Ma dove sono questi decoder Tivù Sat ?

agosto 6, 2009 alle 6:16 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 6 commenti
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mauro%20masiMauro Masi, Direttore Generale RAI ha dichiarato oggi ”Sulla piattaforma satellitare a pagamento (Sky) saranno per ora visibili almeno Raiuno, Raidue e Raitre salvo il criptaggio che si rende necessario per quei programmi di cui Rai non detiene i diritti internazionali’”.

In realtà, come evidenziato nell’esposto di Altroconsumo del 10 luglio scorso molti dei programmi criptati sono prodotti da RAI (abbiamo documentato anche oscuramenti di telegiornali!) e non possono essere quindi interessati da limitazioni territoriali dei diritti di trasmissione tali da giustificarne il criptaggio per impedirne la visione al di fuori del territorio nazionale.

In realtà, come ci spiega con la sua consueta genuina verve romanesca Giorgio la Rai sta portando avanti una chiara politica di progressivo spegnimento del segnale dalla piattaforma Sky. Giorgio aggiunge un altro elemento importante: “sti decoder Tivù Sat nun se trovano proprio”.  

Concordo in pieno con la sua conclusione: “La Rai quindi se ne va da Sky senza aver prima consentito al consumatore – abbonato – utente cittadino, di dotarsi del necessario per continuare la visione dei suoi canali. Risultato? Chi non ha la possibilità di ricevere il segnale in Dtt, semplicemente non vedrà le trasmissioni Rai criptate via Nagra. Senza alternative”.

Ora, passiamo da Roma un pò più a nord: Falcade, provincia di Belluno, ridente cittadina di monatagna. Ricevo dal Sindaco una delibera del Consiglio Comunale del 26 luglio 2009 che applellandosi a governo, parlamento etc etc chiede “che vengano abrogate le norme che impongono il pagamento del canone Rai e se questo non è possibile che si esenti dal pagamento chi, causa deficit strutturale, non riceva adeguatamente il segnale radio televisivo”.

Nelle premesse della Delibera si legge tra le altre cose che “il Comune di Falcade finanzia ogni anno, con i soldi del cittadino, la garanzia del segnale radio televisivo per tutto il territorio comunale e che senza questa garanzia il cittadino avrebbe inutilmente acquistato il televisore, di fatto rendendo il cittadino di Falcade non eguale ad altri che possono ricevere il segnale grazie ad interventi dell’azienda produttrice del servizio”.

Come dare torto ai cittadini di Falcade ?

Dichiara sempre oggi Masi a proposito della chiusura delle trattative con Sky: ”Il risultato finale del mancato rinnovo e’ comunque a vantaggio degli utenti. Tutti i canali Rai saranno visibili integralmente e gratuitamente tramite il digitale terrestre ed il satellitare Tivusat: si tratta di Raiuno, Raidue, Raitre, Rai4, RaiNews24, Rai Sport+, RaiStoria, RaiGulp, RaiSatYoYO, RaiSat Extra, RaiSat Cinema, RaiSat Premium. Si tratta della piu’ ampia e completa offerta gratuita in Europa da parte di una azienda di servizio pubblico”.

Mah … la RAI smetta di oscurare abusivamente trasmissioni pagate da noi cittadini con il canone, garantisca tramite i suoi partners commerciali che siano almeno adegutamente distribuiti nei punti vendita i decoder tivù sat, così vediamo anche di che roba si tratta, ma prima cosa: porti una vagonata di decoder ai cittadini di Falcade aggratis, tanto per parlare un linguaggio più direttamente comprensibile in Viale Mazzini …

Raiset vs Sky: il silenzio dell’Agcom è ormai assordante

agosto 5, 2009 alle 4:59 pm | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 4 commenti
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agcom Altroconsumo fa qui il punto della situazione sulla vicenda che vede contrapposte Rai (partner di Mediaset nel lancio della nuova piattaforma Tivù Sat) da una parte e Sky dall’altra.

La questione è complicata ma in ballo ci sono interessi primari quali la pluralità dell’informazione, ieri non avevo quindi esitato a mostrare il mio apprezzamento per la mossa del Presidente della Repubblica che si era fatto parte attiva, apprendo ora che anche il Presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli ha chiesto alle parti di riaprire la trattativa.

A questo punto però il silenzio dell’AGCOM sta diventando assordante. In ambito ministeriale per risolvere la questione si starebbe addirittura valutando di modificare il Contratto di Servizio Rai, in particolare quell’articolo  26 che prevede che i canali del servizio pubblico debbano essere presenti su tutte le piattaforme distributive. Noi ci opponiamo strenuamente a quest’ipotesi che rischierebbe di significare il definitivo smantellamento del servizio pubblico.

Una cosa è certa, rebus sic stantibus il Contratto di Servizio è in vigore e impegna la RAI nei confronti di tutti i cittadini fino alla fine dell’anno, l’AGCOM deve quindi rispondere a seguito del nostro esposto circa i comportmanenti lesivi messi in atto da Rai con gli oscuramenti continui sul satellite, al contrario ove consentise un procrastinarsi della palese violazione dei nostri diritti verrebbe a porsi in discussione l’efficacia dell’esercizio delle prerogative stesse dell’Autorità.

PS: dimenticavo, ci sarebbe un’altra quisquilia sulla quale attendiamo che l’AGCOM dia segni di vita, ovvero lo sforamento del limite del 20% del SIC da parte di R.T.I. (Mediaset) imposto dalla legge per quanto riguarda il numero complessivo di programmi nazionali editi e diffusi su frequenze terrestri (in tecnica analogica e/o digitale) da ogni singolo operatore tv. Per chi ne volesse sapere di più qui il nostro esposto, l’Autorità si era impegnata a chiudere il procedimento improrogabilmente entro il 16 luglio, i tempi sono ampiamente scaduti: Calabrò se ci sei batti un colpo !

Cellulari, portabilità e credito residuo: evviva evviva ! … evviva ?

agosto 5, 2009 alle 2:23 pm | Pubblicato su - Portabilità, CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 2 commenti
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calabròDalla prossima settimana tutti gli operatori di telefonia mobile dovrebbero finalmente mettersi in regola per quanto concerne la portabilità del credito residuo, lo conferma l’AGCOM. Sui tempi necessari al trasferimento da un operatore all’altro, invece, una Sentenza del TAR Lazio di giugno che ha annullato la procedura di passaggio prevista dall’AGCOM in soli 3 giorni riapre la bagarre tra gli operatori, a farne le spese come al solito i consumatori.

Quella sulla portabilità del credito residuo è indubbiamente una buona notizia, i dettagli li trovate qui

Per chi, come Altroconsumo da sempre ritiene che il credito residuo debba essere automaticamente trasferibile altrimenti vi è un arricchimento senza causa a danno degli utenti potrebbe essere dunque il momento di cantare vittoria. Ma è proprio il caso ?

Vale la pena ricordare che la stessa AGCOM, sin dal 2002, ci ha seguito su questo punto, uno dei considerando della Delibera AGCOM 7/02/CIR era esplicito sin da allora nello stabilire che: “in caso di portabilità la trasferibilità del credito debba essere realizzata attraverso il raggiungimento di un accordo tra gli operatori coinvolti” e che “l’Autorità vigilerà affinché non vengano opposti rifiuti al raggiungimento degli accordi di trasferibilità del credito ovvero vengano imposte condizioni contrattuali gravose ovvero immotivate”. Per di più: “L’operatore donor – così recita l’art. 2 comma 3 della stessa Delibera – su richiesta dell’operatore recipient, concorda le modalità di trasferibilità del credito residuo a condizioni trasparenti, non discriminatorie e ragionevoli”.

A fronte di tale chiaro e netto quadro regolamentare, quello che si è, invece, riscontrato in questi anni è stata una quasi univoca intrasferibilità del credito con qualche eccezione più recentemente ove qualche operatore aveva cominciato a riconoscere il credito residuo senza trasferirlo ma pagandolo tramite assegno al consumatore e decurtando elevate commissioni.

Successivamente, con il comma 3 dell’art. 1 del Decreto Bersani che stabilisce che “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni” non avrebbero più dovuto esservi dubbi. E, invece, perchè si arrivasse a che gli operatori decidessero finalmente di adempiere a un loro obbligo smettendola di arricchirsi indebitamente con i crediti residui degli utenti che passavano da un operatore ad un altro sono servite altre svariate diffide dell’AGCOM, ricorsi al TAR e ammenicoli vari.

Quindi, sarà forse la stanchezza determinata dalla calura estiva ma non me la sento di cantare vittoria, quello che chiedo, invece, molto serenamente agli operatori di telefonia mobile è di non strumentalizzare ora il loro ritardato adempimento in una leva di marketing, rischierebbero di cadere in pratiche comemrciali scorrette: articolo 23, comma 1, lett. l) Codice del Consumo: presentare i diritti conferiti ai consumatori dalla legge come una caratteristica propria dell’offerta fatta dal professionista

Sui tempi necessari al passaggio da un operatore all’altro  invece la sentenza del TAR apre un caos totale di cui al momento è impossibile prevedere le conseguenze, certo è che i tre giorni previsti dalla Delibera AGCOM rimarranno un chimera per i consumatori. E occhio, in caso di retention, alle classiche proposte che non si possono rifiutare, di solito hanno le gambe corte !

Ancora sul Passante di Mestre: Altroconsumo chiede safety cars e limite di 100 km/h

agosto 4, 2009 alle 2:57 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO | 4 commenti
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In vista del grande esodo agostano del prossimo weekend Altroconsumo chiede misure straordinarie per evitare i gravi disagi che si sono verificati sabato scorso sul Passante di Mestre.

Poi però bisognerà anche fare chiarezza sulle responsabilità di chi ha appaltato e progettato il Passante, con ampio dispendio di denaro pubblico, senza tenere conto della sua integrazione nel sistema viario del Nord-Estpassante_di_Mestre

Rottura Rai/Sky e nuova piattaforma Tivù Sat: forse il Santo che cercavamo è sul Colle più alto

agosto 4, 2009 alle 2:07 am | Pubblicato su - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TV | 6 commenti
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napolitano%20telefonaQualche giorno fa commentavo così su Facebook – eh, il blog ancora non lo avevo ! – un bell’articolo di Aldo Grasso: ci sarà molto da fare per tutelare gli interessi dei cittadini, a che santo rivolgerci ? eppure lo sviluppo tecnologico e la concorrenza dovrebbero portare benefici generali ove non siano piegati ad interessi ultronei. Il concetto è tutto nel lapsus calami di Grasso: “ddt” anzichè “dtt” !!!

Ora apprendo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sarebbe fatto vivo con il Presidente RAI Galimberti mostrando tutto il suo disappunto per una trattiva che in realtà RAI, tramite il Direttore Generale Mauro Masi, sembra non aver mai seriamente aperto con Sky.

Sono cosciente che possa apparire giustamente criticabile il continuo appellarsi alla Presidenza della Repubblica, d’altra parte questo è il sintomo evidente di una democrazia sempre più in affanno e, in ogni caso, qui ci sono in ballo la pluralità dell’informazione e il tentativo di salvaguardare gli ultimi brandelli del servizio pubblico televisivo, se ce ne sono ancora … quindi forza San Giorgio !

Ciao Rete !

agosto 3, 2009 alle 10:50 pm | Pubblicato su Uncategorized | 12 commenti
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Apro un blog a 40 anni suonati e quando quasi quasi non va più di moda.  Cosa vi devo dire, sono sempre stato un pò “tardo” !

Passante di Mestre: fatto !

agosto 3, 2009 alle 2:46 pm | Pubblicato su CONSUMATORI | Lascia un commento
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Non sono un ingegnere ma parrebbe scontato che il passaggio da tre a due corsie in una zona ad intenso traffico, a meno che non si adottino adeguati accorgimenti, è destinata a creare il classico effetto imbuto. E così è stato, alla prima prova del fuoco il “mitico” passante di Mestre sabato scorso si è rivelato una trappola per migliaia e migliaia di automobilisti.

In attesa di vedere se, dopo aver speso energie in polemiche di ogni tipo, le Autorità e gli Enti gestori avranno ancora la lucidità per adottare misure adeguate in vista del vero esodo per il weekend prossimo ecco intanto un’indicazione utile ai malcapitati della settimana scorsa su a chi chiedere eventualmente il risarcimento

Oh, io nel weekend andrò in direzione sud quindi se proprio dovete continuare a intasare le povere autostrade italiane insistete con il Passante

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