Chi t’ha dato la licenza ?

settembre 9, 2009 alle 8:11 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 4 commenti
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musica onlineAlessandro su repubblica.it ci racconta di come a solo un mese dal suo lancio il sito di streaming musicale di Telecom Italia Next Music  abbia chiuso improvvisamente i battenti probabilmente per un problema di carenza di diritti sui titoli messi a disposizione degli utenti.

Nel caso specifico ovviamente bisognerà fare maggiore chiarezza su come siano effettivamente andate le cose prima di poter esprimere un parere definitivo ma, più in generale, circa la difficoltà di avviare nel nostro Paese servizi innovativi di questo tipo o, a maggior ragione, che comprendano il vero e proprio download, non posso che concordare con Guido che, ricordando anche il caso Spotify, leggere qui per deprimersi, parla per l’appunto della sensazione di essere Figli di un Paese minore

Quale che siano le ragioni all’origine della storia è difficile accettare l’idea che nel nostro Paese le dinamiche di circolazione dei diritti d’autore in ambito telematico abbiano raggiunto un livello di complessità tale da indurre o, comunque, far ritrovare un gigante come Telecom a comportarsi da pirata nel senso deteriore del termine. E’ una conclusione sulla quale credo sia urgente una riflessione multistakeholders e al riparo dai soliti estremismi che, sin qui, hanno caratterizzato ogni discussione sul rapporto tra contenuti audiovisivi e web.

Aggiungo solo questo per ora: sono di ritorno da una riunione presso la Commissione europea dedicata proprio alla deleteria complessità del sistema di licenze per la distribuzione online della musica, ebbene durante la riunione, per altri aspetti purtroppo ancora interlocutoria e non certo risolutiva delle tante questioni aperte, mi ha colpito una dichiarazione molto netta che suonava più o meno così: “Piracy is indeed a problem but I think and we have to admit that for a large part piracy came from the too much complex and bureaucratic system of licensing that undermined until now the legal distribution of music online” – per i non anglofoni e in maiuscolo: LA PIRATERIA E’ IN EFFETTI UN PROBLEMA MA RITENGO E DOBBIAMO AMMETTERE CHE PER LARGA PARTE LA PIRATERIA E’ DERIVATA DAL SISTEMA TROPPO COMPLESSO E BUROCRATICO DI LICENZE CHE HA INFICIATO FINORA LA DISTRIBUZIONE LEGALE DELLA MUSICA ONLINE.

La notizia è che questa frase non l’ho detta io, nè un altro rappresentante dei consumatori ma un alto rappresentante di una major discografica !!!! Forse che la riflessione multistakeholders auspicata da Guido stia prendendo le prime mosse ? … Perlomeno in Europa

4 commenti »

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  1. no no Pierani…
    la pirateria è la conseguenza dei prezzi altissimi dei CD e della musica in generale…!
    Fin quando non la si smetterà di prendere per i fondelli l’utente con fandonie inventate da SIAE et similia, l’utente si rivolgerà sempre al lato pirata della forza.
    Comprare un CD vergine per pagarci su una microtassa alla SIAE, e questo è solo un esempio, non è il massimo della vita!

    • mi sembra che quanto dici sia in linea con il mio ragionamento, l’aspetto licenze non adatte al mondo Internet non è che un altro tassello del quadro che dipingi, ciao !

      • risalve Pierani,
        mi ritrovo a commentare sul tuo blog, francamente non mi sarei aspettato una risposta da parte tua.
        Il tuo post è molto interessante e a questo punto mi tocca rispondere in maniera più seria.

        I problemi legati alle licenze sono serissimi e ciò implica discussioni davvero serie da parte dei capoccia, sia delle major che di coloro che dovrebbero garantire l’equa distribuzione del ricavato ai vari artisti. L’adozione delle CC è stata discussa in un tempo non molto lontano da parte della SIAE, ma purtroppo una proposta definitiva ad oggi non è stata ancora messa giù. Il problema che poni non è solo a fronte della stessa “pirateria musicale”, ma di tutto ciò che internet offre gratuitamente, ad esempio YouTube con tanto di video ecc ecc. Delle volte il pensiero che sfiora la mia “labile” mente mi pone il problema sotto una luce stranissima, ovvero:
        che non si vogliano aggiornare le licenze in modo da cogliere in flagranza di reato più utenti possibili?
        Non è nuova infatti la storia che delle major, attraverso l’uso indiscriminato di mezzi anche illegali, facciano causa a dei semplicissimi utenti di fascia medio bassa per l’aver “scaricato” qualche brano musicale. Nessuno però alla fine conosce quello che combinano “enti” come la SIAE alle spalle di un utente medio, addirittura proponendo agli ISP un pagamento forfettario di una tassa a fronte di una eventuale “illegalità” anche solo supposta. Un pò come quanto asserito nel precedente reply, ovvero il pagamento di una percentuale sul CD vergine acquistato per la sola supposizione che venga usato per masterizzare musica scaricata.
        Cosa succede quando acquisti un CD/DVD direttamente all’estero, quindi senza bollino SIAE?…
        E potrei andare avanti all’infinito, ma mi fermo qui.
        In fin dei conti per l’onorevole Carlucci siamo tutti pirati, per Alfano, facciamo tutti editoria, per il governo siamo tutti comunisti…

  2. C’e’ anche un altro punto di riflessione: perche’ Telecom Italia, un operatore di telecomunicazioni, vuole vendere (o fornire gratis) una applicazione ?

    Una delle filosofie in rete che i telecom debbano fare trasporto di bit e altri soggetti fornire servizi. Se cosi’ fosse possiamo star certi che le major si premurerebbero di far soldi con la rete, non di ostacolarne lo sviluppo.

    Telecom Italia (e altri telecom naturalmente) semplicemente “invadono” un mercato, e i player di questo mercato si difendono … utilizzando tutte le armi a loro disposizione.


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