AGCOM e diritto d’autore: ecco perchè non dormo sonni tranquilli …

febbraio 3, 2011 alle 7:57 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Torno sulle spinose questioni che solleva il testo messo in consultazione da AGCOM in materia di diritto d’autore non solo per salutare con soddisfazione il successo che sta avendo la petizione condivisa con gli amici di Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet e Assoprovider che, dopo soli tre giorni, si avvia verso le 3000 adesioni ma anche e soprattutto per chiarire un paio di questioni.

La cosa si rende necessaria a fronte dei rilievi mossi dall’amico Egenio Prosperetti che, essendo persona seria e preparata, merita risposte, per quanto possibile, adeguatamente motivate nel merito e oltretutto perchè il meme in Rete rischia di diffondersi … 

Punto 1: il termine per rispondere alla consultazione AGCOM è di 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che mi risulta essere avvenuta il 3 gennaio, va da sè che i soggetti, come Altroconsumo, che hanno ritenuto opportuno lanciare una petizione per fare in modo che una fascia più ampia dell’opinione pubblica, oltre ai soli addetti ai lavori e ivi compresi i parlamentari, fossero resi edotti dei rischi che correremmo ove l’AGCOM approvasse definitivamente le proposte indicate nel documento di consultazione per quanto concerne l’enforcement, ovviamente invieranno all’Autorità un contributo formale nei termini previsti e chiederanno anche di essere auditi. Personalmente sto già lavorando alla redazione del documento e più leggo la parte della delibera che propone di introdurre un provvedimento sommario quanto antidemocratico a tutela della presunta lesione del diritto d’autore più i dubbi e le perplessità sulla sua legittimità nel nostro Ordinamento si infittiscono.

Punto 2: Nel merito, oltre a tutto quanto esposto nel testo della petizione http://sitononraggiungibile.e-policy.it/it/lettera-ai-parlamentari/ e a quanto opportunamente evidenziato da Fulvio Sarzana con un paio di post di cui consiglio la lettura: qui il primo qui il secondo    aggiungo che Agcom, a mio modo di vedere, ha un ulteriore piccolo problemino: il procedimento sommario ipotizzato dall’Autorità, molto ben dettagliato nel testo della consultazione, pretermette completamente il consumatore sebbene questo sia necessariamente parte in causa soprattutto per quanto concerne le iptesi di lesione nelle piattaforme ugc. Bene, personalmente ci vedo un conflitto grosso come una casa con l’art 1 pragrafo 3 bis della direttiva 2009/140/CE del 25 novembre 2009 – più volgarmente il telecoms package – al quale dovremo dare attuazione in Italia entro breve, ecco un altro motivo, e direi non da poco, per il quale la sede naturale per ogni decisione in materia deve tornare il Parlamento, a meno che non si voglia ancora una volta fare approdare le nostre assurdità nazionali in sede comunitaria con un probabile procedimento di infrazione.

Punto 3 – ci sarebbe anche da rispondere a FAPAV ma qui il discorso si fa un pò più lungo, abbiate pazienza: Internet e, ancora di più il web 2.0, hanno reso di fatto obsoleti una serie di modelli di business consolidati ma, per un altro verso, hanno aperto incredibili, nuove prospettive economiche e imprenditoriali. Colpita da questo classico esempio di disruptive technology, che cosa poteva fare l’industria dell’audiovisivo? Difendere le proprie posizioni di rendita o aprirsi al futuro: ha scelto la prima strada. Che cosa poteva fare la politica? Accompagnare e stimolare l’industria dell’audiovisivo verso il futuro o proteggerla nel business del passato. Ha scelto decisamente la seconda strada, anche perché, per molti aspetti, significava anche proteggere sé stessa. Quale risultato, negli ultimi dieci anni, nel corso dei quali abbiamo continuato a raccontarci che il solo problema della distribuzione dei contenuti online era costituito dalla pirateria telematica, all’insegna della sconfitta del diritto e del mercato, abbiamo assistito a un vero e proprio abuso della proprietà intellettuale. Questo abuso si è manifestato, da una parte, in forme eccessive di enforcement, invasive di altri diritti fondamentali, come la libertà di manifestazione del pensiero, il giusto processo, la privacy e l’accesso alla cultura e all’informazione, dall’altra nel forzoso mantenimento in vita di modelli di gestione collettiva dei diritti d’autore su base nazionale e, in quanto tali, oltre che antieconomici, apertamente lesivi dei principi del mercato interno e della concorrenza dell’Unione europea.

La chiusura iniziale poteva essere comprensibile, ma insistere rischia di diventare preoccupante: perseverare diabolicum est. E, tuttavia, ancora oggi si preferisce – per molti versi – guardare al futuro con gli occhi del passato pur di non mettere in discussione meccanismi palesemente assurdi e obsoleti nel nuovo scenario tecnologico, che hanno però il pregio di essere ben noti e, in quanto tali, di non mettere in discussione lo status quo.

Circa i dati sui cosiddetti danni da pirateria rinvio invece al video qui sopra.

1 commento »

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  1. Niente censure, sia questo l’articolo uno non scritto della costituzione di Internet….

    tweetmeme_url = ‘http://www.lucanicotra.org/no-alla-censura-articolo-uno-costituzione-non-scritta-internet’; tweetmeme_source = ‘lucanicotra’; Condividi Lo stato dell'iniziativa. Questi primissimi giorni della nostra campagna per fermare il n…


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