Il web è morto ? mah … IMHO è la neutralità della Rete che non se la passa tanto bene

agosto 18, 2010 alle 4:46 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 11 commenti
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Torno al lavoro e (anche) in Rete dopo un breve periodo di salutare disconnessione totale, per una sorta di par condicio ho, allo stesso tempo, evitato di leggere giornali e guardare la tv, disintossicazione totale dunque, mentre mi sono letto due bei libri: La tv che non c’è: come e perché riformare la Rai di Gilberto Squizzato, e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.

Il primo fornisce un ottimo, e un pò (tanto) deprimente, spaccato – da insider – sul mondo tutto italiota di Mamma Rai, non che sia d’accordo con tutto quello che propone l’autore ma lo consiglio sicuramente come lettura estiva per chi, ancora in ferie (ack … invidia !) sia interessato al tema di come resuscitare il servizio pubblico radiotelevisivo; il secondo è un classico, ebbene sì confesso, non lo avevo mai letto e mi ha affascinato. Tanto che sono rimasto un pò interdetto nell’apprendere oggi che l’autore, che festeggerà a breve 90 anni, avrebbe dichiarato We have too many cellphones. We’ve got too many Internets. We have got to get rid of those machines. Soprattutto il fatto che avremmo troppa Internet e che dovremmo sbarazzarcene non mi sembra in linea con l’avvincente quanto visionario e ancora attualissimo portato di Fahrenheit 451 in termini di riflessione sui rischi di degenerazione della società moderna di fronte ai continui sviluppi tecnologici che, se non dominati e piegati al bene comune, possono condurre ad una gigantesca implosione ed essere origine di valori che contraddicono i fondamenti della civiltà umana. Certo, bisognerebbe capire di che Internet stiamo parlando…

Di che Internet stiamo parlando? … che Internet vogliamo nel nostro futuro ? questo è, appunto, un tema cruciale da approfondire in quanto inciderà (anche) sullo sviluppo della nostra società, delle nostre democrazie e che, proprio nel mese di agosto, durante la mia disconnessione 😉 mi sembra diventato di estrema attualità alla luce di due “avvenimenti”: l’articolo di copertina di Wired, edizione US a firma di Chris Anderson secondo il quale il web è morto , in estrema sintesi, sopraffatto dalle apps e l’annuncio da parte di Google e Verizon della loro joint legislative framework proposal 

Ora, su entrambe le cose si è già scritto tanto e, nel riservarmi ancora di approfondire, (sono appena tornato … e vado ancora a tre cilindri 😉 segnalo circa l’articolo di Wired la stroncatura su BoingBoing  ripresa sia da Mantellini che da De Biase, i dati del grafico (che vedete anche qui sopra) sul quale si basa l’articolo di Anderson in realtà sembrerebbero infatti travisare il fatto che in numeri assoluti il web sta ancora crescendo alla grande. (Mi piace molto anche il commento di Marco Camisani Calzolari). 

Ma, al di là delle diatribe sulle quote di traffico Internet su web e su apps, il problema più rilevante è, quanto e come apps o non apps si vada verso sistemi chiusi o meno, il problema, ed è una questione che non tocca solo aspetti di business ma coinvolge interessi collettivi di tutti noi, in quanto la Rete è un bene comune, è se e come si stiano attualmente rimettendo in discussione le regole ed i meccanismi dell’ambiente Internet, stiamo parlando della salvaguardia della neutralità della Rete ovviamente e questo ci porta inevitabilmente a ragionare su quanto emerge dall’accordo Google/Verizon  in merito al quale segnalo i post molto critici di Stefano Quintarelli e quelli di Vittorio Zambardino

Mi piace immaginare che posta in questio termini la questione rispetto al futuro di Internet anche Ray Bradbury si schierebbe per la difesa della neutralità della Rete. Mi fermo qui per ora, fatemi sapere, se volete, cosa ne pensate e ci torniamo su nei prossimi giorni.

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