Google News e istuttoria antitrust … mumble mumble

agosto 28, 2009 alle 2:18 am | Pubblicato su - Quello strano retrogusto, DIRITTO, INTERNET | 9 commenti
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gHo letto finalmente le 12 stringate pagine del provvedimento di avviso dell’istruttoria da parte dell’Antitrust contro Google Italy, a seguito della segnalazione di FIEG (Federazione italiana editori di giornali), per possibile abuso di posizione dominante attraverso Google News che creerebbe effetti distorsivi nei mercati della raccolta ed intermediazione pubblicitaria on-line.

Di primo acchito stavo per essere, come spesso mi capita, completamente d’accordo con Guido però poi un certo retrogusto mi ha spinto a rileggere il provvedimento e direi che tutti noi una qualche riflessioncina in più dovremmo farla su questo passaggio illuminante: “FIEG denuncia che Google News aggrega i contenuti giornalistici di una molteplicità di editori secondo criteri non pubblici regolati da un algoritmo coperto da segreto industriale. Le pratiche tecnologiche con cui Google forma i propri indici (ranking) dei contenuti riportati su Google News Italia e i propri indici di risposta alle queries degli utenti non sono trasparenti. In particolare, Google determina la presenza ed il posizionamento degli articoli riportati sul portale Google News Italia determinando unilateralmente la visibilità degli annunci e il livello di preminenza dato ad alcuni rispetto ad altri, potendo favorire un soggetto a scapito di un altro …”  

Ora, la mancanza di trasparenza, secondo FIEG, procura danni agli editori che competono con Google nel mercato della raccolta pubblicitaria on-line, ok, ma quello che mi inquieta invece molto di più è che un soggetto ampiamente dominante sul mercato dei motori di ricerca si possa permettere tale carenza di trasparenza considerato che le sue scelte e le tecnologie che adotta hanno una diretta influenza sulla libertà di informazione e sulla vita di ognuno di noi.

Inoltre: quando cominceremo a parlare seriamente anche in Italia di targeting advertising e delle inerenti questioni legate alla privacy ?

9 commenti »

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  1. non sono d’accordo. Secondo me è giustissimo che gli algoritmi di Google non siano pubblici, per svariati motivi:
    – innanzitutto perché sono il loro capitale tecnologico principale. Google ha surclassato tutti gli altri motori di ricerca perché hanno avuto idee migliori o le hanno applicate meglio di altri. Renderli pubblici significherebbe regalarli alla concorrenza, non capisco come si possa anche solo pensare di pretendere una cosa del genere.
    – la segretezza è un vantaggio anche per gli utenti. Già adesso il web è pieno di gente che cerca di “sfruttare” Google, per posizionare il proprio sito il più in alto possibile, indipendentemente da quanto davvero sia interessante per gli utenti. Se gli algoritmi fossero completamente pubblici, Google finirebbe col perdere ogni controllo sui risultati delle proprie ricerche, non credo sia una cosa auspicabile.
    – e poi, da che pulpito? Forse che i processi decisionali dei giornali sono pubblici? Esigiamo che ogni giornale pubblichi il resoconto delle riunioni di redazione in cui decidono la scaletta? Imponiamo una webcam in ogni redazione?

    E va sempre ricordato che una delle premesse principali della denuncia, cioé che l’editore che vuole essere escluso da Google News verrà escluso anche da Google search, è una bufala:
    http://googleitalia.blogspot.com/2009/08/traduciamo-e-ripubblichiamo-qui-un-post.html

    Comunque, tanto per dar seguito all’operazione trasparenza: che dici, glie lo dedichiamo un pezzullo sul prossimo HiTest, o sul nostro sito?🙂

    • Registro il tuo disaccordo costruttivo😉 sto leggendo molti commenti in Rete sulla vicenda che è complessa e va sicuramente ancora approfondita.
      Che Google abbia portato incredibile innovazione è fuori di dubbio, non lo avevo scritto perchè lo do per scontato, che gli editori scontino invece carenza di innovazione e modelli di business obsoleti è altrettanto evidente. Il problema vero penso che sia se è o meno ancora possibile innovare portando ulteriormente valore agli utenti della Rete data la posizione ingombrante di Google.
      Può ancora nascere un nuovo Google o un qualcosa di diverso che permetta alla Rete di continuare a svilupparsi in senso democratico e partecipativo ?

      • E’ ancora possibile innovare in rete?
        La risposta è: Facebook, Twitter, Evernote,23andme e potrei farti migliaia di altri esempi. Se c’è un settore dove l’innovazione sembra non conoscere soste, è proprio quelo dei servizi online.
        Se invece intendi se è possibile innovare nel settore dei motori di ricerca: in questi anni ne sono nati moltissimi, qualcuno è anche riuscito a ritagliarsi un po’ di notorietà, vedi Wolfram ALpha. Il fatto è che qui innovare è più difficile, perché chi è al top fa già un lavoro molto buono e, non pago, continua a innovare: credo che Google abbia imparato parecchio dalla storia passata di Microsoft. Vinta la guerra dei browser, Internet Explorer è rimasto invariato per anni; Google, a forza di mini cambiamenti di cui probabilmente pochi si accorgono, ha continuato a evolversi ed è cambiato parecchio rispetto a 5 anni fa. (e tra l’altro, il vero ostacolo concorrenziale nel settore Motori di Ricerca non deriva dalle politiche di Google, bensì dalla sua spaventosa e quasi ineguagliabile forza in termini di hardware dispiegato sul campo).

  2. scusate l’estrema franchezza:

    ma i servizi di google che snocciola come le dolci caramelle ai bambini inconsapevoli di quello che ingurgitano, è meglio pagarli con un (grande) pezzo della nostra privacy o in denaro ?

    comincio a pensare sia meglio la seconda …

    qui il mio post:

    http://micheleficara.com/blog/2009/08/27/fieg-e-antitrust-contro-google-news-forse-si-inizia-a-vederci-chiaro/

    • mmm … penso che entrambi i modelli possano coesistere, l’importante è che ci sia in tutti e due i casi trasparenza e correttezza … il secondo poi è tutto da inventare, non vedo ancora business model remunerativi in questo senso

  3. l’equazione “gratis=rinuncio_alla_privacy” e’ realistica … molto meno lo e’ “pago=non_rinuncio_alla_privacy”

  4. […] a Comment Tags: FIEG, Google, Google News, Internet, targeting advertising Torno sulla questione Google News e istruttoria Antitrust perchè, dai commenti ricevuti, mi sono accorto di aver dato per scontato alcuni passaggi: che […]

  5. […] dell’istruttoria avviata dall’antitrust italiana. Più critica la posizione di Marco Pierani che si sofferma sulla influenza che un soggetto come Google ha inevitabilmente sulla informazione […]

  6. […] dell’istruttoria avviata dall’antitrust italiana. Più critica la posizione di Marco Pierani che si sofferma sulla influenza che un soggetto come Google ha inevitabilmente sulla informazione […]


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