Quella del confronto del mondo del copyright con l’ambiente digitale è stata più una triste storia di resistenza luddista che un esempio di impegno intelligente

marzo 1, 2011 alle 5:38 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 10 commenti
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Chi l’ha detto? quel supposto “pirata” di Pierani che blatera qui sopra? Eh … no cari miei, l’ha detto il 25 febbraio scorso Francis Gurry, il Direttore generale di WIPO – World Intellectual Property Organization.

Riporto di seguito dal blog del TACD IP Policy Committee un rilevante estratto dello speech di Francis Gurry, ringrazio David Hammerstein per la segnalazione e invito calorosamente ad un’attenta lettura tutti coloro che in Italia, alla periferia dell’Impero, continuano a guardare al futuro con gli occhi del passato … non mi sembra di trovare alcun riferimento all’ulteriore necessario rafforzamento dell’enforcement nelle parole di Gurry, se voi ne trovate traccia fatemi sapere …  

Let us dare to say that the infrastructure of the world of collective management is out-dated. It represents a world of separate territories and a world where right-holders expressed themselves in different media, not the multi-jurisdictional world of the Internet or the convergence of expression in digital technology. This is not to say that collective management or collecting societies are no longer needed. But they need to re-shape and to evolve. We need a global infrastructure that permits simple, global licensing, one that makes the task of licensing cultural works legally on the Internet as easy as it is to obtain such works there illegally.

The sentiment of distaste or disrespect for intellectual property on the Internet that it voices is widespread. Look at the incidence of illegal down-loading of music. We may argue about the right methodology to use to measure that phenomenon, but we are all certain that the practice has reached alarming dimensions.
In order to effect a change in attitude, I believe that we need to re-formulate the question that most people see or hear about copyright and the Internet. People do not respond to being called pirates. Indeed, some, as we have seen, even make a pride of it. They would respond, I believe, to a challenge to sharing responsibility for cultural policy. We need to speak less in terms of piracy and more in terms of the threat to the financial viability of culture in the 21st Century, because it is this which is at risk if we do not have an effective, properly balanced copyright policy.

The history of the confrontation of our classical copyright world with the digital environment has been more a sorry tale of Luddite resistance than an example of intelligent engagement.
Let me move to my final suggested guiding principle for a successful response to the digital challenge. I believe that we need more simplicity in copyright. Copyright is complicated and complex, reflecting the successive waves of technological development in the media of creative expression from printing through to digital technology, and the business responses to those different media. We risk losing our audience and public support if we cannot make understanding of the system more accessible. Future generations are clearly going to regard many of the works, rights and business agents that we talk about as cute artefacts of cultural history, much as the vinyl record has become in a very short space of time. The digital work is going to change dimensions. We see that happening with user generated content. We see it happening also with 3D printing or additive manufacturing, where the digital file is the manufacturing technology and factory. This is the realm of the blue sky and I hope that this Conference can start to develop the tools for exploring that sky.

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  1. […] Chi l'ha detto? quel supposto "pirata" di Pierani che blatera qui sopra? Eh … no cari miei, l'ha detto il 25 febbraio scorso Francis Gurry, il Direttore generale di WIPO – World Intellectual Property Organization. Riporto di seguito dal blog del TACD IP Policy Committee un rilevante estratto dello speech di Francis Gurry, ringrazio David Hammerstein per la segnalazione e invito calorosamente a … Read More […]

  2. […] Sempre più voci (autorevoli) si accorgono di quanto antiquato sia il sistema di protezione intellettuale nell’Era di Internet… Chi l’ha detto? quel supposto “pirata” di Pierani che blatera qui sopra? Eh … no cari miei, l’ha detto il 25 febbraio scorso Francis Gurry, il Direttore generale di WIPO – World Intellectual Property Organization. Riporto di seguito dal blog del TACD IP Policy Committee un rilevante estratto dello speech di Francis Gurry, ringrazio David Hammerstein per la segnalazione e invito calorosamente a … Read More […]

  3. […] 02/03/2011 by Siv Sempre più voci (autorevoli) si accorgono di quanto antiquato sia il sistema di protezione intellettuale nell’Era di Internet… Chi l’ha detto? quel supposto “pirata” di Pierani che blatera qui sopra? Eh … no cari miei, l’ha detto il 25 febbraio scorso Francis Gurry, il Direttore generale di WIPO – World Intellectual Property Organization. Riporto di seguito dal blog del TACD IP Policy Committee un rilevante estratto dello speech di Francis Gurry, ringrazio David Hammerstein per la segnalazione e invito calorosamente a … Read More […]

  4. segnalo che il riferimento al presidente WIPO è ai sistemi di collecting che NON sono il diritto d’autore, ma soltanto il sistema di organizzazione, attuale, ed in via di decadenza, della raccolta e distribuzione dei proventi della REMUNERAZIONE del diritto d’autore. Insomma, un conto è la remunerazione ed un altro conto sono le infrastrutture create ed organizzate, in un certo momento storico, per accogliere tale remuunerazione. Peranto, non immischierei, se fossi in te, le mele con le pere, tanto più che il WIPO si è guardata bene dal farlo, riferendosi, appunto, solo alla crisi del collecting e non del copyright.

    • Giulia,
      te lo dico con il massimo rispetto: leggi bene qui http://www.wipo.int/about-wipo/en/dgo/speeches/dg_blueskyconf_11.html trovi l’intervento di Gurry per esteso, ti sbagli non si riferisce solo alle collecting societies e … comunque se io mischio pere con mele chi continua, erroneamente, a scapito dell’interesse generale, a ritenere che l’oggetto della tutela del copyright sia la sua obsoleta struttura e filiera di distribuzione che fa ? scambia angurie con meloni ?😉

  5. […] internet di Francis Gurry, direttore della World Intellectual Property Organization, segnalato da Marco Pierani, responsabile Affari Istituzionali di Altroconsumo, sul suo blog. In particolare queste frasi […]

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  8. […] Oggi (slide 14) abbiamo la possibilità di praticare la via platonica alla ricerca perché i vincoli tecnici dell’età della stampa sono venuti meno: Internet è una gigantesca – ed economica – fotocopiatrice, che rende possibile la formazione di comunità di conoscenza aperte, composte da scrittori/lettori attivi. Soprattutto, rende possibile praticare, in luogo della censura preliminare alla pubblicazione, la più trasparente selezione attraverso l’uso, ex post. I nostri limiti (slide 15)  non sono più  tecnici, ma culturali e politici, come spiega benissimo questa fonte non sospetta. […]

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