Video della Gabanelli rimosso da Facebook, perchè ?

giugno 16, 2010 alle 12:07 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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A quanto pare Facebook avrebbe eliminato dalle bacheche di coloro che lo hanno condiviso qualche giorno fa il video che vedete qui sopra che riprende l’appello lanciato dalla Gabanelli a Report contro il ddl intercettazioni.

Ho letto la notizia qui sul blog Spiriti Liberali ma poi me lo hanno confermato in molti altri utenti di Facebook. Nel frattempo anch’io l’ho condiviso di nuovo con il mio account su Facebook, così vediamo se lo eliminano anche a me.

Qualche giorno fa nel commentare la bozza di Codice di autodisciplina di Internet Romani/Marioni ricordavo, citando in questo Marco Scialdone, come Facebook abbia già oggi nelle sue condizioni generali clausole che gli consentono di rimuovere un contenuto immesso/pubblicato da un utente qualora lo ritenga lesivo di diritti di terzi o di norme imperative di legge.  Ed è probabilmente proprio sulla base dell’art 5 delle sue condizioni che Facebook ritiene di aver potuto eliminare, senza colpo ferire, dalle bacheche dei suoi utenti il video di cui sopra.

5.    Protezione dei diritti di terzi
Facebook rispetta i diritti di terzi e si aspetta che l’utente faccia lo stesso.
1.    È vietato pubblicare o eseguire azioni su Facebook che violino i diritti di terzi o violino in altro modo la legge.
2.    Ci riserviamo il diritto di rimuovere tutti i contenuti pubblicati su Facebook, nei casi in cui si ritenga che violino la presente Dichiarazione.
3.    Facebook fornirà gli strumenti necessari alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale dell’utente. Per ulteriori informazioni, visitare la pagina Come segnalare una violazione della proprietà intellettuale.
4.    Se abbiamo eliminato dei contenuti perché considerati in violazione dei diritti intellettuali di terzi, e l’utente che li ha pubblicati ritiene che ci sia stato un errore, ha la possibilità di presentare ricorso.
5.    Se l’utente viola ripetutamente i diritti di proprietà intellettuale di terzi, Facebook disabiliterà il suo account nei casi in cui lo riterrà opportuno.
6.    È vietato l’uso dei nostri copyright o marchi registrati (inclusi Facebook, il logo Facebook ed F, FB, Face, Poke, Wall e 32665), o di simboli simili che possono indurre a confondersi, senza il nostro previo consenso scritto.
7.    Se l’utente raccoglie informazioni da altri utenti, si impegna a: ottenere la loro autorizzazione, specificare di essere lui/lei (e non Facebook) a raccogliere le informazioni, e pubblicare una sua normativa sulla privacy che spieghi quali informazioni raccoglie e come le utilizza.
8.    È vietato pubblicare documenti di identità o informazioni finanziarie sensibili su Facebook.
9.    È vietato taggare o inviare inviti via e-mail a persone che non sono utenti di Facebook senza il loro consenso.

Ora, non oso immaginare che qualcuno abbia potuto anche lontanamente ipotizzare che il video nel caso di specie fosse diffamatorio, questo è da escludere non ha alcuna base giuridica ma prima che giuridica logica e quindi se anche fosse arrivata una tale segnalazione a Facebook, Mr Facebook l’avrebbe dovuta semplicemente cestinare. Volendo quindi ipotizzare che siano arrivate a Facebook segnalazioni relative al fatto che il video ledesse il copyright di qualcuno (RAI), resta che non risulta che Facebook abbia in alcun modo inviato agli utenti che avevano immesso il video nella loro bacheca una notifica circa la rimozione per permettere loro eventualmente di contronotificare, come dovrebbe essere e come anche Facebook stesso dichiara di fare. peraltro il video rimane invece tranquillamente online su Youtube.

Con la rivoluzione del web 2.0 alcune piattaforme di user generated contents come Facebook stanno perdendo la loro caratteristica neutralità tecnologica a mio avviso interpretando il loro ruolo in maniera estensiva e sconfinando quasi a divenire veri e propri editori. Ok, però con questo devono prendersi anche le relative responsabilità, ritengo che Facebook dovrebbe decidere cosa vuole fare da grande, pretendere di mantenere le garanzie dei provider insieme alle prerogative degli editori è insostenibile … e per di più con gli user generated contents, mah. E’ evidente a tutti che sono e saranno sempre di più gli utenti i veri protagonisti della Rete, i loro contenuti generano valore e, dunque, la tutela del consumatore deve essere intesa come difesa non solo dei suoi interessi economici, ma anche delle sue libertà, così come dell’affermazione del suo ruolo attivo all’interno della società.

Se qualcuno, che in Italia può parlare a nome di Facebook, passasse di qui e ci chiarisse come sono andate le cose ci farebbe un grandissimo piacere, comprendiamo l’inglese, se i chiarimenti arrivassero da oltreoceano andrebbero bene comunque grazie …

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