DRM, copia privata e equo compenso: posso fa ‘na domanda avvocà ?

settembre 19, 2009 alle 1:46 am | Pubblicato su - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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C’è chi dice che, alla luce del combinato disposto degli articoli 71-sexies e 102-quater della legge sul diritto d’autore, la recente  sentenza del Tribunale di Milano non farebbe una grinza. Mah, lascio molto volentieri a chi intenda trastullarsi con la materia tale esercizio ermeneutico, attenzione però che se si insiste il gesto può diventare onanistico.  

In realtà la vera natura del combinato disposto dei suddetti articoli viene IMHO magistralmente sintetizzata, mutatis mutandis, nella domanda che nel video che vedete qui sopra, il cliente Proietti pone in fine all’avv. Proietti: “ferma un pò, posso fa ‘na domanda avvocà …”

Ma non è tutto qui purtroppo, il combinato disposto in realtà è un triangolo delle Bermuda, esiste infatti anche l’articolo 71 septies quello che riconosce agli aventi diritto, autori e produttori di fonogrammi, nonché produttori originari di opere audiovisive etc etc il cosiddetto equo !!!! compenso, ovvero un balzello su ogni supporto (come CD, DVD etc …)  teoricamente utilizzabile per registrare una copia privata di un’opera protetta da diritto d’autore, poi se ci registri le tue foto del mare chissenefrega: paghi lo stesso !

Ora, cercando di tirare le fila di questo post – me ne rendo conto – un pò caotico, ritengo che alla luce della sentenza del Tribunale di Milano ogni residua legittimazione al già odioso e rozzo – in quanto basato su una presunzione – “equo compenso” dovrebbe cadere. Se, infatti, i Giudici hanno considerato lecito che, in presenza di misure tecniche di protezione il diritto alla copia privata in capo all’utente venga sostanzialmente meno qualcuno ci deve venire a spiegare a questo punto per quale motivo anche l’equo compenso non dovrebbe andarsi a fare benedire visto che è legato da un rapporto, come dire, sinallagmatico con il possibile esercizio della copia privata.

In conclusione, se qualche settimana fa rivolgendomi ai membri della Commissione ad hoc sull’equo compenso presso il Ministero dei Beni Culturali, dicevo: un no secco all’aumento delle tariffe per l’equo compenso su cd e dvd vergini e un no ancora più secco all’allargamento dell’equo compenso anche ai telefoni cellulari o altri supporti tecnologici, (come richiede invece SIAE), oggi, dopo la sentenza di Milano non si può che chiedere di eliminare completamente l’equo compenso.

1 commento »

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  1. […] Sull’assurdità del meccanismo dell’equo compenso, sul fatto che, a discapito della definizione, sia uno strumento iniquo oltre che rozzo e ormai obsoleto nell’ambito del mercato digitale,  mi sono già soffermato qui e qui […]


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