Ta ra tà, ta ra tà, taratatta tatta tattà, Internet può restituire agli Italiani l’Inno Nazionale: cercasi orchestra e coro disponibili

aprile 28, 2010 alle 9:07 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 3 commenti
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Ritorno sulla questione dell’Inno di Mameli, il Capo Ufficio Stampa della SIAE ha infatti risposto qui sul blog quanto segue al mio post di ieri

Troppo facile fare gli spiritosi su una vicenda raccontata male e in malafede. La SIAE NON HA RICHIESTO I DIRITTI D’AUTORE PER L’INNO DI MAMELI. Si è trattato- l’anno scorso e non quest’anno- di 100 euro ( e NON 1.000!) di compenso richiesto dall’editore Sonzogno per il noleggio dello spartito. La rimanente somma riguarda i diritti d’autore richiesti per aver utilizzato opere musicali tutelate in un grande concerto svoltosi a Messina.
Daniela d’Isa
Capo Ufficio Stampa SIAE

Ringrazio la Dott.sa d’Isa per l’attenzione e per il chiarimento ufficilae, il registro scherzoso che ho utilizzato nascondeva ovviamente una mia preoccupazione seria. Rimangono comunque alcuni dubbi considerate le dichiarazioni – che non mi risultano smentite – del Presidente del Consiglio Comunale di Messina e i precedenti casi relativi sempre all’Inno di Mameli e ad altri canti alpini occorsi in occasione del raduno di Trieste di qualche anno fa. Mi sembra ad ogni modo di capire che la SIAE non intenda lucrare sull’Inno di Mameli, ne prendiamo atto con grande soddisfazione, una soluzione tecnica potrebbe allora esserci ed è quella avanzata sul blog di Mantellini:

A margine della notizia secondo la quale la SIAE avrebbe chiesto 1000 euro ad una no profit messinese per l’esecuzione dell’Inno di Mameli, questo blog sposa la proposta di Maurizio Codogno per risolvere in futuro questioni simili:

A questo punto i miei ventun lettori, che sono molto svegli, hanno capito cosa sta succedendo. È evidente che non ci sono registrazioni ufficiali dell’Inno di Mameli ai tempi della Repubblica Romana; quando così si suona l’inno all’inizio di una manifestazione si prende una sua elaborazione (detto in altro modo, un disco o un MP3) e subito l’avvoltoio… ehm, il funzionario SIAE arriva a chiedere la sua libbra di carne. Tutto legalissimo. Ma deve per forza essere così?

La soluzione, dal mio punto di vista, è semplicissima. Sono ragionevolmente certo che la Presidenza della Repubblica ha la possibilità di pagare un’orchestra per una registrazione ufficiale dell’inno, e nel caso voglia anche le parole possa anche pagare un coro; tanto la parte istituzionale è solo la prima strofa che non è così lunga e a volte riesce a essere memorizzata persino da un calciatore. A questo punto il Quirinale prende la registrazione (di cui ha acquistato i diritti economici di elaborazione), rinuncia esplicitamente ai suoi diritti e la lascia a disposizione di tutti i cittadini senza alcuna distinzione. Sarebbe preferibile porla nel pubblico dominio, ma anche solo una cessione a titolo gratuito dei diritti di esecuzione sarebbe sufficiente. Tutti quelli che vogliono eseguire l’inno lo prendono, lo suonano e salutano l’ominio SIAE.

Questa proposta mi sembra interessante, percorribile e anzi più che mai auspicabile e, proprio per questo, intendo rilanciare: in attesa che si attivi la Presidenza della Repubblica (o magari il Ministro Bondi !) la cosa potrebbe venire più velocemente dal basso, personalmente non sono molto intonato ma ci sarà pure un’orchestra e un coro professionali che vogliano mettere a disposizione a beneficio di ogni ente pubblico o no profit, di associazioni sportive o altro, di tutti insomma una loro esecuzione dell’Inno di Mameli. Poi mettiamo la registrazione libera e gratuita sul web accessibile a tutti, in questo modo Internet restituirà l’Inno Nazionale ai suoi legittimi proprietari: i cittadini Italiani.

Nel mio piccolo mi metto a disposizione per contribuire ad organizzare la cosa, chi vuole collaborare? cercasi dunque orchestra e coro disponibili !

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