Caso Vividown: condannati tre dirigenti di Google !!! – La Rete non deve diventare una televisione, parliamone please…

febbraio 24, 2010 alle 10:50 am | Pubblicato su - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, DIRITTO, INTERNET | 10 commenti
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leggo sul Corriere.it :

Il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione. Un quarto dirigente che era imputato è stato assolto.

Questo uno dei primi commenti del procuratore aggiunto Alfredo Robledo:

«Finalmente -aggiunge il magistrato- si è detta una parola chiara. Al centro di questo procedimento era la tutela della persona attraverso, appunto, la tutela della privacy. Il resto è un fatto fenomenico. Sono certo che questa sentenza uscirá dall’aula del tribunale di Milano e farà finalmente discutere su un tema che è fondamentale».

E certo che questa sentenza farà discutere, non so se ne siamo tutti coscienti ma siamo a un punto di svolta per il futuro di Internet nel nostro Paese. Bisognerà leggere le motivazioni certo, ma l’impressione è che stia crollando di fatto la tenuta della direttiva 200/31/CE sul commercio elettronico e si rischia di introdurre per via giudiziaria una sorta di responsabilità oggettiva degli intermediari della Rete.

La Rete diventerà come la tv ? questo è quello che molti vorrebbero … a mio avviso ci perderemmo tutti, Internet non può, non deve diventare una televisione per le ragioni che avevo espresso nel video che potete vedere qui qualche tempo fa http://www.youtube.com/watch?v=qdOjKQkJV8k

un piccolo approfondimento qui sopra

10 commenti »

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  1. IMHO non e’ questo il punto.
    Non c’entra la TV ma la legge sulla privacy.
    http://is.gd/944et

    • concordo

      • Rimango in cordiale diasaccordo con voi … l’aspetto privacy è ovviamente un aspetto tecnico/giuridico importantissimo sul quale attenderei le motivazioni della sentanza prima di giudicare.
        Rimane l’aspetto macro, sul quale ho espresso la mia opinione, anche considerato che lo stesso pm ha detto che si tratta di una sentenza che farà discutere !

      • fermo che bisogna comunque aspettare le motivazioni (anche per conoscere i fatti contestati: fino ad ora, grazie al fatto che il processo si è svolto a porte chiuse – su richiesta di Google – non si è saputo nulla) ho qualche dubbio che a google video sia pacificamente riconoscibile lo status di hosting provider.
        Goggle Video è
        – sia titolare di tutti i diritti di utilizzazione economica dei contenutu caricati dagli utenti
        – sia promotore di detti contenuti (Con classifiche, evidenziazione dei più richiesti, suggerimenti per la ricerca ..)
        Un po’ come un editore. Non so se basti a farlo uscire dall’esenzioane ma non è del tutto ‘neutro’
        Poi in punto di privacy, il fatto che la nostra legge sulla privac sia impostata in un’ottica esclusivamente proprietaria e che vede come eccezione (da provare rigorosamente: per i dati sensibili consensoscritto oltre a provvedimento del garante …) è un problema forse più grosso perchè è indipendente dal ‘media’ …
        ciao

  2. Se la sentenza sarà confermata YouTube e tutti i servizi simili non potranno che abbandonare l’Italia. Nessun dirigente vorrà prendersi il rischio di una causa simile e la verifica preventiva di tutto ciò che viene pubblicato è finanziariamente insostenibile.

    Il problema però non è solo per i video, cosa cambia se pubblico il resoconto dello stesso fatto, con nome e cognome della vittima, su un blog ? Non si tratta anche in questo caso di violazione della privacy ? La piattaforma di pubblicazione (Blogger, Slpinder, …) è responsabile ?

  3. Il discorso è a monte di tutto: l’utenza che utilizza e accede al web dovrebbe usare la testa e ragionare prima di fare certe azioni…sia nel web che fuori dal web.

    Non è l’intermediario il responsabile di ciò che fa l’utente…una volta che chi gestisce la piattaforma rimuove il contenuto, l’unica cosa che si può fare dopo è tentare di ostacolarne il caricamento ma è praticamente impossibile…

    In questa sentenza si aprono pericolosamente le porte ad ACTA e alle leggi che consentono l’intercettazione e il controllo della rete.

    Google?Facebook?Twitter?Youtube? Qualunque sia il posto, è l’utente il solo responsabile perchè allora dovremmo accusare chi fabbrica coltelli, auto, attrezzi e quant’altro di produrre armi per commettere omicidi e chi lì vende di fornire questi strumenti agli assassini.

    L’aspetto che va sottolineato è la scarsa conoscenza tecnica della rete in Italia, sia dalla parte politica che da quella giurisdizionale e anche dell’utenza. Aprendo così a queste sentenze pericolose.

    Sì, sono d’accordo con Google: qui in Italia il web è in serio pericolo perchè NE dal governo, NE da nessuna istituzione, c’è la volontà di promuovere lo sviluppo della rete sia per diffondere la cultura, sia per i mercati digitali ma l’unica cosa che si sta facendo è imbavagliare internet e ucciderlo.

  4. Pisapia, avvocato di Google: Lo afferma Giuliano Pisapia, il legale che, con Giuseppe Bana, ha difeso gli imputati a giudizio
    Per l’avvocato importante e’ che non sia passato i principio che pretendeva “l’obbligo giuridico di un controllo preventivo di cosa viene immesso in rete”. Il Tribunale di Milano, infatti ha assolto tutti gli imputati dal reato di diffamazione.
    http://is.gd/96s31

  5. […] mio precedente post avevo scritto che  Bisognerà leggere le motivazioni certo, ma l’impressione è che stia crollando di fatto la […]


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