A chi si rivolgeva Eric Schmidt?

dicembre 13, 2009 alle 10:43 am | Pubblicato su - Quello strano retrogusto, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commento
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“If you have something that you don’t want anyone to know, maybe you shouldn’t be doing it in the first place …” Se c’è qualcosa su di te che non vuoi venga a sapere nessuno, forse in primo luogo non avresti dovuto farlo …

Che c’è di male in una frase del genere?  Direi più o meno nulla … ma non finisce qui

“… If you really need that kind of privacy, the reality is that search engines – including Google – do retain this information for some time …” Se proprio hai bisogno di tale privacy, la realtà è che i motori di ricerca – incluso Google – mantengono queste informazioni per un certo tempo …

Qui già andiamo su qualcosa di più discutibile, la questione non dovrebbe essere messa sul piano individuale, ovvero se hai proprio bisogno di questo livello di privacy e su quello valoriale e cioè se non fai nulla di male non dovresti avere questa esigenza … ma su quello dell’interesse generale, ovvero un adeguato livello di tutela della privacy, anche in Rete, è una garanzia di libertà per tutti dal rischio che la raccolta di questi dati possano diventare una forma di controllo soprattutto se aggragati nelle mani di un solo (o pochi) soggetto/i. Tuttavia anche su questo punto delle dichiarazioni che vedete nel video sopra francamente non c’è, di per sè, da scandalizzarsi, sono considerazioni abbastanza comuni, non condivisibili, ma le puoi tranquillamente sentire al bar … quello che segue relativo al Patriot Act forse ci porta fuori strada e lo tralascerei per il momento “and it’s important, for example, that we are all subject in the United States to the Patriot Act and it is possible that all that information could be made available to the authorities.”

Qual’è il problema dunque ? Il fatto è che queste cose le ha dette Eric Schmidt, CEO di Google. Questo sì che fa la differenza, eccome … Google infatti gestisce e controlla un’enormità di dati in Rete e buona parte del suo business si basa proprio su questo, sto leggendo i post di Quintarelli e De Biase in merito con molte interessanti considerazioni. Quello che mi chiedo più semplicemente io è perchè Eric Schmidt abbia fatto queste dichiarazioni? perchè ora ? a che scopo ?

Vedo due possibilità:

a – leggerezza – ovvero ha detto quello che gli passava per la testa senza considerare le ripercussioni che poteva avere visto che è il capo di Google e la grossa attenzione che c’è attualmente su big G in tema di privacy online  – lo escluderei, ma se fosse così auspicherei e mi attenderei entro breve una comunicazione ufficiale da parte di Google a chiarire al mondo intero la sua visione sulla privacy

b – lo ha detto a proposito – propenderei per questa seconda ipotesi – il CEO di Google non può, infatti, permettersi di trattare con leggerezza questo tema senza considerare quante ripercussioni può avere in giro per il mondo – e allora, a chi voleva mandare un messaggio? Voleva far capire che il motto don’t be evil è ormai definitivamente roba del passato e che Google, attaccato su vari fronti, potrebbe cominciare a mostrare i muscoli anche utilizzando tutte le (enormi) risorse a sua disposizione? Spero di no …

Certo che a quelli – come me – che, pur riconoscendo a Google di aver portato incredibile innovazione in Internet e trasferito valore agli utenti continuano ad avere “quello strano retrogusto” (Vedi anche questo post successivo) le parole di Schmidt non hanno fatto che intensificare tale fastidiosa sensazione …

1 commento »

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  1. […] sorpreso, la diplomazia non è probabilmente un plus per il CEO di Google, già qualche mese fa avevo avuto modo di commentare un’altra dichiarazione di Schmidt che aveva fatto parecchio discutere e che, rispetto a quella rilasciata ora al Financial Times sul […]


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