Diritto d’autore: l’avvocato generale Villalón sottolinea indirettamente le inappropriatezze del Regolamento AGCOM

novembre 26, 2013 alle 7:00 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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E’ di tutta evidenza come le conclusioni dell’avvocato generale Pedro Cruz Villalón nel caso UPC Telekabel debbano indurre un ripensamento all’Agcom circa il testo di Regolamento notificato alla Commissione.

corte di giustiziaCome ci affatichiamo da tempo a sostenere non sussistono infatti nella proposta di Regolamento Agcom sufficienti esplicitazioni circa le misure da adottare caso per caso con la adeguata proporzionalità rispetto alle specifiche violazioni che l’Autoritá si troverebbe ad affrontare all’indomani dell’approvazione.

Manca inoltre nel testo proposto da Agcom anche la benché minima analisi dei costi e degli oneri che sarebbero addossati agli ISP, cosa che, sempre secondo l’avvocato generale Villalón, é compito che spetta ai giudici nazionali indicare e contemperare in ogni caso di specie, tanto più dovrebbe esserlo per un’Autorita amministrativa come Agcom che, al contrario, non ha mai voluto affrontare la questione, nonostante l’avessimo più volte richiamata a ciò.

Nel testo attuale del Regolamento non c’è alcuna traccia di tutto questo e non si comprende come potrebbe poi operare in concreto Agcom se non ha neanche posto i principi.

Le conclusioni odierne dell’avvocato generale Villalón confermano dunque le nostre preoccupazioni circa l’inappropriatezza del Regolamento che ora Agcom sarà costretta a modificare e a rimetere in consultazione – come espliciterà a breve anche la Commissione europea. La prospettiva che auspichiamo rimane in ogni caso il ritiro del Regolamento e la parlamentarizzazione della discussione in materia di diritto d’autore online.

ACTA, ma è legale ? No, assolutamente NO

febbraio 23, 2012 alle 2:12 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Sono felice, ma trovo, per altro verso, oltremodo peculiare che la Commissione europea chieda ora alla Corte di Giustizia se il Trattato ACTA è in contrasto con le norme comunitarie che tutelano i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini europei.

Nello strano lavoro che faccio mi capita spesso che a un certo punto mi chiedano secco: Ma è legale ? Io provo ad argomentare che il discorso deve essere più ampio, bisogna anche valutare se è opportuno, economicamente utile e sostenibile etc etc … ma l’interlocutore non ascolta e alla fine ritorna lì: sì sì ok, ma, comunque, è legale ?

Nel caso di specie è un pò la stessa cosa, anche la Commissione chiede in sostanza alla Corte di Giustizia: ma ACTA è legale ?! Ovviamente anche una risposta positiva non basterebbe a provare che il Trattato è giusto, buono, economicamente sostenibile, opportuno etc etc. L’aggravante nella domanda tardiva della Commissione è che essa stessa ha negoziato e poi firmato il Trattato senza prima consultare i cittadini, senza informare adeguatamente il Parlamento, e vabbè direte voi quisquillie, però che ora si svegli e chieda quasi ingenuamente alla Corte: ma è legale ? mi lascia un pochino di stucco.

Comunque, a scanso di equivoci, la risposta è chiaramente NO, no che non è legale e, in tal senso, molto più che le dichiarazioni del Commissario al Commercio Karel De Gucht, mi sono piaciute quella della Commissaria Viviane Reding:

(ANSA) – BRUXELLES, 22 FEB – ”La tutela del copyright non puo’ mai essere una giustificazione per eliminare la liberta’ di espressione o la liberta’ di informazione. Per questo motivo, l’opzione di bloccare internet non e’ mai da prendere in considerazione”. Lo ha indicato il Commissario Ue per la giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, Viviane Reding, commentando la decisione della Commissione europea di adire la Corte di giustizia sull’accordo commerciale contro la contraffazione Acta. ”L’Acta non deve cambiare assolutamente l’attuale accordo raggiunto col pacchetto europeo Telecom nel 2009 – ha segnalato Reding – in cui e’ stata esclusa la ‘three strikes law”’ – che e’ la disposizione legislativa contenuta nella legge francese Hadopi per la tutela del copyright e porta fino alla disconnessione forzata dell’utente da Internet per chi scarica materiale tutelato da copyright. ”La proprieta’ intellettuale – ha detto Reding – e’ un diritto fondamentale riconosciuto nella carta europea dei diritti fondamentali, protegge gli autori di creazioni artistiche, ma questo non e’ un diritto fondamentale assoluto. L’Ue e’ a favore della liberta’ d’accesso a Internet, per la liberta’ d’espressione, per la liberta’ di informazione”. (ANSA).

Dunque il Trattato ACTA è evidentemente illegale, perchè in contrasto in vari punti con l’acquis comunitario, ma è anche inopportuno, antieconomico, assurdo, oscurantista, illiberale e per questo va rigettato con forza, se a tale scopo serve l’intervento della Corte di Giustizia ben venga.

Le clausole di esclusiva territoriale nella trasmissioni tv delle partite di calcio sono contrarie al diritto comunitario

febbraio 4, 2011 alle 12:47 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, PROPRIET INTELLETTUALE, TV | 1 commento
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Lo dice l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Kokott in un parere, a mio modo di vedere, molto importante e rivoluzionario, staremo a vedere se la Corte conferma.

Il diritto dell’Unione non consente di vietare la trasmissione in diretta di incontri di calcio della Premier League (serie A inglese) in locali pubblici utilizzando schede di decoder straniere – continua a leggere qui le Conclusioni dell’Avvocato Generale Kokott 

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