A scanso di equivoci: sulll’unbundling io sto con Agcom!

settembre 18, 2013 alle 8:55 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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AGCOMLeggo che il Berec si appresterebbe a dare parere negativo rispetto alla reprimenda della Commissione sulla decisione presa da AGCOM nel luglio scorso di ridurre il canone dell’unbundling in Italia da 9,28 euro a 8,68.

Molto bene! a scanso di equivoci e per quello che possa contare, sulla partita dei prezzi del rame io sto convintamente dalla parte di AGCOM per gli stessi motivi che avevo già ampiamente espresso qui

Gli strani incentivi della Commissaria Kroes: regalare miniere di rame agli ex monopolisti perchè investano in fibra

Netta e limpida presa di posizione dell’ex Commissario D’Angelo contro il regolamento Agcom sul diritto d’autore

agosto 21, 2013 alle 9:54 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Leggo con piacere su Il Fatto Quotidiano questa netta e limpida presa di posizione da parte di Nicola D’Angelo in merito alla proposta di Regolamento sul diritto d’autore che l’Autorità ha messo in consultazione.

L’auspicio è che in Via Isonzo il parere di uno dei migliori e più preparati ex Commissari AGCOM sia tenuta in doverosa considerazione.

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Proposta AGCOM su diritto d’autore: alcuni chiarimenti a seguito delle esternazioni del Commissario Posteraro

luglio 31, 2013 alle 3:19 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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posteraro

Con Fulvio Sarzana e Marco Scialdone abbiamo ritenuto opportno replicare alle esternazioni del Commissario Posteraro ovviamente sempre con rispetto e in senso costruttivo:

Abbiamo letto con attenzione le osservazioni del Commissario Posteraro che giungono, dunque, da una sede qualificata. Il Commissario parla di inesattezze che è doveroso verificare. Probabilmente Posteraro ha scarsa dimestichezza con le cose della rete, pur essendo un insigne studioso.

I provider italiani di accesso (che, come noto, non sono gli hosting provider, né i gestori dei siti, né altre figure inventate di sana pianta dallo schema di regolamento posto in consultazione), qualora si trovino di fronte ad un ordine dell’autorità giudiziaria concernente un sito collocato all’estero, non possono rimuovere selettivamente i contenuti sullo stesso ospitati, ma possono unicamente rendere inaccessibile l’intero sito, quand’anche il contenuto “illecito” sia di modesta entità o sia relativo ad una minima parte del sito in questione. Continua a leggere qui sul Corriere delle Comunicazioni

Diritto d’autore online: la proposta AGCOM è sbilanciata

luglio 30, 2013 alle 4:00 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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nuovo consiglio agcom

Oggi in un articolo per il Corriere delle Comunicazioni i miei due cents sulla proposta AGCOM in materia di diritto d’autore online. In sintesi il testo risulta imho difficilmente emendabile in quanto totalmente sbilanciato: di fronte a due carenze di competenza pressochè speculari su enforcement e sviluppo del mercato legale l’Autorità ha infatti deciso di tirare dritto sul primo aspetto e di tirarsi completamente indietro sul secondo.
Sarebbe a questo punto veramente auspicabile, utile ed opportuno che per settembre sia presentata in Parlamento una proposta di riforma del diritto d’autore più armonica ed equa che tratti quindi entrambi gli aspetti, senza dimenticare in primis di precisare, dettagliare, riconoscere e promuovere i diritti dei consumatori nel nuovo contesto digitale ‘che altrimenenti parlare di sviluppo del mercato legale dei contenuti risulta veramente velleitario se non ingannevole.
C’è qualche parlamentare disponibile a lavorarci seriamente?

Al lordo del sorprendente coro di giudizi positivi rispetto alla mediocre proposta Agcom in materia di diritto d’autore online, scaturiti probabilmente più dalla mancanza di tempo per molti di mettere a fuoco – nell’imminenza della pausa agostana – una materia che rimane ostica e complicata, oltre che dalla buona operazione mediatica messa a punto dell’Autorità, rimangono purtroppo, dal nostro punto di vista consumerista, tutte le criticità che da tempo Altroconsumo, insieme peraltro ad associazioni di Internet Providers ed esponenti della società civile, ha stigmatizzato con estrema chiarezza.

La delusione è dunque per noi anche più sentita perchè fa seguito a diversi segnali di apertura che sembravano far presagire un cambiamento di rotta sotto la presente Consiliatura, il primo consistente nel fatto che Agcom aveva allargato la riflessione sul tema nell’ambito del Workshop del 24 maggio scorso anche ad autorevoli punti di vista che, sulla base di accorte analisi economiche, come quella ad esempio del Prof. Nico Van Eijk dell’Università di Amsterdam, bocciavano ogni prospettiva di inasprimento dell’enforcement, così come ad analisi giuridiche approfondite da parte dei Professori Guido Scorza e Marco Ricolfi che concludevano inesorabilmente in senso contrario rispetto alla sussistenza della legittimazione in capo ad Agcom di emanare il regolamento in materia di diritto d’autore online. Il secondo, per voce dello stesso presidente Angelo Marcello Cardani, era stato l’equilibrato intervento in audizione in Senato, dove addirittura aveva affermato come uno dei problemi più importanti alla base delle evidenti criticità nello sviluppo del mercato legale per i contenuti online, fosse dato dalla permanenza delle finestre geografico-temporali, le cd windows. Insomma, musica per le nostre orecchie! Continua a legegre qui su Il Corriere delle Comunicazioni

 

Relazione molto equilibrata di Cardani in Senato in materia di diritto d’autore online

giugno 19, 2013 alle 5:14 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Ho trovato molto equilibrata la relazione di oggi alle Commissioni 7a e 8a del Senato del Presidente Agcom Angelo Marcello Cardani in materia di diritto d’autore online

Le notizie sono due:
– AGCOM metterá in consultazione il testo della nuova proposta di regolamento
– Cardani sollecita ancora una volta un intervento del Parlamento

Molto bene !

Scorporo rete Telecom Italia, una grande opportunità per il Paese: prevalga l’interesse generale

giugno 5, 2013 alle 8:07 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Telecom ItaliaSullo scorporo della rete occorre vederci chiaro, se è solo un’operazione finanziaria possono anche andarsi a fare benedire se, come spero, c’è dietro – o perlomeno ci potrebbe essere – un progetto industriale serio che abbia benefici per l’interesse generale del Paese, allora è cosa diversa e pare giusto ed opportuno che sia AGCOM sia AGCM vogliano sapere di più.

Da questo discende l’uno-due di ieri di Cardani

Nella riunione odierna il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha ascoltato una relazione degli uffici sull’informativa fornita da Telecom Italia lo scorso 30 maggio in merito al progetto di separazione societaria della rete d’accesso.

A conclusione della discussione, il Consiglio ha incaricato gli uffici di avviare l’analisi dei possibili riflessi dell’operazione sulle condizioni di mercato e concorrenziali, nonché sulla regolamentazione dei mercati dell’accesso.

 A tal fine, il Consiglio dell’Autorità ha sottolineato la necessità di dar corso ad un’interlocuzione tecnica con Telecom Italia per acquisire ulteriori elementi informativi, in aggiunta e ad integrazione di quelli ricevuti nella nota del 30 maggio scorso.

 In particolare, il confronto sarà volto ad approfondire gli aspetti relativi all’esatta definizione del perimetro della rete oggetto della separazione, alla governance della nuova società oltre che le modalità e i tempi per realizzare il sistema di equivalence of input.

 Gli uffici riferiranno periodicamente al Consiglio gli esiti degli approfondimenti e delle verifiche effettuate.

e di Pitruzzella:

Perche’ l’eventuale separazione della rete di Telecom Italia “sia idonea a conformare positivamente le dinamiche concorrenziali esistenti appare indispensabile che essa sia accompagnata dalla definizione di un quadro certo di regole che garantiscano un accesso alla rete a parita’ di condizioni a tutti gli operatori”. Lo afferma il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, nel corso di un’audizione in commissione Attivita’ produttive alla Camera.

Ieri l’altro alla Conferenza Going Local sull’Agenda Digitale a Roma ho avuto il privilegio di parlare dopo i Presidenti Angelo Cardani e Franco Bassanini e prima dell’AD di Telecom Italia Marco Patuano, ho apprezzato molto l’intervento del primo che ha parlato di un Paese molto arretrato che non ha voluto scegliere la via dello sviluppo nel settore ICT anche in quanto questo avrebbe significato da una parte maggiore trasparenza, dall’altra obbligo di coordinamento. Con il digitale occorre ridisegnare peraltro i flussi e, di conseguenza, anche le mappe del potere, cosa che non può fare piacere a molti. Di quanto ha detto Bassanini mi è rimasto particolarmente impresso e condivido molto questo: l’unico aspetto positivo oggi è che abbiamo l’acqua alla gola, quindi non possiamo permetterci di commettere gli errori del passato.

L’AD Patuano ha replicato a quanto avevo sostenuto con una certa veemenza – e cioè che bisogna finirsela di dire che il problema è la domanda in quanto in Italia c’è invece un potenziale enorme che un serio progetto di sviluppo della banda larga potrebbe abilitare alla grande, il problema non è imho la domanda digitale ma, al contrario, saper dare una risposta – lui ha rintuzzato dicendo che in realtà la domanda che vede è quella fatta da una peculiare rincorsa ad avere prezzi sempre più bassi … e vabbè da ora in poi per rendere felici le Telco faremo in modo che i consumatori cerchino di pagare di più anzichè di meno …. Ma quello che in realtà più mi sembra significativo di quanto detto da Patuano è che lo scorporo annunciato da Telecom Italia non è una operazione finanziaria ma un’operazione industriale che, per realizzarsi, ha però bisogno del verificarsi di condizioni che accompagnino questa scelta.

Personalmente voglio continuare a sperare che l’annuncio di TI di voler scorporare la rete in una società separata sia notizia da accogliere favorevolmente. Ciò potrebbe finalmente sbloccare quel collo di bottiglia che ha creato non pochi problemi a concorrenti e consumatori – come certificato dall’Antitrust recentemente con la multa da 103 milioni di euro per i cd “ko tecnici” sperimantati sulla loro pelle da un gran numero di italiani negli ultimi anni  – la società della rete potrebbe inoltre creare le condizioni per lo sviluppo tecnologico del Paese e di crescita anche in termini di PIL. L’aumento della penetrazione della banda larga peraltro potrebbe abilitare una Democrazia più partecipata e moderna.

Voglio sottolineare che, sebbene come Altroconsumo abbiamo da tempo indicato nella società unica della rete  – One Network come la chiamano i migliori esperti mai avevamo sollecitato un atto di imperio contro l’autonomia dell’impresa Telecom Italia – semmai l’errore fu fatto al momento delle privatizzazioni, ma è inutile rinvangare sul passato – questa scelta autonoma e indipendente di TI ora va quindi salutata favorevolmente, ma è solo il primo passo.

Occorre adesso grossa attenzione da parte del Regolatore AGCOM – l’asimmetria regolatoria ad esempio non può venire certamente meno fino a che la società della rete rimarrà in mano a Telecom Italia con una partecipazione di controllo, importante sarà anche ragionare sulla governance della nuova società – altrettanto importante sarà l’attenzione che presterà il governo a questo dossier, non mi sto certo riferendo al tema della tutela dell’interesse nazionale in termini di salvaguardia dell’italianità del gestore della rete – cosa che imho ha proprio poco senso – ma molto più concretamente all’interesse generale del Paese di cui qualcuno – io penso in primis il governo – deve farsi carico in questo passaggio cruciale.

Lo scorporo della rete può insomma diventare una grossa opportunità ma, se male gestita, può diventare l’ennesima esperienza negativa per i cittadini, non voglio neanche immaginare che in questo frangente – abbiamo l’acqua alla gola come ricorda Bassanini – si possa trattare semplicemente di una operazione finanziaria con la quale il pubblico, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, si accolli il debito di Telecom Italia, non voglio immaginare che non si voglia cogliere veramente l’occasione per fare della società della rete un volano per la modernizzazione del Paese attraverso il passaggio ad una rete in fibra accogliendo investimenti privati oltre che pubblici.

Ovviamente c’è un interesse particolare legittimo che l’incumbent vorrà massimizzare, ci sono gli interessi dei competitors anche essi legittimi, ma sopra di tutti ci sta l’interesse generale – che identifico in via certamente approssimativa – ma non penso di sbagliarmi di molto – con la sommatoria degli interessi dei consumatori, che vogliono servizi di qualità ad un prezzo adeguato, e dei contribuenti, che non vogliono che risorse pubbliche siano in questo particolare frangente economico spese per finalità di interesse solo particolare.

Insomma Telecom ha fatto la prima mossa bene grazie era ora! Adesso il Governo e l’Autorità prestino particolare attenzione, trovino forza e coraggio per facilitare scelte di politica industriale che coincidano con l’interesse generale, facciano in modo che venga fuori a) concorrenza più aperta ed efficace nel settore del fisso b) sviluppo tecnologico c) un investimento anticiclico quanto mai benefico ora per il Paese  d) rispetto per i consumatori che debbono pagare il giusto ed essere rispetatti nei loro diritti

Il passaggio è critico ma se tutto questo non avverrà sapremo che qualcuno avrà sbagliato o non avrà lavorato nella giusta direzione. Noi vogliamo sperare che non sia così perchè peraltro ci sono esperienze del passato che ci dicono quali errori non si debbono fare di nuovo. Infine chiediamo trasparenza e, in un momento in cui si stanno facendo scelte importanti per il nostro futuro e quello dei nostri figli, vogliamo dire la nostra.

Protocollo AGCOM-Antitrust: sulle pratiche commerciali scorrette nel settore tlc confermata competenza primaria all’Antitrust

maggio 23, 2013 alle 8:44 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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stretta-di-manoFirmato ieri finalmente il protocollo tra le due Autorità:  

Firmato protocollo Agcom-Antitrust

E’ stato firmato oggi dai presidenti Angelo M. Cardani e Giovanni Pitruzzella un nuovo protocollo tra Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Autorità garante per la concorrenza e il mercato.

Il protocollo sostituisce, aggiornandolo e arricchendolo, un analogo accordo siglato nel 2004 e, nel confermare gli ottimi rapporti tra le due autorità, testimonia la reciproca volontà di costanti e proficue relazioni nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali.

Roma, 22 maggio 2013

Si tratta di una buona notizia. Il nostro auspicio è che ora il limitato ambito di sovrapposizione di competenze  in materia di pratiche commerciali scorrette nel settore delle comunicazioni elettroniche,  in via primaria riconosciute ad AGCM ai sensi del Codice del Consumo, in forza del protocollo siglato tra le due Autorità non risulti più d’intralcio ad una corretta ed efficace applicazione della normativa in favore dei consumatori.

Il problema ricorrente, in questo come in altri ambiti, spesso non consiste infatti nella carenza di una disciplina di tutela per i consumatori quanto nel suo effettivo, costante ed efficace enforcement. Allo stato la disciplina inerente le pratiche commerciali scorrette risulta adeguatamente implementata in Italia in chiave di public enforcement dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato mentre, per quanto concerne il private enforcement essa può essere attivata anche attraverso le azioni di classe ai sensi dell’art. 140 bis Codice del Consumo. A seguito di alcune discutibili decisioni del TAR e del Consiglio di Stato si era tuttavia resa assurdamente complicata l’individuazione della competenza in materia tra AGCOM e AGCM aprendo una prospettiva critica per i consumatori che debbono poter sapere con estrema chiarezza quale delle due Autorità è competente in ogni singola fattispecie, derivandone poi quale conseguenza il diritto a pretendere la loro pronta attivazione in caso di comportamenti lesivi da parte degli operatori.

L’incertezza del diritto in un mercato in costante evoluzione tecnologica come quello delle comunicazioni elettroniche doveva peraltro ritenersi in definitiva deleterio anche per gli operatori, quindi il protocollo tra le due Autorità dovrebbe essere salutato favorevolmente da tutti gli stakeholders

Qui il testo del Protocollo di Intesa

Raccomandazione su accesso alle reti di comunicazione elettronica – Altroconsumo chiede ad AGCOM di opporsi in sede BEREC

marzo 7, 2013 alle 5:37 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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fibraDella questione ho già parlato più volte, da ultimo in questo post: Dear Commissioner Kroes: who guarantees us that they will really use such margin to invest in fiber?! Ora la palla passa oggi e domani al BEREC che deve esprimere un parere sulla bozza di Raccomandazione e Altroconsumo ha chiesto ieri ad AGCOM di esprimere parere negativo in quella sede per le seguenti ragioni:

1. a nostro avviso, l’approccio scelto dalla Commissione Europea produrrà un aumento dei prezzi per i consumatori finali senza peraltro contestualmente consentire connessioni a banda larga di più elevata qualità ad un costo ragionevole;

2. secondo la bozza di Raccomandazione, infatti, le Autorità nazionali dovrebbero portare il prezzo di accesso wholesale al rame tra gli 8 e i 10 euro. Questo significherà di conseguenza un aumento del prezzi retail di accesso a Internet in molti Stati Membri (tra i quali l’Italia). La Commissione Europea non ha peraltro sviluppato una completa e accurata analisi di tale impatto negativo sui consumatori finali;

3. ciò che più ci preoccupa è che la bozza di Raccomandazione non prevede alcuna garanzia che gli operatori investano in Next Generation Access networks;

4. gli incumbent europei hanno quasi sempre utilizzato i propri ricavi in favore dei propri azionisti, distribuendo dividendi anziché investire in tecnologie innovative, come l’ultra broadband, questo è il caso dei Big5 Europei con più di 70 miliardi di euro riversati ai propri azionisti tra il 2007 ed il 2011 in forma di dividendi, tra cui Telecom Italia che nel contempo manteneva inalterati i propri investimenti nella rete; sembra, quindi, improbabile che da un aumento dei ricavi all’ingrosso dell’incumbent possa derivarsi un incentivo a migrare, quindi investire, su una nuova rete anziché adagiarsi su questo “nuovo” e ancor più profittevole scenario;

5. purtroppo, il pericolo di un rallentamento in termini di innovazione è ancor più verosimile se si considera che la concorrenza nel settore delle TLC in Italia è già fortemente minata. Infatti l’incremento netto delle linee in unbundling negli ultimi anni ha subito un forte rallentamento a causa dell’aumento del prezzo dell’unbundling e degli altri servizi di accesso wholesale a favore dell’ex monopolista Telecom Italia. Tale evidenza, in Europa tra i Big5, è ancora più lampante se si considera che in termini di attivazioni nette per l’ULL, l’Italia risulta essere il fanalino di coda;

6. l’attuale testo di Raccomandazione non prevede poi alcuna salvaguardia delle specificità nazionali, come l’Italia (o la Grecia), in cui storicamente l’assenza di alternative alla rete in rame, come gli operatori televisivi via cavo, ha comportato lo sviluppo della concorrenza sulla sola rete in rame, detenuta al 100% dall’operatore ex-monopolista Telecom Italia. Questo è un fatto che va considerato, in quanto un aumento indiscriminato dei prezzi wholesale comporterebbe un serio danno alla concorrenza, che è vincolata dalla rete in rame di Telecom Italia. Rallentare o addirittura arrestare il processo competitivo, con il rischio di fuoriuscita del mercato di alcuni competitors sarebbe un grave danno per il consumatore finale che fino a oggi ha beneficiato dell’innovazione e della riduzione dei prezzi finali scaturita dall’apertura del mercato delle telecomunicazione alla concorrenza.

Qui potete leggere per esteso la lettera di Altroconsumo ad AGCOM

AGCOM e massima trasparenza: vi teniamo d’occhio, a domani !

agosto 1, 2012 alle 7:13 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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Domani si terrà la prima riunione del nuovo Consiglio AGCOM, senz’altro apprezzabile la novità della pubblicazione dell’ordine del giorno di Consiglio e Commissioni CIR e CSP, così annunciata sul sito dell’Autorità: In un’ottica di massima trasparenza l’Autorità ha deciso di pubblicare da oggi, 1 agosto 2012, l’ordine del giorno delle riunioni del proprio Consiglio nonché della Commissione infrastrutture e reti (Cir) e della Commissione servizi e prodotti (Csp).  

Ora, però, per dirla tutta, gli aggettivi hanno un certo peso e quindi aspetterei un attimo a parlare di massima trasparenza, certo noi eravamo abituati al buio pesto e sarà difficile fare peggio del precedente Consiglio ma, per il momento, soprattutto se l’aggettivo è autoattribuito dall’Autorità stessa avrei meglio consigliato al redattore della notizia sul sito dell’AGCOM una espressione più equilibrata e meno altisonante del tipo: nell’ottica della normale trasparenza di cui deve connottarsi l’attività dell’organo di vertice di una Autorità di Garanzia …

Diverso sarà se, come auspicato da uno di quelli che, per merito e competenza, avremmo voluto vedere sedere tra i nuovi Commissari, l’Autorità si determinerà a rendere note non solo le sue decisioni ma anche le dissenting opinion dei Commissari che eventualmente voteranno contro e le loro motivazioni, questo sarebbe sì un grosso passo in avanti in termini di accountability e allora sarei io in primis a parlare di massima trasparenza dell’Autorità, a prescindere dal fatto che deciderà o meno come piacerebbe a me.

Comunque, bando alle ciance, altrimenti mi danno come al solito del polemico 😉 nel merito la Commissione per le Infrastrutture e le Reti si occuperà, tra le altre cose, al primo punto in agenda di

Approvazione dell’offerta di riferimento di Telecom Italia per l’anno 2012 relativa ai servizi di raccolta, terminazione e transito delle chiamate nella rete telefonica pubblica fissa e disposizioni sulle condizioni economiche della portabilità del numero su rete fissa: esiti della consultazione pubblica avviata con la delibera n. 7/12/CIR e determinazioni conseguenti

Bene, quando ancora purtroppo non vigeva la normale trasparenza in AGCOM, avevo saputo in maniera carbonara che nell’ultima riunione del precedente Consiglio, anche a seguito della nostra esplicita richiesta di un intervento dell’Autorità, si era discusso dell’aumento delle tariffe fisso-mobile di Telecom Italia che riteniamo illegittimo. Il Consiglio aveva discusso della cosa ma non era arrivato ad alcuna conclusione definitiva – mi dicono – poi il mandato del precedente Consiglio era giunto a termine e l’Autorità era caduta in una sorta di letargo e, così, dal 1 luglio erano aihmè scattati gli aumenti di Telecom.

Occorre anche brevemente ricordare che quando, precedentemente, lo scorso novembre 2011, l’AGCOM aveva approvato il piano di riduzione delle terminazioni mobili, molto opportunamente, proprio per evitare che i risparmi non fossero riversati a favore dei consumatori aveva ritenuto utile introdurre nella Delibera 621/11/CONS la seguente specifica previsione in ordine alla vigilanza sul mercato retail: “V.48 L’Autorità, inoltre, al fine di verificare se ed in quale misura le riduzioni delle tariffe di terminazione si riflettano sui prezzi praticati all’utenza finale, ribadisce e sottolinea quanto già stabilito con la delibera n. 284/10/CONS, riguardo la necessità di proseguire nell’attività di monitoraggio dei prezzi dei servizi fisso-mobile praticati da Telecom Italia, riservandosi di azionare i poteri regolamentari e di vigilanza di cui dispone, qualora dovessero emergere elementi di criticità sotto il profilo della concorrenza e della tutela del consumatore”.

Come abbiamo già ampiamente dimostrato – per chi vuole fare un ripassino sulla questione può leggere qui – quegli elementi di criticità sotto il profilo della tutela del consumatore sono già evidentemente emersi, quelli relativi alla concorrenza rischiano di evdienziarsi a strettissimo giro, l’AGCOM non dovrebbe quindi a mio avviso attendere un minuto di più ed esercitare subito i suoi poteri di vigilanza dichiarando illegittimi gli aumenti di Telecom Italia, recuperando così il tempo perduto.

Tornando infine alla questione della trasparenza che è effettivamente importante, qualsiasi cosa decida domani l’AGCOM mi impegno ad essere io il primo a dichiarare che l’Autorità avrà adottato nuovi criteri di massima trasparenza se, a conclusione della riunione del Consiglio e della Commissione per le Infrastrutture e le Reti il relativo comunicato stampa dell’AGCOM preciserà:

a) se la questione degli aumenti delle tariffe fisso-mobile di Telecom Italia è stata affrontata;

b) quale è stata in dettaglio la decisione adottata;

c) se la decisione è stata presa all’unanimità e

d) in caso contrario espliciterà quale Commissario ha votato contro e per quali motivi

 

Nomine nuovi vertici AGCOM: in bocca al lupo a Fulvio Sarzana

maggio 31, 2012 alle 12:44 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Apprendo molto favorevolmente che Assoprovider e altre associazioni aderenti a Confcommercio propongono al Parlamento di scegliere i nuovi Commissari AGCOM tra questi due candidati: Stefano Quintarelli e Fulvio Sarzana. Bene, ottimo! Mi chiedo però perchè non entrambi ?!

Rispetto a Stefano Quintarelli ho già speso i miei due cents di convinto endorsement e da allora ho potuto notare, con estrema soddisfazione, come tale candidatura tra dichiarazioni di supporto in Rete da parte di comuni cittadini a quelle di numerosi parlamentari e diversi stakeholders, di strada ne abbia fatta veramente parecchia e sarebbe quindi veramente un peccato se la Politica non ne terrà conto. 

Se poi, oltre al Quinta, come è assolutamente opportuno che sia, vi saranno anche giuristi tra i nuovi Commissari, allora a mio avviso non debbono essere attempati Consiglieri di Stato, ma persone che, in primis, conoscano approfonditamente e abbiano passione per la Rete e quindi siano in grado di comprendere e affrontare, nella loro diversità, le fattispecie giuridiche che vanno diffondendosi in questo mondo nient’affatto “virtuale” e anzi sempre più “reale”, a dispetto di come continuano spesso a dipingerlo i media “tradizionali” ed alcuni politici “analogici”.

Fulvio quindi potrebbe essere in tale ottica un buon Commissario AGCOM. Voglio ricordare come uno dei dossier importanti che il nuovo Consiglio AGCOM erediterà dal precedente sarà quello relativo al diritto d’autore in Rete e se è vero che, grazie alle energie spese in tal senso da parte di un ristretto gruppo di “attivisti digitali” tra i quali spiccava per il supporto e la competenza giuridica messa a disposizione proprio Fulvio Sarzana, alla fine il regolamento assurdo, liberticida e obsoleto proposto dal vecchio Consiglio non ha visto la sua luce, rimane tuttavia un grosso lavoro da fare per creare/adattare le nuove regole contemperando adeguatamente i diritti degli utenti e la salvaguardia della libertà d’espressione abilitata da Internet con i legittimi interessi dei right owners.

Mi sembra che su questo e altri dossier Fulvio Sarzana sarebbe una garanzia per noi consumatori e avrebbe tutte le carte in regola per contribuire con professionalità a che l’AGCOM imbocchi la giusta direzione. In bocca al lupo Sarzy!

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