Relazione molto equilibrata di Cardani in Senato in materia di diritto d’autore online

giugno 19, 2013 alle 5:14 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
Tag: , , ,

20130619-233327.jpg
Ho trovato molto equilibrata la relazione di oggi alle Commissioni 7a e 8a del Senato del Presidente Agcom Angelo Marcello Cardani in materia di diritto d’autore online

Le notizie sono due:
– AGCOM metterá in consultazione il testo della nuova proposta di regolamento
– Cardani sollecita ancora una volta un intervento del Parlamento

Molto bene !

Il copyright non è über alles, altro che pirati … tuteliamo la democrazia !

febbraio 25, 2011 alle 9:25 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
Tag: , , , , , , , , , , ,

Ieri sono stato alla tavola rotonda “Un diritto d’autore per tutti” organizzata dall’Istituto per le Politiche per l’Innovazione, dalla Federazione FEMI e Nexa. Un dibattito indetto a margine della consultazione Agcom sulla nuova disciplina del diritto d’autore online.

E’ stata una giornata lunga, il dibattito intenso e a volte acceso magistralmente moderato da Guido Scorza  , ho molto apprezzato le parole del Commissario AGCOM Nicola D’angelo e del Senatore del PD Vincenzo Vita, l’intero evento si può rivedere in video qui  

Nello slot di 7 minuti consentiti a me come ai tanti altri relatori ovviamente non si può dire tutto, per chi ne volesse sapere di più della risposta formale alla consultazione AGCOM depositata insieme da Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana e Associati, di seguito ne incollo le premesse, buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate

 

CONSULTAZIONE PUBBLICA

SUI LINEAMENTI DI PROVVEDIMENTO CONCERNENTE L’ESERCIZIO DELLE COMPETENZE DELL’AUTORITA’ NELL’ATTIVITA’ DI TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE SULLE RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

 

Osservazioni di

Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider

e Studio Legale Sarzana e Associati

 

Milano/Roma 24 febbraio 2011


 

Le questioni che sottengono l’esercizio delle competenze dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (di seguito “l’Autorità”) nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica sono a nostro avviso cruciali non solo per il futuro dell’industria dei contenuti audiovisivi ma anche e soprattutto, sotto il profilo dell’interesse generale, per un equilibrato sviluppo economico, sociale, tecnologico e culturale del nostro Paese. Ringraziamo, pertanto, l’Autorità per l’opportunità concessaci di meglio esplicitare, nell’ambito di codesta consultazione, tutte le perplessità che nutriamo sui lineamenti di provvedimento proposti.

Stanti i diversi profili di possibile lesività delle prerogative del Parlamento e di conflitto con il vigente diritto comunitario, le presenti osservazioni vengono contestualmente inviate ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica e al Commissario europeo per l’Agenda Digitale.

 1) Premessa

Con l’appello lanciato lo scorso 31 gennaio  (allegato n 1 con le 3750 adesioni a supporto raccolte sul sito www.sitononraggiungibile.it) le scriventi associazioni, prima ancora che sottoporre le loro risposte formali all’Autorità, hanno ritenuto opportuno rivolgersi all’opinione pubblica e al Parlamento indicando i gravi rischi insiti nel procedimento sommario a tutela del diritto d’autore, così come delineato al punto 3.5 della Delibera oggetto di questa consultazione che, ove definitivamente approvato in queste forme, introdurrebbe meccanismi tali da consentire all’Autorità di impedire – in modo automatico e prescindendo da qualsivoglia requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria –  l’accesso ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore. In pratica, gli utenti potrebbero vedersi in tal modo sbarrato l’acceso a siti, blog, testate online o altre fonti informative che siano solo sospettate di aver violato la disciplina del diritto d’autore.

La richiesta di moratoria da noi avanzata è stata peraltro già accolta e condivisa in sede parlamentare da un’interpellanza urgente presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 16 febbraio (allegato n. 2) e da una mozione presentata al Senato della Repubblica il 23 febbraio (allegato n. 3). Riteniamo ingiusto, inopportuno e inappropriato che l’Autorità possa pretendere di regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario, che in altri Paesi dell’Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari e con un approccio che, peraltro, come evidenzieremo meglio di seguito, in sede comunitaria è stato nettamente rigettato.

Se è vero che il diritto d’autore e, più in generale, i diritti di proprietà intellettuale costituiscono, infatti, un cardine inamovibile del sistema culturale ed il loro rispetto rappresenta un’esigenza ineliminabile per garantire un adeguato sviluppo del patrimonio culturale, le misure di enforcement di tali diritti devono, tuttavia, sempre essere contemperate con il necessario ed irrinunciabile rispetto di altri diritti fondamentali dei cittadini prima ancora che dei consumatori ed utenti. Ci riferiamo, in particolare, alla libertà di manifestazione del pensiero (anche attraverso strumenti telematici), ad un processo celebrato dinanzi ad un’Autorità giurisdizionale nel rispetto del principio del contraddittorio nonché al diritto alla privacy, come ha inteso ribadire recentemente in forma prescrittiva il legislatore europeo a norma dell’articolo 1 pragrafo 3 bis della Direttiva 2009/140/CE del 25 novembre 2009.

A ben vedere è la stessa Autorità a porre nelle premesse del documento di consultazione in esame le seguenti apprezzabili dichiarazioni di principio: “Sul tema del diritto d’autore online si è sviluppato negli ultimi anni un ampio dibattito, focalizzato principalmente sulle misure più efficaci per contrastare il fenomeno. Tale approccio, che è sempre stato guidato dalla esigenza di tutelare l’”autore” dinanzi al “consumatore”, ha portato all’adozione, in diversi Paesi, di misure di contrasto fondate essenzialmente su divieti e sanzioni. Gli effetti pratici di un siffatto tipo di reazione, tuttavia, sono quantomeno dubbi. Sarebbe infatti opportuno individuare un modello di regolazione che poggi sull’attribuzione del giusto valore anche ai diritti dei consumatori di accedere ai contenuti online, contestualmente però, va da sé, sostenendo gli autori e le associazioni rappresentative dei loro interessi e i soggetti che veicolano i contenuti sul web. In questo senso, qualunque politica o intervento di contrasto della pirateria non può prescindere dalla coeva promozione di misure finalizzate a favorire l’offerta legale di contenuti accessibili ai cittadini: politiche che guardino ad uno solo di questi due aspetti sono destinate a fallire, come dimostra l’inefficacia delle misure tecniche di contrasto alla pirateria”.

E’ anche nostra salda convinzione che il diritto d’autore dovrebbe essere regolamentato in modo da garantire che nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi, altrimenti da strumento di promozione della creatività e di nuovi contenuti esso diverrà un sistema di controllo e censura pervasivo e un ostacolo intollerabile all’accesso alla cultura e all’informazione. Purtroppo, però, con un salto logico di cui è difficile comprendere i motivi fondanti, alle pur apprezzabili ed equilibrate dichiarazioni di principio poste nell’incipit del documento di consultazione non fa seguito nel suo prosieguo alcuna proposta di azione concreta per quanto concerne la promozione del mercato legale e l’eliminazione delle barriere di natura contrattuale che ne rallentano lo sviluppo. Per questi aspetti l’Autorità si limita, con estrema timidezza, a svolgere considerazioni di massima astenendosi dall’ipotizzare misure prescrittive nonostante le prerogative conferitele dalla sua stessa legge istitutiva, in tema di concorrenza e tutela dei consumatori nel mercato delle comunicazioni elettroniche, le consentirebbero ampio spazio di manovra.

Una timidezza e una cautela tanto più incomprensibili e stridenti se confrontate con la stringente quanto invasiva proposta avanzata invece dall’Autorità al paragrafo 3.5 con misure prescrittive per quanto concerne l’ipotizzato procedimento sommario di tutela del diritto d’autore.

Per questo motivo, e nostro malgrado, di seguito approfondiremo in primis le ampie criticità di questa parte del documento di consultazione stanti i diversi profili di possibile lesività delle prerogative del Parlamento e di conflitto con il vigente diritto comunitario che esso solleva.

Roberto Cassinelli e altri 45 deputati supportano il nostro appello: no al regolamento Agcom fino a nuova normativa parlamentare

febbraio 16, 2011 alle 6:54 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
Tag: , , , , , , , ,

Qui la notizia dal sito di Altroconsumo:

Anche 45 deputati contro il regolamento AgCom che censura la rete

Dopo il nostro appello online, che ha raccolto quasi 4.000 adesioni, anche la Camera interviene sulle regole del diritto d’autore. Sottoscrivi anche tu.

Si è mossa anche la Camera per difendere la libertà di comunicazione e di manifestazione del pensiero. Quarantacinque deputati hanno sottoscritto oggi un’interpellanza urgente, presentata dall’Onorevole Roberto Cassinelli, per chiedere al ministro per i Beni e le attività culturali, al ministro dello Sviluppo economico e al ministro della Giustizia, “se il governo non ritenga di assumere adeguate iniziative, anche di carattere normativo, al fine di pervenire rapidamente alla revisione della disciplina del diritto d’autore”.

L’AgCom non è competente sul diritto d’autore
In discussione è il procedimento sommario a tutela del copyright proposto da AgCom. Il rischio è che l’Authorithy si possa spingere a regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario, e che negli altri Paesi dell’Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari. L’interpellanza urgente conferma che 45 parlamentari concordano con noi: AgCom non è competente in materia.

L’appello ha dato i suoi frutti
L’interpellanza segue l’appello rivolto ai parlamentari qualche settimana fa da Altroconsumo, Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, e lo Studio legale Sarzana e associati, che invocava una moratoria sul regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni “sul diritto d’autore e l’accesso alla conoscenza”. Il rischio è che il regolamento, se approvato, consenta all’Autorithy di impedire l’accesso ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Tutelare la libertà dei consumatori, firma l’appello
Nel rispetto del principio di separazione dei poteri dello Stato, il Parlamento deve tornare ad essere la sede di un dibattito che coinvolga tutti gli attori della Rete, la società civile, ma anche e soprattutto i consumatori. E perché i consumatori possano beneficiare dello sviluppo delle nuove tecnologie, i loro diritti debbono essere tutelati e garantiti anche in internet e nell’ambiente digitale. Sottoscrivi anche tu l’appello su www.sitononraggiungibile.it, dove abbiamo già raccolto quasi 4.000 adesioni, tra le quali quelle di diverse personalità autorevoli come il giurista Stefano Rodotà, ex garante della Privacy.

AGCOM e diritto d’autore: ecco perchè non dormo sonni tranquilli …

febbraio 3, 2011 alle 7:57 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
Tag: , , ,

Torno sulle spinose questioni che solleva il testo messo in consultazione da AGCOM in materia di diritto d’autore non solo per salutare con soddisfazione il successo che sta avendo la petizione condivisa con gli amici di Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet e Assoprovider che, dopo soli tre giorni, si avvia verso le 3000 adesioni ma anche e soprattutto per chiarire un paio di questioni.

La cosa si rende necessaria a fronte dei rilievi mossi dall’amico Egenio Prosperetti che, essendo persona seria e preparata, merita risposte, per quanto possibile, adeguatamente motivate nel merito e oltretutto perchè il meme in Rete rischia di diffondersi … 

Punto 1: il termine per rispondere alla consultazione AGCOM è di 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che mi risulta essere avvenuta il 3 gennaio, va da sè che i soggetti, come Altroconsumo, che hanno ritenuto opportuno lanciare una petizione per fare in modo che una fascia più ampia dell’opinione pubblica, oltre ai soli addetti ai lavori e ivi compresi i parlamentari, fossero resi edotti dei rischi che correremmo ove l’AGCOM approvasse definitivamente le proposte indicate nel documento di consultazione per quanto concerne l’enforcement, ovviamente invieranno all’Autorità un contributo formale nei termini previsti e chiederanno anche di essere auditi. Personalmente sto già lavorando alla redazione del documento e più leggo la parte della delibera che propone di introdurre un provvedimento sommario quanto antidemocratico a tutela della presunta lesione del diritto d’autore più i dubbi e le perplessità sulla sua legittimità nel nostro Ordinamento si infittiscono.

Punto 2: Nel merito, oltre a tutto quanto esposto nel testo della petizione http://sitononraggiungibile.e-policy.it/it/lettera-ai-parlamentari/ e a quanto opportunamente evidenziato da Fulvio Sarzana con un paio di post di cui consiglio la lettura: qui il primo qui il secondo    aggiungo che Agcom, a mio modo di vedere, ha un ulteriore piccolo problemino: il procedimento sommario ipotizzato dall’Autorità, molto ben dettagliato nel testo della consultazione, pretermette completamente il consumatore sebbene questo sia necessariamente parte in causa soprattutto per quanto concerne le iptesi di lesione nelle piattaforme ugc. Bene, personalmente ci vedo un conflitto grosso come una casa con l’art 1 pragrafo 3 bis della direttiva 2009/140/CE del 25 novembre 2009 – più volgarmente il telecoms package – al quale dovremo dare attuazione in Italia entro breve, ecco un altro motivo, e direi non da poco, per il quale la sede naturale per ogni decisione in materia deve tornare il Parlamento, a meno che non si voglia ancora una volta fare approdare le nostre assurdità nazionali in sede comunitaria con un probabile procedimento di infrazione.

Punto 3 – ci sarebbe anche da rispondere a FAPAV ma qui il discorso si fa un pò più lungo, abbiate pazienza: Internet e, ancora di più il web 2.0, hanno reso di fatto obsoleti una serie di modelli di business consolidati ma, per un altro verso, hanno aperto incredibili, nuove prospettive economiche e imprenditoriali. Colpita da questo classico esempio di disruptive technology, che cosa poteva fare l’industria dell’audiovisivo? Difendere le proprie posizioni di rendita o aprirsi al futuro: ha scelto la prima strada. Che cosa poteva fare la politica? Accompagnare e stimolare l’industria dell’audiovisivo verso il futuro o proteggerla nel business del passato. Ha scelto decisamente la seconda strada, anche perché, per molti aspetti, significava anche proteggere sé stessa. Quale risultato, negli ultimi dieci anni, nel corso dei quali abbiamo continuato a raccontarci che il solo problema della distribuzione dei contenuti online era costituito dalla pirateria telematica, all’insegna della sconfitta del diritto e del mercato, abbiamo assistito a un vero e proprio abuso della proprietà intellettuale. Questo abuso si è manifestato, da una parte, in forme eccessive di enforcement, invasive di altri diritti fondamentali, come la libertà di manifestazione del pensiero, il giusto processo, la privacy e l’accesso alla cultura e all’informazione, dall’altra nel forzoso mantenimento in vita di modelli di gestione collettiva dei diritti d’autore su base nazionale e, in quanto tali, oltre che antieconomici, apertamente lesivi dei principi del mercato interno e della concorrenza dell’Unione europea.

La chiusura iniziale poteva essere comprensibile, ma insistere rischia di diventare preoccupante: perseverare diabolicum est. E, tuttavia, ancora oggi si preferisce – per molti versi – guardare al futuro con gli occhi del passato pur di non mettere in discussione meccanismi palesemente assurdi e obsoleti nel nuovo scenario tecnologico, che hanno però il pregio di essere ben noti e, in quanto tali, di non mettere in discussione lo status quo.

Circa i dati sui cosiddetti danni da pirateria rinvio invece al video qui sopra.

Quante anime ha l’AGCOM ?

gennaio 24, 2011 alle 8:54 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
Tag: , , ,

Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito rileva sul suo blog che:

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha annunciato con grande clamore mediatico la presentazione di un libro bianco sui contenuti digitali  che avverrà il 26 gennaio 2011 nella sua sede Romana.

Il libro bianco, già disponibile sul sito dell’Autorità   dedica ben 16 pagine  al tema del diritto d’autore nelle reti digitali.

Il  paragrafo dedicato al diritto d’Autore riserva delle vere e proprie sorprese.

La prima sorpresa.

Nonostante sia stata approvata dal Consiglio dell’Autorità il 17 dicembre scorso una delibera contenente i lineamenti delle competenze in tema di diritto d’autore sulle comunicazioni elettroniche e sia tuttora  in corso una consultazione in tema di diritto d’autore avviata  dall’Autorità che, come è noto introduce meccanismi molto “invasivi” di cancellazione dei contenuti ritenuti in grado di violare il diritto d’autore, e nonostante  il Libro Bianco  affronti espressamente anche la situazione italiana non vi è nemmeno una riga sulla delibera  della stessa AGCOM, a quasi un mese e mezzo dal lancio della consultazione.

Nulla di nulla. Perché questo? Per dimenticanza?

Bella domanda Fulvio! qualcuno sa rispondere ? …. Ma non è tutto

Seconda sorpresa.

Nell’analizzare le esperienze degli altri Paesi l’AGCOM menziona espressamente tutte le iniziative estere in tema di diritto d’autore nel contesto digitale , e, segnatamente le iniziative normative già adottate negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act, quelle in divenire della Gran Bretagna con il Digital Economy Act, la presentazione del disegno di legge “economia sostenibile” in discussione in Spagna, l’istituzione dell’Autorità HADOPI in Francia, avvenuta con legge dello Stato, il disegno di legge brasiliano in tema di riforma del diritto d’autore.

Ebbene tutte le norme dei paesi citati, alcune delle quali in effetti ipotizzano scenari di risoluzione delle controversie sui contenuti nelle reti digitali anche innovative sono, come è evidente ed agevole analizzare  leggi dello Stato, adottate o da adottare nel contesto di un dibattito Parlamentare, dopo aver ponderato attentamente le istanze di tutti gli attori del processo e dopo aver valutato con attenzione l’introduzione di meccanismi di cancellazione o di inibizione che possono incidere sui diritti fondamentali di accesso ad internet di tutti i cittadini italiani.

Tutte tranne una.

La norma Italiana, che non esiste e che  non è mai stata presentata in Parlamento e che è sostituita allo stato attuale da una Delibera di un’Autorità Amministrativa, seppur qualificata, che si è dimenticata di averla approvata  un mese e mezzo dopo,  prima e al di là di qualsiasi controllo da parte  del Parlamento.

Aggiungo sommessamente io che nelle prime pagine del Libro Bianco, nella Nota del Curatore, si legge inter alia:

Infine, ed è questa la domanda che fa da sfondo a tutto il lavoro: in questo grande universo in trasformazione, in cui persino la dimensione geografica nazionale appare inadeguata, c’è sempre bisogno di un level playing field? C’è conseguentemente un ruolo per la regolamentazione? La risposta è certamente affermativa, ma il dubbio in questi casi è che le soluzioni da adottare con gli strumenti attuali possano essere inadeguate o arrivare in ritardo rispetto a dei cambiamenti così rapidi e sconvolgenti. A questo scopo, l’Agcom ha aperto mesi fa, mostrando grande sensibilità e lungimiranza, una indagine conoscitiva su questi temi allo scopo di realizzare un Libro Bianco. Il risultato è una ricognizione sistemica e a 360° su un universo dai contorni incerti e in continua rapida evoluzione. In questa prospettiva, va peraltro sottolineato come il Libro Bianco non abbia la pretesa di fornire delle soluzioni definitive, ma rappresenta solo il primo passo necessario per affrontare, con rigore e piena consapevolezza di ruoli e compiti, la più grande sfida che attende il Regolatore di settore nei prossimi anni.

Bene bene ! leggerò con estremo interesse il Libro Bianco AGCOM e penso proprio che troverò in esso molti spunti interessanti per rispondere alla Consultazione pubblica su lineamenti di provvedimento concernente l’esercizio delle competenze dell’autorità nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica. dell’AGCOM stessa 😉

AGCOM: una botta al cerchio e una alla botte, ma bisogna leggere il testo

dicembre 17, 2010 alle 8:11 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
Tag: ,

E’ stato dunque approvato il regolamento AGCOM in tema di diritto d’autore che viene messo ora in consultazione per 60 giorni.

Sulla cosa, avendo letto precedentemente le bozze che erano circolate  avevo espresso tutte le mie criticità e ieri in extremis anche inviato un appello al presidente Calabrò  ora, prima di fare qualsiasi ulteriore commento attendo di leggere il testo.

Dal comunicato diramato da AGCOM  si può in ogni caso prendere atto molto positivamente che nel testo messo in consultazione ci sono anche una serie misure intese a favorire l’offerta legale di contenuti accessibili ai cittadini, in particolare:

1) promozione di un’ampia offerta legale di contenuti audiovisivi sul mercato;

2) rimozione delle barriere allo sviluppo di un’offerta legale, favorendo l’accesso ai contenuti premium, l’interoperabilità tra le piattaforme trasmissive e un accorciamento delle “finestre di distribuzione”;

3) attività informativa di educazione alla legalità intesa a rendere agli utenti, in particolar modo i più giovani, maggiormente consapevoli dei rischi generati dalla pirateria;

4) promozione dell’approccio relativo alla diffusione di licenze collettive estese anche in termini di soluzioni che favoriscano economicità e facilità di pagamento da parte dell’utente;

5) sicurezza delle modalità di pagamento (incluse le forme di m-payment);

6) promozione delle forme sperimentali di consumo legale

Sulla parte, invece, inerente le azioni di vigilanza e controllo sui contenuti che violano il copyright, nonostante queste parole rassicuranti di Calabrò: “Non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma, ispirandoci soprattutto all’esperienza USA, l’Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l’approccio che considera il mercato unico digitale come la “quinta libertà” il cui sviluppo va considerato prioritario” in attesa di leggere il testo, mantengo tutte le riserve che avevo espresso precedentemente.

Per l’intanto ne parlano Quintarelli, Zambardino, Sarzana

Per il Presidente AGCOM in vista del Consiglio di domani: a buon intenditor poche parole …

dicembre 17, 2010 alle 2:34 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
Tag: , , , , , ,

Dunque, domani – anzi ormai oggi ! – il Consiglio AGCOM dovrebbe riunirsi per approvare tra l’altro un regolamento in materia di diritto d’autore che, a seguito delle bozze che sono circolate, ha già fatto molto discutere, da ultimo vedasi l’interessante botta e risposta tra il buon Commissario AGCOM D’Angelo e Enzo Mazza, presidente di FIMI, sul blog di Zambardino.

Ora, per carità, il testo che sarà forse approvato dopodomani andrà poi in consultazione per cui ci sarà tempo per commentare, inviare osservazioni etc etc tuttavia, poichè è sempre meglio prevenire invece di curare, mi limito a ricordare ad AGCOM che la DIRETTIVA 2009/140/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 novembre 2009  – più volgarmente il telecoms package – recante, tra l’altro, modifiche alla direttiva 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica introduce all’articolo 1 di quest’ultima il seguente paragrafo 3bis:

I provvedimenti adottati dagli Stati membri riguardanti l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, devono rispettare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto comunitario.

Qualunque provvedimento di questo tipo riguardante l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, che ostacolasse tali diritti o libertà fondamentali può essere imposto soltanto se appropriato, proporzionato e necessario nel contesto di una società democratica e la sua attuazione dev’essere oggetto di adeguate garanzie procedurali conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e ai principi generali del diritto comunitario, inclusi un’efficace tutela giurisdizionale e un giusto processo. Tali provvedimenti possono di conseguenza essere adottati soltanto nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza e del diritto alla privacy. Dev’essere garantita una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, fatta salva la necessità di presupposti e regimi procedurali appropriati in casi di urgenza debitamente accertata conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Dev’essere garantito il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo.

Cosa forse ancora più rilevante è che gli Stati membri sono tenuti a dare attuazione alla direttiva entro il 25 maggio 2011. A buon intenditor poche parole e, indubbiamente, il Presidente Calabrò è un intenditore …

Diritto di Rete in tour

ottobre 2, 2009 alle 6:58 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI, TV | 5 commenti
Tag: , , , ,

diritto di reteLa prossima settima avrò occasione di esprimere il punto di vista dei consumatori in rappresentanza di Altroconsumo in tre conferenze dedicate alla Rete, alla libertà di espressione, ai contenuti digitali, ma anche al diritto d’autore, alle telecomunicazioni e, più in generale, all’innovazione di cui c’è così tanto bisogno nel nostro Paese.

Si parte lunedì 5 con l’importante appuntamento dell’ Internet Governance Forum a Pisa,  dove intervengo in questo panel Sicurezza e libertà di espressione: quale equilibrio ? presieduto dall’amico Guido

Martedì 6 poi proseguo per Roma, Luca Barbareschi mi ha chiesto, infatti, di rappresentare la voce dei consumatori a questo convegno organizzato dalla sua fondazione “Liquidi, veloci, mobili: contenuti digitali e risorse per la conoscenza”. Intervengo nel panel finale I nuovi contenuti che corrono in rete prima delle conclusioni affidate al Presidente dell’AGCOM Corrado Calabrò e al Presidente della Camera Gianfranco Fini. Soprattutto al primo avrei tante domande da porre ma anche per il secondo ne avrei qualcuna, chissà che non riesca a cogliere l’occasione.

Infine, giovedì 8, sempre a Roma gli amici Carmelo ed Elio mi hanno chiesto di parlare all’8° Convegno Nazionale sul Diritto Amministrativo Elettronico  è sempre un onore per me essere lì, quest’anno intervengo nella sessione Diritto di accesso alla Rete: Banda larga, net neutrality, servizi on line: il ruolo della PA, moderata da Luca Conti.

Sarà un pò come portare in tour i temi che stiamo approfondendo e le battaglie che stiamo affrontando quest’anno nell’ambito della Campagna Diritto di Rete spero di avere modo di confrontarmi serenamente ed in senso costruttivo con politici ed operatori del settore, se nel frattempo avete suggerimenti o volete che mi faccia portavoce di alcune istanze specifiche fatemi sapere, vi leggo con piacere.

Cercherò anche di fare anche un pò di liveblogging qui su Twitter, su Facebook e su Friendfeed.

PS: dimenticavo, invece mercoledì 7 vado a giocare a rugby a Piacenza, ma questa è un’altra storia, speriamo che il 5 il 6 e l’8 non ce ne sia bisogno 😉

DRM, copia privata e equo compenso: posso fa ‘na domanda avvocà ?

settembre 19, 2009 alle 1:46 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
Tag: , , , , , ,

C’è chi dice che, alla luce del combinato disposto degli articoli 71-sexies e 102-quater della legge sul diritto d’autore, la recente  sentenza del Tribunale di Milano non farebbe una grinza. Mah, lascio molto volentieri a chi intenda trastullarsi con la materia tale esercizio ermeneutico, attenzione però che se si insiste il gesto può diventare onanistico.  

In realtà la vera natura del combinato disposto dei suddetti articoli viene IMHO magistralmente sintetizzata, mutatis mutandis, nella domanda che nel video che vedete qui sopra, il cliente Proietti pone in fine all’avv. Proietti: “ferma un pò, posso fa ‘na domanda avvocà …”

Ma non è tutto qui purtroppo, il combinato disposto in realtà è un triangolo delle Bermuda, esiste infatti anche l’articolo 71 septies quello che riconosce agli aventi diritto, autori e produttori di fonogrammi, nonché produttori originari di opere audiovisive etc etc il cosiddetto equo !!!! compenso, ovvero un balzello su ogni supporto (come CD, DVD etc …)  teoricamente utilizzabile per registrare una copia privata di un’opera protetta da diritto d’autore, poi se ci registri le tue foto del mare chissenefrega: paghi lo stesso !

Ora, cercando di tirare le fila di questo post – me ne rendo conto – un pò caotico, ritengo che alla luce della sentenza del Tribunale di Milano ogni residua legittimazione al già odioso e rozzo – in quanto basato su una presunzione – “equo compenso” dovrebbe cadere. Se, infatti, i Giudici hanno considerato lecito che, in presenza di misure tecniche di protezione il diritto alla copia privata in capo all’utente venga sostanzialmente meno qualcuno ci deve venire a spiegare a questo punto per quale motivo anche l’equo compenso non dovrebbe andarsi a fare benedire visto che è legato da un rapporto, come dire, sinallagmatico con il possibile esercizio della copia privata.

In conclusione, se qualche settimana fa rivolgendomi ai membri della Commissione ad hoc sull’equo compenso presso il Ministero dei Beni Culturali, dicevo: un no secco all’aumento delle tariffe per l’equo compenso su cd e dvd vergini e un no ancora più secco all’allargamento dell’equo compenso anche ai telefoni cellulari o altri supporti tecnologici, (come richiede invece SIAE), oggi, dopo la sentenza di Milano non si può che chiedere di eliminare completamente l’equo compenso.

Un uccelino mi ha detto che venerdì si riunisce la Commissione sull’equo compenso, ecco allora un piccolo remind

settembre 2, 2009 alle 9:31 pm | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 2 commenti
Tag: , , , , ,

Venerdì dovrebbe riunirsi di nuovo, dopo la pausa estiva e dopo aver ascoltato tutte le parti interessate, la Commissione ad hoc sull’equo compenso istituita presso il Ministero dei Beni Culturali – così mi dicono

E allora poichè, come si può meglio evincere tra le altre cose dal video che vedete qui sopra, ci sono in ballo svariati milioni di euro che alla fine della fiera paga sempre Pantalone, vale proprio la pena di fare ai membri di tale Commissione un piccolo remind su quali siano le richieste dei consumatori presentate in audizione da Altroconsumo e condivise da tutto il CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti):

– Un no secco all’aumento delle tariffe per l’equo compenso su cd e dvd vergini

– Un no ancora più secco all’allargamento dell’equo compenso anche ai telefoni cellulari o altri supporti tecnologici, come richiesto da SIAE.

In audizione, inoltre, avevamo ricordato che l’equo compenso ha una formulazione che risale a un’epoca lontana dal mondo digitale, e dunque:

  • non è basato sull’effettivo danno cagionato ai detentori dei diritti dalla copia private ma su semplici presunzioni;
  • non tiene in alcuna considerazione l’esistenza di restrizioni tecnologiche alla copia privata e i casi nei quali il diritto alla copia sia già previsto e remunerato dalle licenze. Questo genera fenomeni di doppio, triplo o quadruplo pagamento;
  • non è trasparente. Il consumatore che acquista prodotti ai quali si applica l’equo compenso non ne viene affatto informato e, allo stesso modo, la distribuzione agli autori delle somme provenienti dall’equo compenso avviene sulla base di meccanismi poco accessibili e buona parte viene assorbita dai costi strutturali e amministrativi della Siae.
  • Per chi avesse tempo e voglia di soffermarsi sulla questione qui il documento che abbiamo depositato. Insomma, esimi Commissari, pensateci bene !

    « Pagina precedente

    Blog su WordPress.com.
    Entries e commenti feeds.

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: