Siamo Uomini o Pendolari ? Altroconsumo lancia una petizione

dicembre 13, 2010 alle 3:32 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | Lascia un commento
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Altroconsumo lancia una petizione online su www.firmiamo.it/altroconsumo-siamo-uomini-o-pendolari per il miglioramento del servizio di trasporto ferroviario regionale

Siamo Uomini o Pendolari? Siamo Donne e Uomini e pretendiamo di essere trattati come tali
Servizi di trasporto pubblico puntuali ed efficienti significano maggior tempo libero per ognuno di noi, più adeguati mezzi di trasporto a disposizione del cittadino significano una migliore qualità di vita per tutti, pretendere di vivere in un Paese migliore è un nostro diritto, metterci nelle condizioni di farlo un Vostro compito primario. Vi chiediamo quindi di riportare con urgenza il tema dei servizi di trasporto ferroviario regionale al centro dell’agenda politica

 
Altroconsumo e tutti i firmatari della petizione:
a) si oppongono fermamente ad ogni ipotesi di aumento tariffario che non sia contestuale ad un consistente miglioramento della qualità del servizio, misurabile da parte di soggetti indipendenti e terzi rispetto al fornitore monopolista;
b) chiedono la creazione di un’Autorità indipendente di settore alla quale attribuire quelle funzioni regolamentari che non possono continuare a rimanere in capo a RFI – società del Gruppo Ferrovie dello Stato – se si vuole realizzare un mercato del trasporto ferroviario regionale effettivamente aperto alla libera concorrenza. Questo significa l’abbattimento delle posizioni di rendita di cui godono le Ferrovie dello Stato attraverso l’adozione di concrete misure di liberalizzazione più volte auspicate dall’Autorità Antitrust che prevedano un vero sblocco delle gare su ferro con procedure ad evidenza pubblica;
c) chiedono che sia avviato al più presto un piano nazionale ad hoc di ristrutturazione del servizio ferroviario regionale, adeguatamente finanziato, affinché anche nelle tratte più utilizzate dai pendolari, il sistema possa divenire finalmente efficiente e competitivo;
e) chiedono che sia approvato uno Statuto dell’utente dei servizi ferroviari che riporti quest’ultimo al centro del sistema anche nel nuovo assetto del mercato liberalizzato, considerato che compete allo Stato determinare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale e, tra questi, quello alla mobilità;
e) chiedono che Ferrovie dello Stato, Regioni e Governo, di fronte a questa situazione di disagio profondo, cessino il gioco del rimpallo di responsabilità e si adoperino, invece, per quanto rientra nell’ambito delle rispettive competenze, per un reale miglioramento del servizio di trasporto ferroviario locale e per garantire i sacrosanti diritti degli utenti.
Firmate, firmate, firmate !

Nel giorno dello sciopero RAI: class action di Altroconsumo a favore di un vero servizio pubblico

dicembre 10, 2010 alle 7:33 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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Oggi è in corso lo sciopero dei dipendenti RAI

Il comunicato dell’Usigrai
I Telegiornali ed i Giornali Radio della Rai andranno in onda oggi in forma ridotta e senza servizi in voce per l’astensione audio video dei giornalisti indetta dall’Usigrai in concomitanza e in adesione allo sciopero generale degli operai, impiegati e quadri proclamato da Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Confsal in risposta al Piano Industriale che esternalizza il lavoro, cede settori strategici della Rai, espelle lavoratori riducendo la capacità produttiva, ideativa e informativa del servizio pubblico radio televisivo, mettendo di fatto a rischio il futuro della più grande azienda culturale del Paese, che deve essere garanzia di pluralismo e democrazia. In una giornata di protesta di tutti coloro che lavorano per la Rai, anche i dirigenti devolveranno una somma a Telethon in segno di solidarietà e partecipazione.
L’Azienda risponde così:
Il comunicato dell’Azienda
Il diritto di sciopero va sempre rispettato e garantito, ma i radioascoltatori devono sapere che – in questo caso – si tratta di uno sciopero contro una Rai impegnata a risanare per la prima volta, in maniera seria e responsabile, il proprio bilancio e pertanto a difendere i posti di lavoro; contro una Rai in grado di vincere – e quest’anno con un distacco record – la competizione degli ascolti; contro una Rai capace, in pochi mesi, di moltiplicare la propria offerta passando dagli storici 3 canali analogici ai 14 digitali tutti a titolo gratuito con un grande vantaggio per i telespettatori. Rai continua a ritenere che vadano rigettate tutte le provocazioni e le strumentalizzazioni politiche e che invece la ripresa del confronto con tutte le componenti sindacali sia la maniera per poter ricercare soluzioni strutturali e governare i processi di cambiamento in atto.
Ora, devo dire che, come cittadino mi sento molto vicino alle ragioni che hanno mosso i dipendenti RAI a scioperare, d’altra parte anche la class action di Altroconsumo contro la RAI, o meglio contro questa dissennata gestione della RAI, è intesa a difendere il diritto dei cittadini a un reale servizio pubblico nel rispetto del contratto di abbonamento. Come scrivevo qualche giorno fa su Key4biz quella che si discuterà ben presto di fronte al Tribunale di Roma è una class action caratterizzata dall’elevato numero di possibili aderenti, potenzialmente tutti gli abbonati RAI, ma anche dall’obiettivo di salvaguardare un diritto civile primario dal rango costituzionale quale è quello a un’informazione libera, plurale ed obiettiva.
Interessi di parte, o meglio di una pluralità di soggetti offesi, come è normale che sia in tutte le azioni collettive, coincidono dunque in questo particolare caso anche con l’interesse generale se, come appare opportuno, si vuole ritenere ancora utile che nel nostro Paese continui a sussistere una tv di servizio pubblico, purché essa svolga adeguatamente tale importante mandato adempiendo correttamente alle obbligazioni prescritte dal contratto di servizio nonché dal contratto di abbonamento sottoscritto con ciascuno degli abbonati RAI.
A proposito, unisciti alla nostra battaglia compilando l’apposito form sul sito di Altroconsumo, siamo già oltre 8500, arriviamo a 10.000 entro la prossima settimana, più siamo meglio stiamo !

Wikileaks: Putin mette in discussione la democrazia occidentale

dicembre 9, 2010 alle 7:13 pm | Pubblicato su DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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Putin: «Arresto di Assange, e questa è democrazia?»

Sì, viene da dire da che pulpito of course … ma, in effetti, la c.d. “democrazia” antidemocratica di Putin regge bene nel nuovo scenario digitale, è quella occidentale ad essere entrare in atroce cotraddizione con l’affaire Wikileaks, lo dico per provocazione eh … ma che vergogna! in questi giorni viene da chiedersi dove sia finito l’Obama di Internet e del yes we can ?!?!?

Altra piccolissima considerazione … se qui – e facciamo gli scongiuri – le cose si mettono male da che parte sta l’Italia ? … voi avete una risposta sicura ?

Il consumatore e la crisi – Convegno di Altroconsumo

dicembre 9, 2010 alle 3:51 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | Lascia un commento
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Segnalo questo convegno http://www.altroconsumo.it/il-consumatore-e-la-crisi-s295043.htmIl consumatore e la crisi” che organizziamo venerdì 17 dicembre dalle 9.30 alle 13.00 presso la Sala Convegni di Palazzo Mezzanotte (Piazza degli Affari – Milano).

Altroconsumo organizza un momento di dibattito per capire insieme l’impatto che ha avuto la crisi sui consumatori, come questi hanno reagito, quali conseguenze ne hanno tratto per le loro scelte di vita e d’investimento, quali risposte hanno dato le istituzioni e le autorità di vigilanza.

Lo so, è un pò OT rispetto ai temi di cui si parla in questo blog, ma se siete nei paraggi e passate ci facciamo anche gli Auguri di Natale !

L’accesso è libero ma conviene confermare la partecipazione all’indirizzo pr@altroconsumo.it entro il 15/12.

Wikileaks: Stop the crackdown ! – Petizione online di Avaaz

dicembre 9, 2010 alle 1:26 am | Pubblicato su DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Petizione online di Avaaz 

To the U.S. government, and corporations linked to Wikileaks:

We call on you to stop the crackdown on WikiLeaks and its partners immediately. We urge you to respect democratic principles and laws of freedom of expression and freedom of the press. If Wikileaks and the journalists it works with have violated any laws they should be pursued in the courts with due process. They should not be subjected to an extra-judicial campaign of intimidation.

Mi sembra ragionevole, personalmente ho aderito, potete farlo anche voi qui

Forse si sta maturando finalmente la consapevolezza che Babbo Natale in effetti non esiste

Wikileaks: Arrestato Assange … ora torneranno a cercare di convincerci che Babbo Natale esiste

dicembre 7, 2010 alle 8:42 pm | Pubblicato su DIRITTO, INTERNET | 3 commenti
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La notizia di oggi è che Julian Assange è stato arrestato

Il fondatore di WikiLeaks si è presentato questa mattina alla polizia britannica, a Londra, ed è stato arrestato. Contro di lui pesa un mandato di cattura internazionale per il presunto stupro, in Svezia, di due donne. Accuse che il giornalista australiano ha sempre negato. Dopo essere interrogato dalla polizia britannica, è apparso davanti ai magistrati della corte di Westminster che decideranno sull’estradizione.

Questo il commento del nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini:

«Era ora, l’accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo» commenta il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Conversando con i cronisti alla Farnesina ha aggiunto: «Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono».

Ora, come fa notare IMHO giustamente Gilioli le dichiarazioni a caldo di Frattini sono, bene che vada, perlomeno inopportune in quanto stanno a confermare – e con enorme candore – che le vere motivazioni per la straordinaria caccia all’uomo che si è scatenata a livello globale negli ultimi giorni sono ben altre rispetto a quelle formalmente dedotte nel mandato di cattura, ovvero i presunti reati sessuali di Assange … 

Ma non è certo tutto qui, fosse solo l’enensima caduta di stile di un nostro politico nello scenario internazionale non varrebbe neanche la pena di farci sopra un post … il problema è ben altro   

Mi ritrovo molto in quanto scrive Zambardino:

Dobbiamo davvero credere alla fola dell’accusa per stupro e quindi accettare un’estradizione che alla fine porterà Assange in mano agli “intervistatori” specializzati della Cia, ai “riprogrammatori”, ai tormentatori di stato? E Wikileaks è solo una questione di pirateria o questo caso parla del nostro futuro democratico?

L’occidente avrebbe dovuto finanziare Assange, perché creasse reti simili in Russia, Cina, Iran, veri e propri nuclei di resistenza e di sovvertimento civile delle dittature sulla base delle armi di informazione di massa. Altro che imitare gli stati canaglia dove i giornalisti sono uccisi e i blogger incarcerati.

Mio figlio Luca che ha 9 anni, in seguito ad alcuni assist e mezze rivelazioni – leaks ! – dello zio Piero, ha da qualche tempo definitivamente maturato e fatto propria l’idea che Babbo Natale non esiste, ciononostante ieri ha scritto la solita letterina con richieste di regali vari !!!

Ecco, ho la netta sensazione che, allo stesso modo, dopo l’affaire Wikileaks, una volta assicurato alla giustizia “il pericoloso pirata” Assange – sebbene per motivi ultronei sui quali è lecito dubitare –  torneranno a raccontarci che sì ci sono stati forse dei disguidi ma Babbo Natale ad ogni modo esiste, è vivo e vegeto e la maggioranza della popolazione mondiale, per conformismo e mancanza di tempo per approfondire, tornerà tranquillamente a crederci o a fare finta di credere, che è molto più comodo …   

Sarebbe certo un esito molto triste di tutta questa vicenda, in realtà Internet e il digitale stanno rimettendo in discussione tutto, anche le più antiche forme e regole delle nostre Democrazie, ed è proprio per questo che i files condivisi da Wikileaks sono stati presentati da subito da parte del potere costituito come  una nuova forma di terrorismo, ancor prima di averli letti …

All’inizio del terzo millennio, di fronte ai continui sviluppi tecnologici, se non si vuole che, abbandonata a se stessa, la società dell’informazione finisca in una gigantesca implosione o sia origine di valori che contraddicono i fondamenti della civiltà umana, il diritto, nel senso più elevato del termine, dovrebbe tornare ad assumere un ruolo determinante ridefinendo i confini di libertà, responsabilità e sicurezza nel nuovo scenario. L’affaire Wikileaks ci ha fornito l’opportunità per avviare un dibattito serio sullo sviluppo di nuove forme di partecipazione democratica che trovino in una rinnovata e ormai inevitabile trasparenza il loro humus. Perdere questa occasione sarebbe triste ma, a mio avviso, anche pericoloso.

Class Action Altroconsumo contro RAI

dicembre 1, 2010 alle 5:04 pm | Pubblicato su - Class Action vs RAI, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | Lascia un commento
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E’ una bella e coraggiosa battaglia quella che Altroconsumo ha mosso contro la RAI, o meglio contro questa gestione dissennata della Rai, a presto la prima udienza, di seguito il comunicato stampa diramato oggi dall’associazione:

CLASS ACTION CONTRO RAI: MANCATO RISPETTO DEL CONTRATTO DI SERVIZIO PUBBLICO E PAGAMENTO PIATTAFORMA TIVUSAT RICHIESTO IMPROPRIAMENTE

Nel corso del 2010 la RAI è stata inadempiente agli obblighi di realizzare un’informazione obiettiva, corretta ed equilibrata, obblighi assunti attraverso il Contratto di servizio pubblico e imposti dalla disciplina sulla par condicio.

 Di fronte alla violazione da parte della RAI dei diritti e delle prerogative dei propri abbonati, Altroconsumo ha proposto dinanzi al Tribunale di Roma una class action per consentire a tutti gli abbonati che vi aderiranno di ottenere un risarcimento per la lesione del diritto, costituzionalmente garantito, a una informazione libera, plurale e obiettiva. Le adesioni sono raccolte attraverso il sito www.altroconsumo.it

 I fatti: durante la campagna elettorale che ha preceduto il voto amministrativo del 28 e 29 marzo scorso la RAI ha cancellato dal proprio palinsesto televisivo i principali programmi di informazione ed approfondimento politico, come Ballarò, Porta a Porta, Anno Zero, Ultima Parola. Questo è accaduto nonostante non vi fosse alcun obbligo di legge in tal senso e nonostante le critiche e perplessità manifestate dal mondo della politica, da quello del giornalismo, oltre che dall’opinione pubblica.

Nello stesso periodo la RAI, tradendo la propria funzione quale concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, con l’obiettivo prioritario di realizzare un’informazione imparziale ed equilibrata, ha riconosciuto ad alcuni partiti spazi enormemente superiori rispetto a quelli accordati alle altre formazioni politiche che pure hanno preso parte alla consultazione elettorale. Comportamento già accertato e sanzionato ripetutamente dall’AGCOM.

Tutti gli abbonati RAI hanno subìto la cancellazione del proprio diritto, costituzionalmente garantito, a una informazione libera e plurale in un momento particolarmente delicato della vita politica del Paese, momento nel quale il servizio pubblico radiotelevisivo costituisce – o meglio, dovrebbe costituire – il principale strumento per la formazione consapevole da parte di ciascun cittadino della propria volontà politica.

Non è tutto: negli ultimi mesi la RAI ha iniziato a distribuire la propria programmazione su una nuova piattaforma satellitare denominata TIVUSAT, mettendo a disposizione dei propri abbonati delle smart card a pagamento con costi che variano dai 12 a 21, 60 euro.

Anche in questo caso la RAI ha violato i diritti dei propri abbonati i quali, in base al Contratto di servizio, devono poter usufruire della programmazione RAI su qualsivoglia piattaforma tecnologica – satellitare, digitale terrestre, via cavo – senza alcun costo aggiuntivo rispetto a quello rappresentato dal cosiddetto canone RAI.

Altroconsumo ha chiesto che il Tribunale riconosca a ciascun abbonato che ne faccia richiesta tramite l’associazione l’importo minimo di € 500,00 a titolo di risarcimento Inoltre, per gli abbonati che hanno acquistato le cosiddette smart card TIVUSAT, Altroconsumo ha chiesto che la RAI venga condannata a restituire il prezzo indebitamente pagato dagli utenti per un servizio che quest’ultima ha l’obbligo di fornire senza addebitare agli abbonati ulteriori costi rispetto al canone.

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