Oscuramenti RAI su SKY: Il tempo è galantuomo, o quasi … (updated)

settembre 9, 2013 alle 8:11 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV, Uncategorized | Lascia un commento

mauro%20masiCome dicevo qui dopo la Sentenza del TAR Lazio:

A volte è veramente difficile gioire per il fatto che si aveva effettivamente ragione se, quando alla fine te la riconoscono, è passato troppo troppo tempo.

Adesso il Consiglio di Stato ha reso la decisione definitiva e vi invito a leggere in proposito il commento di Guido Scorza:

E’ una storia fatta di centinaia di milioni di euro sprecati – poco conta se per incompetenza o malafede – dal management della tv di Stato e di macroscopiche violazioni del contratto di servizio pubblico da parte della Rai quella raccontata nella sentenza con la quale, lo scorso 30 agosto, i Giudici del Consiglio di Stato hanno messo fine ad una delle più vergognose epopee consumatesi nel sistema televisivo italiano. Ma non basta. La storia che emerge dalla Sentenza del Consiglio di Stato nella vicenda che ha visto contrapposti, per anni, Sky, Rai, Tivusat e l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, racconta anche di un Ministero delle Comunicazioni che sbaglia clamorosamente nell’interpretare il contratto di servizio pubblico da esso stesso scritto e firmato, agevolando così la commissione di un illecito da parte della tv di Stato anziché tutelare l’interesse di milioni di cittadini e racconta, soprattutto, di un’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni incapace – a pensar bene – di vigilare su una vicenda di sconvolgente linearità e di garantire il diritto di milioni di utenti ad accedere ai contenuti del servizio pubblico radiotelevisivo finanziati con i loro soldi.

Ce n’è abbastanza per riempire una delle pagine più buie della storia del Paese ma nella Sentenza è scritto molto altro e molto di più. Tanto che vale la pena ricominciare dal principio. Continua a leggere qui

A rileggere adesso alla luce del Consiglio di Stato questi miei vecchi post viene in effetti un pò di rabbia: 

Rottura Rai/Sky e nuova piattaforma Tivù Sat: forse il Santo che cercavamo è sul Colle più alto

Raiset vs Sky: il silenzio dell’Agcom è ormai assordante

Ma dove sono questi decoder Tivù Sat ?

RAI, must offer or not ?!

Altroconsumo porta RAI in Tribunale: inibitoria contro gli oscuramenti sul satellite

Oscuramenti sul satellite: povera Mamma RAI, l’hanno costretta a prostituirsi …

 Quest’ultimo post concludeva così:

Al di là delle questioni più prettamente giuridiche inerenti la violazione del Contratto di Servizio e del Testo Unico della radiotelevisione, già ampiamente discusse in questo blog e che ora si troverà a dover prendere in esame anche il Tribunale di Roma al quale Altroconsumo si è rivolto con un ricorso d’urgenza quello che viene spontaneamente da chiedersi, direi quasi d’impulso, è se Rai possa ancora considerarsi servizio pubblico.

Non dovrebbe essere, in effetti, solo oggetto di un obbligo giuridico ma l’intrinseco portato del suo mandato quale Tv di Stato quello di diffondere la sua programmazione e renderla disponibile alla cittadinanza con ogni tecnologia e su tutte le piattaforme. A tal punto che impedire l’accesso alla propria programmazione a parte della cittadinanza, che peraltro continua a pagare il canone, in un momento già reso complicato per gli utenti dal passaggio al digitale terrestre con tutte le complicazioni e gli adeguamenti tecnologici che conseguono, appare un gesto contro natura da parte della RAI, molto simile al suicidio.

Chi scrive ritiene che possa e debba avere ancora un senso nel nostro Paese l’esistenza di una televisione di servizio pubblico, il fatto è che la stiamo perdendo e, soprattutto, non è certo di questo servizio pubblico che abbiamo bisogno nel nuovo scenario competitivo e tecnologico.

Uno dei commenti a questo articolo de l’Espresso del 2009 recitava invece come segue: mamma rai, l’hanno costretta a prostituirsi …

————–

Nicola D’Angelo   commenta così su Facebook questo mio post: Caro Marco per la verità non tutta l’Agcom. Sollevai formalmente la questione in modo energico ma in solitudine. Poi fui quasi irriso. Tuttavia, ne rimane testimonianza nei verbali e nelle mie prese di posizione pubbliche.

 ————–

  • Caro Nicola ricordo in effetti molto bene il tuo impegno sul dossier in oggetto come su tanti altri e altrettanto importanti in seno ad AGCOM e questo imho ci deve ancora una volta rammentare: a) di quanto ci sia bisogno tanto più oggi in Agcom di una persona con sensibilità istituzionale e consumerista come te; b) di quanto sia urgente rendere trasparenti le dissenting opinion all’interno del Consiglio AGCOM.  Scusa se avevo dimenticato di ricordare nel post che c’era chi anche all’interno di Agcom condivideva e ha supportato le nostre battaglie, spero ora di aver rimediato!

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