Wikileaks: Arrestato Assange … ora torneranno a cercare di convincerci che Babbo Natale esiste

dicembre 7, 2010 alle 8:42 pm | Pubblicato su DIRITTO, INTERNET | 3 commenti
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La notizia di oggi è che Julian Assange è stato arrestato

Il fondatore di WikiLeaks si è presentato questa mattina alla polizia britannica, a Londra, ed è stato arrestato. Contro di lui pesa un mandato di cattura internazionale per il presunto stupro, in Svezia, di due donne. Accuse che il giornalista australiano ha sempre negato. Dopo essere interrogato dalla polizia britannica, è apparso davanti ai magistrati della corte di Westminster che decideranno sull’estradizione.

Questo il commento del nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini:

«Era ora, l’accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo» commenta il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Conversando con i cronisti alla Farnesina ha aggiunto: «Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono».

Ora, come fa notare IMHO giustamente Gilioli le dichiarazioni a caldo di Frattini sono, bene che vada, perlomeno inopportune in quanto stanno a confermare – e con enorme candore – che le vere motivazioni per la straordinaria caccia all’uomo che si è scatenata a livello globale negli ultimi giorni sono ben altre rispetto a quelle formalmente dedotte nel mandato di cattura, ovvero i presunti reati sessuali di Assange … 

Ma non è certo tutto qui, fosse solo l’enensima caduta di stile di un nostro politico nello scenario internazionale non varrebbe neanche la pena di farci sopra un post … il problema è ben altro   

Mi ritrovo molto in quanto scrive Zambardino:

Dobbiamo davvero credere alla fola dell’accusa per stupro e quindi accettare un’estradizione che alla fine porterà Assange in mano agli “intervistatori” specializzati della Cia, ai “riprogrammatori”, ai tormentatori di stato? E Wikileaks è solo una questione di pirateria o questo caso parla del nostro futuro democratico?

L’occidente avrebbe dovuto finanziare Assange, perché creasse reti simili in Russia, Cina, Iran, veri e propri nuclei di resistenza e di sovvertimento civile delle dittature sulla base delle armi di informazione di massa. Altro che imitare gli stati canaglia dove i giornalisti sono uccisi e i blogger incarcerati.

Mio figlio Luca che ha 9 anni, in seguito ad alcuni assist e mezze rivelazioni – leaks ! – dello zio Piero, ha da qualche tempo definitivamente maturato e fatto propria l’idea che Babbo Natale non esiste, ciononostante ieri ha scritto la solita letterina con richieste di regali vari !!!

Ecco, ho la netta sensazione che, allo stesso modo, dopo l’affaire Wikileaks, una volta assicurato alla giustizia “il pericoloso pirata” Assange – sebbene per motivi ultronei sui quali è lecito dubitare –  torneranno a raccontarci che sì ci sono stati forse dei disguidi ma Babbo Natale ad ogni modo esiste, è vivo e vegeto e la maggioranza della popolazione mondiale, per conformismo e mancanza di tempo per approfondire, tornerà tranquillamente a crederci o a fare finta di credere, che è molto più comodo …   

Sarebbe certo un esito molto triste di tutta questa vicenda, in realtà Internet e il digitale stanno rimettendo in discussione tutto, anche le più antiche forme e regole delle nostre Democrazie, ed è proprio per questo che i files condivisi da Wikileaks sono stati presentati da subito da parte del potere costituito come  una nuova forma di terrorismo, ancor prima di averli letti …

All’inizio del terzo millennio, di fronte ai continui sviluppi tecnologici, se non si vuole che, abbandonata a se stessa, la società dell’informazione finisca in una gigantesca implosione o sia origine di valori che contraddicono i fondamenti della civiltà umana, il diritto, nel senso più elevato del termine, dovrebbe tornare ad assumere un ruolo determinante ridefinendo i confini di libertà, responsabilità e sicurezza nel nuovo scenario. L’affaire Wikileaks ci ha fornito l’opportunità per avviare un dibattito serio sullo sviluppo di nuove forme di partecipazione democratica che trovino in una rinnovata e ormai inevitabile trasparenza il loro humus. Perdere questa occasione sarebbe triste ma, a mio avviso, anche pericoloso.

3 commenti »

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  1. l’intervento del Fratt e’ davvero “curioso” … in linea con la saggezza di quello della Clinton di qualche giorno fa “wikileaks dimostra che le telecomunicazioni non sono sicure al 100%”

  2. […] Forse si sta maturando finalmente la consapevolezza che Babbo Natale in effetti non esiste […]

  3. Comunque Wikileaks è davvero terrorista, nel senso che questi sono davvero terrorizzati…

    Per l’esito finale, a lungo termine (20 – 30 anni) io la vedo cupa: ci sarà qualche vittoria parziale e molte altre battaglie, ma quando al potere politico salirà un’intera classe di gente che “capisce internet” (e ci vorranno appunto 20 30 anni in Italia, forse meno altrove dove i politici sono mediamente più giovani) troveranno il modo di irreggimentare il tutto.


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