Sul caro sms, due domandine a Parisi … anzi tre

agosto 21, 2009 alle 5:42 pm | Pubblicato su - Caro sms, - Portabilità, CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Stefano ParisiFrancamente trovo un pò debole la difesa di Parisi a nome di Asstel che fa seguito alle esternazioni di Mister Prezzi sul caro sms

Una prima domanda sorge spontanea ed è secca: visto che Parisi dichiara che il prezzo medio degli sms in Italia è di 3 centesimi e, considerato che tale valore appare abbastanza diciamo bassino ! ci fa sapere come ci è arrivato ? Insomma quale botta di conti ha fatto, se li ha fatti, sarebbe molto molto interessante capire …

Altra cosa, Parisi dichiara anche “A differenza di altri mercati quello della telefonia è regolato due volte: ex ante tramite l’Agcom che fissa le regole di comportamento ed ex post con l’Antitrust, che interviene qualora ci siano comportamenti che non rispettano quelle regole, come i cartelli». Ora, a parte che in realtà l’AGCOM avrebbe anche poteri sanzionatori oltre che regolamentari e il fatto che a Parisi sfugga è tutto dire sulla prassi effettiva di questa Autorità ma, quello che è forse più importante ricordare è che, come ben noto agli addetti ai lavori, l’AGCOM per lungo tempo si è ben guardata dallo sviluppare una indagine ad hoc sul mercato degli sms proprio forte del fatto che la Raccomandazione UE 11/02/03 sui mercati rilevanti non individua tra i mercati del settore delle comunicazioni per i quali è ammissibile una regolazione ex ante quello degli sms. In realtà questo non precludeva un’attivazione dell’Agcom se sussiteva un sospetto di lesione delle regole della concorrenza e, infatti, dopo lunghi anni ci siamo arrivati, con l’aiutino dell’Antitrust, perchè l’indagine è congiunta delle due Autorità, altrimenti, campa cavallo …

Già dal 2003 Altroconsumo aveva segnalato all’Antitrust la possibile sussitenza di un cartello tra gli operatori, o almeno una pratica concordata a non offrire il servizio di sms sotto un certo livello di prezzo, anche perché la scelta della tariffa telefonica da parte del consumatore non si basa su quanto pagherà per gli sms, in quanto il loro costo è percepito come irrisorio. Purtroppo, come è ben noto, per aprire un fascicolo per cartello è necessario avere l’evidenza dell’accordo, ovvero prove schiaccianti e quindi non si è mai arrivati a nulla. Tuttavia, il fatto che l’Antitrust si sia fatta parte attiva con Agcom per produrre la suddetta indagine congiunta la dice lunga sul fatto che in questo settore di mercato i comportamenti degli operatori fossero perlomeno sospetti.

Altro passaggio dell’intervista di Parisi che assolutamente non condivido è questa « Il Garante non può intervenire sulle politiche commerciali affermando che le offerte danneggiano chi non vi aderisce. Allora bisognerebbe criticare anche i “3X2” nei supermercati. Non si può pensare di tornare ai prezzi amministrati” Ma gli operatori sono liberissimi di fare le offerte che vogliono, questo però è inerente alla loro attività promozionale, cioè io posso anche regalare 100, 1000 o anche 10000 sms da inviare entro un mese, una settimana, un giorno ma poi non posso pretendere che questi valori vengano computati nel prezzo medio degli sms (alcuni dei quali peraltro non saranno probabilmente mai inviati), altrimenti si sfalza tutto. Non apriamo poi la discussione sull’on net / off net altrimenti facciamo notte, e notte buia poi.

Una cosa che chiarisce quanto queste offerte non debbano essere considerate in una corretta analisi di mercato è data da una interpretazione, che pure contesto, degli stessi operatori: come è noto questi ultimi finalmente si dicono pronti a rispettare le regole per quanto concerne il trasferimento del credito residuo nella portabilità mobile, ora quello che però non trasferiscono al momento del passaggio da un operatore all’altro sono proprio i crediti che gli utenti hanno incamerato sulla base di promozioni e bonus, quelli non pagati insomma. Allora delle due l’una o promozioni, offerte etc etc sono da considerarsi esclusivamente nel rapporto bilaterale operatore cliente ma non hanno alcuna rilevanza nei confronti degli altri operatori e del mercato oppure valgono e sono rilevanti anche in tale ambito, però decidetevi eh !

Infine, dopo che, con la nuova regolamentazione europea, gli sms in roaming tra un Paese e l’altro dell’UE non possono costare più di 13 centesimi, sarebbe bastato almeno a salvare la faccia agli operatori italiani decidere di allinearsi almeno a questo tetto massimo, e invece in Italia ci sono ancora sms a 15 centesimi a piede libero. In una cosa concordo tuttavia con Parisi, sono anch’io assolutamente contrario ai prezzi amministrati tanto che considero il tetto imposto agli sms in roaming dalla Reding come una misura straordinaria imposta da un fallimento di mercato.

Ribadisco sono contrario a prezzi amministrati, sono infatti talmente a favore del mercato che voglio che questo funzioni correttamente !

3 commenti »

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  1. […] sugli SMS a 3 centesimi che dice Parisi, c’e’ da leggere l’interessante post di Pierani […]

  2. […] tutti i mali è un grande dispiacere: come del resto hanno evidenziato in tanti altri a partire da Marco Pierani di Altroconsumo che considera, giustamente, “il tetto imposto agli sms in roaming dalla Reding come una […]

  3. […] mi sembra ci sia da stappare bottiglie di champagne. Come già scrivevo qui, tra le altre cose, in queste domandine a Parisi che, peraltro, mi sembrano ancora tutte attuali: dopo che, con la nuova regolamentazione europea, […]


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