Canone RAI, bufale che non aiutano ad elevare il rispetto dei diritti degli utenti

gennaio 9, 2014 alle 7:05 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Rai

Sta girando in rete, anche su testatate giornalistiche, una vera e propria bufala relativa ad una supposta sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che avrebbe come effetto di rendere illegittimo il canone Rai.

Al di là del sussulto circa la assoluta assenza di capacità di fact checking rispetto a chi continua a far circolare questa notizia, posto che la sentenza non è stata semplicemente travisata ma purtroppo non esiste affatto, avendo combattuto una battaglia seria contro RAI quando ha violato palesemente i diritti degli utenti, lasciatemi dire che queste cose non aiutano.

Piuttosto, visto che questa tassa c’è, e finchè non sarà abolita, occorrerebbe pretendere subito e al più presto che il Parlamento modifichi il Contratto di Servizio per consentire ai cittadini che pagano il canone di poter far valere i loro diritti, mi sembra il minimo.

Vi consiglio la lettura del seguente articolo di Altroconsumo:

Come ogni gennaio che si rispetti, anche quest’anno impazza (complice la rete) il tormentone sul canone Rai. Chi ne chiede l’abolizione, chi vorrebbe caricarne l’importo sulla bolletta della luce, in modo da farlo pagare a tutti gli italiani, e chi, senza troppe remore, semplicemente non lo paga. Ma, al di là delle discussioni, una cosa è certa: se possiedi un apparecchio televisivo devi sborsare il denaro che serve a sostenere i canali della televisione pubblica nazionale. In pratica, perché scatti l’obbligo del pagamento è sufficiente possedere un qualsiasi dispositivo potenzialmente in grado di ricevere il segnale dall’antenna tv.

Quelle notizie prive di fondamento

A sostegno della causa per boicottare il canone, in rete si moltiplicano notizie del tutto infondate su provvedimenti volti a legittimare l’evasione. Secondo alcune di queste, esisterebbe una sentenza della Corte europea dei diritti umani che si sarebbe espressa sull’illegittimità della tassa. Mettiamoci l’anima in pace perché, come ha precisato l’Agenzia delle entrate, si tratta di una notizia falsa e priva di qualsiasi fondamento. Al contrario, con una decisione del 2009, la Corte ha affermato la piena legittimità della sua riscossione. Quindi, se possiedi un apparecchio adattabile o in grado di ricevere programmi radiotelevisivi, sei tenuto al pagamento del Canone entro il 31 gennaio 2014.

Quando è possibile non pagarlo

Se in casa non hai la tv, ma solo la radio, il canone Rai non è dovuto. Stessa cosa se possiedi un pc, un tablet o uno smartphone: paradossalmente, anche se vengono utilizzati per vedere i canali Rai tramite internet non sono soggetti alla tassa. Nel caso di seconda casa, il canone non raddoppia: l’abbonamento per l’abitazione principale consente di possedere anche altri apparecchi, senza sovrapprezzi. È possibile chiedere l’annullamento del canone se, per esempio, ti trasferisci in una casa di riposo: basta indicare, nella comunicazione, i dati della casa di riposo e la data di inizio della degenza. L’esenzione spetta a chi possiede questi tre requisiti: chi ha compiuto i 75 anni entro il termine di pagamento del canone (31 gennaio 2014, in questo caso), convive solamente con il coniuge e, conteggiando anche il reddito del coniuge, ha un reddito annuo lordo non superiore a 6.713,98 euro.

Come dare la disdetta

Sei un abbonato Rai e hai deciso di voler sfuggire legalmente al pagamento del canone? La disdetta non è un’operazione semplice ed è prevista solo in questi tre casi:

  • Comunichi all’Agenzia delle entrate (Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino), tramite raccomandata a.r., il mancato possesso di apparecchi televisivi (in seguito a furto, rottamazione, incendio…),
  • Segnali la cessione degli apparecchi in grado di ricevere il segnale televisivo, indicando le generalità del nuovo proprietario,
  • Richiedi all’Agenzia delle entrate (Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino) il suggellamento (chiusura tramite appositi involucri) degli apprecchi, in modo da risultare inutilizzabili. Questa operazione costa 5,16 euro per ogni apparecchio da suggellare.

Gli abbonati devono poter far valere i propri diritti

Nel corso del 2010, la Rai aveva arbitrariamente sospeso le trasmissioni di informazione pubblica. Noi abbiamo promosso una class action in difesa degli abbonati Rai, che si sono visti – di fatto – negare il diritto all’informazione. Dopo un travaglio burocratico di circa 3 anni, la nostra class action è stata respinta perché, sebbene sussistessero evidenti violazioni del contratto di servizio, secondo il Tribunale e la Corte d’Appello di Roma, gli abbonati non hanno alcun titolo per agire. Altroconsumo chiede a Governo e Parlamento di sanare questo assurdo giuridico modificando il contratto di servizio Rai, in modo che gli abbonati possano finalmente far valere i propri diritti in caso di inadempienze.

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