Ordinanza Yahoo!: vota l’assurdo

marzo 26, 2011 alle 11:29 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Ne avevo già parlato qui, poi si è venuto a sapere, come in effetti immaginavo, che non è una sentenza, ma un’ordinanza cautelare, bene ! Stefano Quintarelli ne ha pubblicato il testo integrale qui . Alcuni dopo averlo letto si sono tranquillizzati, perchè il right owner aveva fatto una notifica delle supposte violazioni a Yahoo!

A me questa cosa non mi tranquillizza per nulla, il DMCA non è legge vigente in Italia – o almeno non ancora – e comunque il notice and take down statunitense pone altre garanzie che non quelle pressochè nulle utilizzate nel caso di specie.

A ben vedere questa decisione, al di là degli aspetti tecnico giuridici molto controversi rispetto a una corretta applicazione della normativa vigente, stimola riflessioni più elevate in termini di policy perchè converrete che – comunque la si veda – nessuno può ragionevolmente pensare che una soluzione percorribile contro la “pirateria” possa essere quella di affidare sistematicamente ai motori di ricerca l’onere di controllare e quindi “ripulire” – anche se a posteriori – il web. In tal senso questa azione più che altro mi sembra una provocazione nell’ambito di una strategia di lobby più ampia intesa ad ottenere altro … proverò a tornarci su al più presto in modo da risultare meno criptico. Nel frattempo per favore votate il sondaggio indicandomi la parte dell’ordinanza che ritenete più assurda, quella che indico per prima sembra imbattibile è vero, ma la seconda, se ci pensate bene, la supera IMHO  

Tra giudici e motori di ricerca: se le cose stanno così, forse stiamo veramente cercando di rimanere fuori dal mondo e dall’innovazione …

marzo 24, 2011 alle 12:26 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Assolutamente d’accordo con Mantellini, qui le cose prendono veramente una brutta piega

I motori di ricerca non sono umani. Sono come i tasti e il display di una calcolatrice, producono risultati basati su uno schema predefinito. E quindi non sono etici in nessun modo. Da quel poco che si capisce la condanna odierna di Yahoo, colpevole secondo un giudice romano di aver linkato siti web dediti alla pirateria cinematografica, non sarebbe tanto quella di aver prodotto simili suggerimenti, ma di non aver provveduto ad eliminarli una volta che il loro contenuto era stato segnalato dai detentori dei diritti. Ora – se le cose stanno in questi termini – ci vorrebbe uno bravo per spiegare al signor giudice che se il motore di ricerca diventa un normale produttore di contenuti editoriali (chiamati per l’occasione link) e deve esercitare una qualche giurisdizione illuminata su milioni di risultati continuamente aggiornati, il motore di ricerca muore. E dentro una simile miopia ci perdiamo tutti, io, lui, l’altro e Vostro Onore compreso. Mentre il pirata, bello bello, da tutt’altra parte, resta.

In ogni caso, se qualcuno ha la sentenza, che poi – da quello che si evince – sembrerebbe più essere un’ordinanza cautelare, please me la girate, che ci vorrei fare sopra un ragionamento un pò più compiuto ?

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