati con equilibrio rappresentano un nuovo strumento di comunicazione». Il fenomeno, purtroppo, non è circoscritto, non riguarda un numero limitato di utenti. Il Policlino Agostino Gemelli è stato il primo a creare un centro per assistere chi è affetto da queste psicopatologie da web. In alcuni casi per i pazienti si tratta di ricominciare da zero, una nuova alfabetizzazione emotiva. Il centro cura le dipendenza legate in qualche modo ai social network. È stato aperto un anno fa e ha già seguito quasi 150 casi. Lo dirige il dottor Federico Tonioni. Spiega: «Sono i genitori a venire da noi quando si rendono conto che i figli esprimono un disagio. È una generazione che non ha conosciuto un »prima« del computer. Il ruolo degli adulti è molto importante, una nostra sezione è dedicata a loro». L’astinenza da pc per chi ne fa uso compulsivo può innescare una sindrome depressiva. È necessario allora un intervento farmacologico. I social network tipo Facebook, vissuti nel modo sbagliato possono causare effetti collaterali. «Vedere l’altro su Facebook è come spiarlo dal buco della serratura, entrare nella sua mente – riprende Tonioni; c’è chi per controllare il partner si costruisce una falsa identità, lo corteggia, lo circonda e ne studia le reazioni. C’è anche chi è arrivato a installare un software. Molte cause di divorzio per tradimento sono dipese proprio dai social network». Il dramma del maresciallo di Subiaco che ha ucciso una figlia, ne ha ferito un’altra e poi si è tolto la vita, è un caso limite. La pressione manicale di un padre che riusciva a esercitare il suo controllo fisico sulle figlie, ma al quale sfuggiva quello virtuale -:
quali iniziative di competenza il Ministro intenda adottare al fine di aiutare persone affette da comportamenti compulsivi nei confronti dei social network e le relative famiglie. (4-09638)
Chissà che al Gemelli ora non intendano aprire anche un reparto per tecnofobi, dal punto di vista del business potrebbe rivelarsi altrettanto promettente …

The (un)social network

novembre 17, 2010 alle 9:11 am | Pubblicato su INTERNET | Lascia un commento
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Ieri, in una serata bruxellese libera da impegni, ho approfittato per andare al cinema a vedere The social network, il film di David Fincher riprende, in maniera più o meno romanzata, alcune vicende personali di Zuckerberg e soci che girano attorno alla nascita di Facebook … un film, in fin dei conti, abbastanza triste con una scena finale, quella che vedete qui sopra, quasi struggente ma, per altro verso, molto comune  … quante volte vi è capitato di impallarvi a fare il refreshing di una pagina web ?!  

PS: consiglio, se possibile, di vedere il film in lingua originale

Video della Gabanelli rimosso da Facebook, perchè ?

giugno 16, 2010 alle 12:07 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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A quanto pare Facebook avrebbe eliminato dalle bacheche di coloro che lo hanno condiviso qualche giorno fa il video che vedete qui sopra che riprende l’appello lanciato dalla Gabanelli a Report contro il ddl intercettazioni.

Ho letto la notizia qui sul blog Spiriti Liberali ma poi me lo hanno confermato in molti altri utenti di Facebook. Nel frattempo anch’io l’ho condiviso di nuovo con il mio account su Facebook, così vediamo se lo eliminano anche a me.

Qualche giorno fa nel commentare la bozza di Codice di autodisciplina di Internet Romani/Marioni ricordavo, citando in questo Marco Scialdone, come Facebook abbia già oggi nelle sue condizioni generali clausole che gli consentono di rimuovere un contenuto immesso/pubblicato da un utente qualora lo ritenga lesivo di diritti di terzi o di norme imperative di legge.  Ed è probabilmente proprio sulla base dell’art 5 delle sue condizioni che Facebook ritiene di aver potuto eliminare, senza colpo ferire, dalle bacheche dei suoi utenti il video di cui sopra.

5.    Protezione dei diritti di terzi
Facebook rispetta i diritti di terzi e si aspetta che l’utente faccia lo stesso.
1.    È vietato pubblicare o eseguire azioni su Facebook che violino i diritti di terzi o violino in altro modo la legge.
2.    Ci riserviamo il diritto di rimuovere tutti i contenuti pubblicati su Facebook, nei casi in cui si ritenga che violino la presente Dichiarazione.
3.    Facebook fornirà gli strumenti necessari alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale dell’utente. Per ulteriori informazioni, visitare la pagina Come segnalare una violazione della proprietà intellettuale.
4.    Se abbiamo eliminato dei contenuti perché considerati in violazione dei diritti intellettuali di terzi, e l’utente che li ha pubblicati ritiene che ci sia stato un errore, ha la possibilità di presentare ricorso.
5.    Se l’utente viola ripetutamente i diritti di proprietà intellettuale di terzi, Facebook disabiliterà il suo account nei casi in cui lo riterrà opportuno.
6.    È vietato l’uso dei nostri copyright o marchi registrati (inclusi Facebook, il logo Facebook ed F, FB, Face, Poke, Wall e 32665), o di simboli simili che possono indurre a confondersi, senza il nostro previo consenso scritto.
7.    Se l’utente raccoglie informazioni da altri utenti, si impegna a: ottenere la loro autorizzazione, specificare di essere lui/lei (e non Facebook) a raccogliere le informazioni, e pubblicare una sua normativa sulla privacy che spieghi quali informazioni raccoglie e come le utilizza.
8.    È vietato pubblicare documenti di identità o informazioni finanziarie sensibili su Facebook.
9.    È vietato taggare o inviare inviti via e-mail a persone che non sono utenti di Facebook senza il loro consenso.

Ora, non oso immaginare che qualcuno abbia potuto anche lontanamente ipotizzare che il video nel caso di specie fosse diffamatorio, questo è da escludere non ha alcuna base giuridica ma prima che giuridica logica e quindi se anche fosse arrivata una tale segnalazione a Facebook, Mr Facebook l’avrebbe dovuta semplicemente cestinare. Volendo quindi ipotizzare che siano arrivate a Facebook segnalazioni relative al fatto che il video ledesse il copyright di qualcuno (RAI), resta che non risulta che Facebook abbia in alcun modo inviato agli utenti che avevano immesso il video nella loro bacheca una notifica circa la rimozione per permettere loro eventualmente di contronotificare, come dovrebbe essere e come anche Facebook stesso dichiara di fare. peraltro il video rimane invece tranquillamente online su Youtube.

Con la rivoluzione del web 2.0 alcune piattaforme di user generated contents come Facebook stanno perdendo la loro caratteristica neutralità tecnologica a mio avviso interpretando il loro ruolo in maniera estensiva e sconfinando quasi a divenire veri e propri editori. Ok, però con questo devono prendersi anche le relative responsabilità, ritengo che Facebook dovrebbe decidere cosa vuole fare da grande, pretendere di mantenere le garanzie dei provider insieme alle prerogative degli editori è insostenibile … e per di più con gli user generated contents, mah. E’ evidente a tutti che sono e saranno sempre di più gli utenti i veri protagonisti della Rete, i loro contenuti generano valore e, dunque, la tutela del consumatore deve essere intesa come difesa non solo dei suoi interessi economici, ma anche delle sue libertà, così come dell’affermazione del suo ruolo attivo all’interno della società.

Se qualcuno, che in Italia può parlare a nome di Facebook, passasse di qui e ci chiarisse come sono andate le cose ci farebbe un grandissimo piacere, comprendiamo l’inglese, se i chiarimenti arrivassero da oltreoceano andrebbero bene comunque grazie …

Incontro al Viminale tra il Ministro Maroni e rappresentanti di providers e social networks: qualcuno ci fa sapere come è andata?

dicembre 22, 2009 alle 5:20 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 5 commenti
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Alle 15 al Viminale dovrebbe aver avuto inizio l’incontro tra il Ministro Maroni e alcuni rappresentanti delle società di connettività, servizi Internet e social network (tra i quali il responsabile delle politiche europee di Facebook Richard Allan) per discutere delle misure che il governo intenderebbe adottare per contrastare i delitti di istigazione a delinquere e di apologia di reato commessi per via telematica.

Come ho già avuto modo di dire e come in tanti altri hanno chiarito meglio di me, l’auspicio è che il governo non si risolva ad emanare, a seguito dei deprecabili fatti di domenica 13 dicembre, e sull’onda dell’emozione più che su considerazioni adeguatamente riflettute, misure speciale per alcuni  reati di opinione commessi online che rischierebbero di comprimere la libertà d’espressione garantita dall’art. 21 della nostra Costituzione.

Appare utile ricordare, ancora una volta, che per colpire comportamenti lesivi sul piano civilistico o reati, ivi compresi gli episodi di istigazione alla violenza online consumatisi negli ultimi giorni in alcuni social network, le norme esistono già e che, in ogni caso, deve rimaere l’autorità giurisdizionale ad ordinare la rimozione – anche in via cautelare – di contenuti da social networks, blog e siti Internet.

Detto e ribadito questo, qualcuno ci fa sapere come è andata ?

TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai … un pò ci sei (reloaded)

ottobre 14, 2009 alle 1:36 pm | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, INTERNET, TV | 3 commenti
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Riprendo tutto quello che ho già detto qui con il carico da undici, anche perchè, riconosciamoglielo ! con il servizio che vedete qui sopra Emilio Fede e Rete4 hanno surclassato alla grande la puntata di Matrix che commentavo nel precedente post

Sul “sondaggio” finale poi … che dire: no comment

povera Italia

TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai … un pò ci sei

settembre 3, 2009 alle 10:22 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, INTERNET, TV | 8 commenti
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Tv vs InternetE’ successo ancora, ieri sera nella puntata di Matrix dedicata ai social network. Come in molti altri casi prima, sia chiaro, non solo sui canali Mediaset ma anche in RAI, si è scaduti in beceri luoghi comuni con sottofondo di tecnofobia dirompente e ospiti a dir poco inpreparati ad affrontare seriamente i grandi temi epocali che pone la Rete in termini sociali, giuridici e anche di business. Perchè, sì si parlava in maniera molto raffazzonata di Facebook e Twitter ma alla fine era Internet che risultava demonizzata nel suo tutto senza fare alcuna distinzione tra il mezzo e i contenuti, senza neanche provare minimamente ad interrogarsi sulle potenzialità (e anche sui pericoli, per carità, gli effetti della disruptive technology hanno i loro lati negativi) di uno strumento che sta comunque cambiando il mondo.

Quello che mi chiedo, anche e soprattutto alla luce dei dati incontrovertibili sulla crisi emergente della pubblicità in tv è se in casi come questi si tratti di sciatteria o se vi sia dietro una volontà precisa, non che tra le due alternative saprei scegliere quale sia la meno inquietante, ma certo varrebbe la pena di capire come stanno le cose.

Di fronte a situazioni molto simili a queste di evidente ma anche palesemente ostentata ignoranza un mio mitico e compianto professore di greco del liceo cadeva spesso in una sorta di dubbio amletico e poteva continuare a chiedersi per minuti, davanti alla classe attonita: “ci fai o ci sei ? … – e poi si rispondeva da solo – secondo me un pò ci fai un pò ci sei“. Ora, da ieri sera, lo capisco molto di più, perchè il medesimo dubbio inestricabile mi ha attanagliato tutta la notte: questi ci fanno o ci sono ? O, per spiegarmi meglio: sono stati messi insieme ospiti prevalentemente impreparati sulla materia in modo che venisse fuori questa sorta di becera e volgare demonizzazione di Internet ? Oppure non c’è stata alcuna intenzionalità nella cosa ? Insomma: ci fai o ci sei? un pò ci fai un pò ci sei … ah quanto ti capisco ora Prof !

E voi cosa ne pensate ?

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