Limitazioni di banda da parte di Telecom Italia e vessatorietà della clausola: stay tuned !

marzo 11, 2011 alle 9:06 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Bell’articolo di Guido Scorza su Punto Informatico circa la limitazione di banda da parte di Telecom Italia: Internet senza limiti?

In merito alla Net Neutrality e su quanto la salvaguardia di tale principio sia importante per mantenere Internet come lo conosciamo oggi ho già detto molto in questo blog e vi rimando a questi vecchi post , sull’iniziativa di Telecom Italia, sollecitato da Alessandro Longo ho già detto qualcosa invocando una più stringente regolamentazione.

Ora Guido aggiunge alcune rilevanti considerazioni:

Il punto, tuttavia, nell’iniziativa di Telecom Italia (e, ad onor del vero, anche di alcuni suoi concorrenti) è un altro.
Telecom può davvero riservarsi il diritto di limitare a sua discrezione le caratteristiche del servizio messo a disposizione dei propri utenti?
È sufficiente garantire che tale discrezionalità sarà esercitata in modo non discriminatorio e, comunque, nell’interesse comune a salvaguardare l’integrità della rete ed a scongiurare il rischio di un collasso dell’infrastruttura?
La sensazione è che la risposta ad entrambe le domande che precedono non possa che essere negativa.

Confermo, senza dubbio no, non può.

Chi di noi acquisterebbe un auto sapendo che, in alcuni momenti non meglio precisati né precisabili, le prestazioni del motore potrebbero essere sensibilmente diverse per una scelta discrezionale del costruttore? O chi di noi sceglierebbe di avvalersi di una certa compagnia elettrica se fosse chiamato a prendere atto contrattualmente che, nel corso dell’esecuzione del contratto medesimo, la compagnia potrebbe decidere, autonomamente e senza preavviso, di destinare meno energia – o di non destinarne affatto – al frigorifero o, piuttosto, al televisore?
Evidentemente nessuno.

E, però, proprio questo ciò che Telecom Italia sta per chiedere di accettare ai milioni di utenti abbonati ai propri servizi di fornitura di risorse di connettività ADSL. Ve lo immaginate fissare una conference call via Skype con i nostri amici e/o colleghi per una determinata sera e scoprire che, proprio quella sera, non si dispone di sufficienti risorse di connettività per i servizi VoIP o, piuttosto, aver bisogno di accedere ad un contenuto disponibile via P2P e non sapere se sarà o meno possibile accedervi? La clausola che l’ex monopolista delle telecomunicazioni si avvia ad inserire nei propri contratti appare, proprio per questo, vessatoria in quanto – per dirla con le parole dell’art. 33 del Codice del consumo – “malgrado la buona fede” di Telecom della quale nessuno intende dubitare, determina “a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto”.

Stay tuned, non finisce qui …

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