Suvvia Angelino, i ricorsi al giudice di pace non viaggiano affatto sul web ma con la solita raccomandata !

maggio 10, 2010 alle 1:06 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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Diciamolo subito e chiaramente, questo a scanso di equivoci, a me il Ministro Alfano sta simpatico! per carità un pò meno alcuni suoi disegni di legge , ma lui è giovane, dinamico, pimpante, insomma che vogliamo di più da un ministro della Giustizia?

Magari che non si pubblichino sul Quotidiano Telematico del Ministero notizie come questa  Giudici di pace: i ricorsi viaggiano sul web dal titolo talmente ingannevole che se fosse inerente una pratica commerciale bisognerebbe subito segnalarlo all’Antitrust. A volte, però, si sa i titolisti esagerano un pochino, eh sì ma nelle tre righe successive non si intende proprio lasciare alcun dubbio al lettore.

Basta code agli sportelli, tempi lunghi e difficoltà di accesso al servizio giustizia. Le possibilità di ricorrere online al giudice di pace raddoppiano: dopo l’opposizione alle sanzioni amministrative, da oggi il cittadino può proporre ricorsi via internet anche contro i decreti ingiuntivi.

Provate allora a clickare sull’apposito link della notizia ricorrere online al giudice di pace e non abbiate timore se sul vostro browser appare un alert, il certificato di sicurezza di giustizia.it è scaduto il 1 aprile, e vabbè cose che capitano, una svista, non perdiamoci in quisquilie, pinizillacchere. Se senza timore procedete approdate alla pagina dedicata del servizio ed ecco in cosa vi imbattetete dopo poche righe:

ATTENZIONE: una volta compilato e stampato il ricorso e la nota di iscrizione a ruolo completa di codice a barre, è necessario  spedirlo tramite raccomandata A/R o  presentarlo personalmente all’ufficio del giudice di pace competente, nei termini di legge, completo degli allegati elencati in calce alla nota d’iscrizione. Presso gli uffici del giudice di pace che hanno attivato il servizio è prevista una “corsia preferenziale” per chi si presenta allo sportello per iscrivere a ruolo fascicoli contenenti la nota d’iscrizione redatta col metodo del codice a barre.

Sì avete capito bene i ricorsi al Giudice di Pace non viaggiano affatto sul web ma con la solita raccomandata ! 

Della cosa si è già occupato Pino Bruno sul suo blog e il solito Guido che aggiunge

Il servizio è stato lanciato nei giorni scorsi ovvero in straordinaria concomitanza con un altro roboante annuncio innovativo: quello del Ministro Brunetta relativo alla PEC – o meglio CEC PAC – che questi ha iniziato a REGALARE gratis a tutti gli italiani.

Non serve ricordare che Brunetta ha più volte detto che la CEC PAC dovrebbe servire a eliminare l’esigenza di ricorrere alle raccomandate tra PA e cittadini.

Se non mi sono perso un pezzo dello Stato per strada, i Giudici di Pace dipendono dal Ministero della Giustizia e, dunque, da un’amministrazione dello Stato.

Brunetta avrà informato il collega Alfano della sua piccola grande rivoluzione e, magari, gli avrà ricordato che, peraltro, tutti gli avvocati italiani sono stati “CORTESEMENTE OBBLIGATI EX LEGE” a dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata (questo a pagamento e diverso dalla CEC PAC)?

Delle due l’una: o tra i due c’è un difetto di comunicazione e la questione non può che preoccuparci o, peggio, il Ministro Alfano è uno dei tanti italiani – circostanza questa per la quale mi sentirei di indirizzargli la mia personale solidarietà – che non crede affatto nella PEC di Stato!

Non mi sembra, infatti, ci sia nessuna diversa spiegazione per giustificare la ragione per la quale nelle comunicazioni con il Giudice di Pace non si potrebbe usare la CEC PAC né la PEC ma bisognerebbe continuare ad usare le vecchie e care raccomandate.

A ben vedere, però, una spiegazione c’é: per promuovere un procedimento serve almeno una firma dell’istante e, talvolta, più d’una (magari anche quella dell’avvocato) e, nonostante gli sforzi del Ministro Brunetta,  con la CEC PAC e con la PEC non si firma proprio nulla!

Certo, con tutti i suoi difetti e i liniti rimane in qualche modo apprezzabile (l’ho detto che Alfano mi sta simpatico😉 )quello che è possibile fare su questo sito, ne parlavo oggi con alcuni amici nella ml del Circolo dei Giuristi Telematici, questo vale soprattutto per gli avvocati che possono seguire la pratica rimanendo in studio, un pò meno per gli utenti ma, se vogliamo, anche questi ultimi possono in teoria controllare online che i loro avvocato provveda nei termini alle incombenze del procedimento.

Però, suvvia Angelino diciamolo chiaramente, altro che i ricorsi viaggiano sul web, è una bufala ! e poi tutto questo annuncio in pompa magna … mi sembra un pochino fuori luogo, dati i noti casini della pec e la sciatteria a non rinnovare il certificato di sicurezza, per non considerare che peraltro anche circa le limitate utilità che è in grado di fornire il sito, bisognerà vedere se effettivamente le cancellerie dei giudici di pace in giro per l’Italia avranno personale e strumenti informatici adeguati per aggiornare effettivamente i fascicoli sul sistema online …

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