Supporto il claim di Telecom Italia e quindi non le sue nuove clausole: Internet – deve rimanere – senza limiti

marzo 28, 2011 alle 12:09 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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L’avevo detto che questa cosa non mi convinceva per nulla e siamo stati di parola: insieme ad Acu, Codici e Casa del Consumatore, Altroconsumo ha infatti inviato oggi una formale diffida preliminare ad inibitoria a Telecom Italia in merito alla clausola con la quale quest’ultima si riserva la facoltà di introdurre per tutte le offerte ADSL meccanismi di limitazione di banda … Qui, e di seguito, il nostro comunicato:

Nei contratti di servizi adsl Telecom Italia afferma di riservarsi il diritto a limitare la connessione e l’utilizzo della Rete in momenti imprecisati della giornata. E’ una clasuola vessatoria nei confronti dell’utente internet, che si trova a pagare un prezzo fisso di fronte alla variabilità, in quantità e qualità, a completa discrezione del fornitore del servizio

Per questo motivo Acu, Altroconsumo, Codici e La Casa del Consumatore hanno inviato una diffida a Telecom Italia perché non sia applicata la clausola e siano riprisitinati i contratti che non la prevedevano.

Oltre allo squilibrio contrattuale tra le parti, di per sé illegittimo, gli utenti saranno in condizione di non sapere in anticipo quando l’operatore applicherà le limitazioni di servizio e probabilmente nemmeno dopo averle subite, rendendo così impossibile l’eventualità di vedere riconosciuti i propri diritti.

La limitazione delle risorse di Rete è discriminatoria e non può essere imposta unilateralmente. Il dibattito sulla neutralità della Rete è ampio sia a livello nazionale, l’AGCOM ha lanciato una consultazione pubblica sul tema, sia a livello europeo: il Commissario Neelie Kroes sta monitorando le eventuali interferenze sulla Net neutrality procurate dagli operatori per poi intervenire con una Comunicazione ad aprile, come previsto dal Telecom Package.

Telecom Italia vuole fare cattiva scuola.

In più razzolando male e predicando benissimo, visto che sul proprio sito telecomitalia.it il servizio è presentato come “Internet senza limiti”. Che ironia.

Colgo l’occasione per dire che di Net Neutrality e di altre attualissime questioni inerenti la Rete si parlerà a Roma giovedì 31 alla tavola rotonda di chiusura di EXPO COMM ITALIA 2011  Sviluppo di Internet e tutela dell’utente: un obiettivo comune da condividere tra istituzioni, operatori e clienti_ moderata tra l’altro dal buon Alessandro Longo. Ci vediamo lì ?

Limitazioni di banda da parte di Telecom Italia e vessatorietà della clausola: stay tuned !

marzo 11, 2011 alle 9:06 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Bell’articolo di Guido Scorza su Punto Informatico circa la limitazione di banda da parte di Telecom Italia: Internet senza limiti?

In merito alla Net Neutrality e su quanto la salvaguardia di tale principio sia importante per mantenere Internet come lo conosciamo oggi ho già detto molto in questo blog e vi rimando a questi vecchi post , sull’iniziativa di Telecom Italia, sollecitato da Alessandro Longo ho già detto qualcosa invocando una più stringente regolamentazione.

Ora Guido aggiunge alcune rilevanti considerazioni:

Il punto, tuttavia, nell’iniziativa di Telecom Italia (e, ad onor del vero, anche di alcuni suoi concorrenti) è un altro.
Telecom può davvero riservarsi il diritto di limitare a sua discrezione le caratteristiche del servizio messo a disposizione dei propri utenti?
È sufficiente garantire che tale discrezionalità sarà esercitata in modo non discriminatorio e, comunque, nell’interesse comune a salvaguardare l’integrità della rete ed a scongiurare il rischio di un collasso dell’infrastruttura?
La sensazione è che la risposta ad entrambe le domande che precedono non possa che essere negativa.

Confermo, senza dubbio no, non può.

Chi di noi acquisterebbe un auto sapendo che, in alcuni momenti non meglio precisati né precisabili, le prestazioni del motore potrebbero essere sensibilmente diverse per una scelta discrezionale del costruttore? O chi di noi sceglierebbe di avvalersi di una certa compagnia elettrica se fosse chiamato a prendere atto contrattualmente che, nel corso dell’esecuzione del contratto medesimo, la compagnia potrebbe decidere, autonomamente e senza preavviso, di destinare meno energia – o di non destinarne affatto – al frigorifero o, piuttosto, al televisore?
Evidentemente nessuno.

E, però, proprio questo ciò che Telecom Italia sta per chiedere di accettare ai milioni di utenti abbonati ai propri servizi di fornitura di risorse di connettività ADSL. Ve lo immaginate fissare una conference call via Skype con i nostri amici e/o colleghi per una determinata sera e scoprire che, proprio quella sera, non si dispone di sufficienti risorse di connettività per i servizi VoIP o, piuttosto, aver bisogno di accedere ad un contenuto disponibile via P2P e non sapere se sarà o meno possibile accedervi? La clausola che l’ex monopolista delle telecomunicazioni si avvia ad inserire nei propri contratti appare, proprio per questo, vessatoria in quanto – per dirla con le parole dell’art. 33 del Codice del consumo – “malgrado la buona fede” di Telecom della quale nessuno intende dubitare, determina “a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto”.

Stay tuned, non finisce qui …

Net Neutrality – dalla consultazione della Commissione emerge l’importanza di preservare l’apertura della Rete

novembre 9, 2010 alle 6:29 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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 Agenda digitale: la consultazione rivela un accordo quasi unanime sull’importanza di preservare l’apertura della rete

Dalla consultazione pubblica lanciata il 30 giugno dalla Commissione europea sull’apertura e la neutralità di internet è emerso un accordo quasi unanime sull’importanza di preservare l’apertura di internet (IP/10/860).

Internet Chiama Italia 2010 … e chissà se l’Italia finalmente risponde?

ottobre 14, 2010 alle 4:10 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | Lascia un commento
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AIIP, Associazione Italiana Internet Provider organizza il prossimo 26 ottobre a Roma una intera giornata dedicata a temi cari a questo blog, si va dall’Agenda Digitale alla Rete di Nuova Generazione in fibra alla Neutralità della Rete. Su quest’ultimo argomento mi è stato chiesto di partecipare alla tavola rotonda del pomeriggio:

15.20 Tavola Rotonda: La gestione del traffico e il dibattito aperto sulla neutralità della rete;

Ne discutono:

Marco Fiorentino – vice Presidente – AIIP

Giovanni Calabro’ – Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato

Joy Marino – Presidente Mix

Bianca Maria Martinelli – Vodafone

Stefano Quintarelli - NNSquad Italia

Tiziana Talevi – Fastweb

Marco Pancini – Google Italia

Marco Pierani – Altroconsumo

Modera: Fabio Macaluso – It Media Consulting

16.20 Conclusioni a cura del Commissario Nicola D’Angelo

Ringrazio Dario Denni e Paolo Nuti per l’invito, l’evento si terrà a Roma presso la Sala del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra, se siete nei paraggi e volete fare un salto l’accesso è gratuito ma occorre registrarsi qui mi dicono che ci sarà anche uno streaming.

PS: a proposito di net neutrality, dopo le dichiarazioni del Presidente Antitrust Catricalà avevo detto che gli avrei scritto, l’ho fatto in questo modo, se risponde ovviamente vi faccio sapere …

Catricalà si ravvede sulla società per la rete ngn ma sbaglia di grosso sulla net neutrality

ottobre 9, 2010 alle 6:16 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Il Presidente Catricalà ha recentemente detto due cose, da una parte si è ravveduto sulla società per la rete NGN (One network), ora è favorevole – bene, dall’altra si è espresso invece contro la Net Neutrality -male.

Speriamo che si ravveda presto anche su questo secondo argomento, mi sembra infatti che abbia preso una cantonata, come giustamente rileva Quintarelli:

Le implicazioni (anche antitrust) determinate da questioni tecnico-economiche dietro la generica affermazione “E’ giusto che i fornitori di contenuti più pesanti paghino di più la banda” sono maggiori di quanto gli possano avere prospettato..

Da parte mia aggiungo che oltre alle conseguenze sotto il profilo più strettamente antitrust una rete non neutrale ne avrebbe, e di pesanti, per quanto concerne la tutela dei consumatori, e anche questa è materia sulla quale l’Autorità presieduta da Catricalà, dopo l’implementazione in Italia della disciplina sulle pratiche commerciali scorrette, ha una diretta comptenza in chiave di public enforcement.

Che dire? Sulla questione net neutrality ho espresso il mio punto di vista qui sul blog più volte recentemente … lunedì provo ad inviare a Catricalà la netta  posizione che i consumatori europei hanno adottato con la risposta del BEUC  alla consultazione della Commissione europea. Magari può essere utile a fargli cambiare idea  …

Net Neutrality: i contributi BEUC, Scambio Etico, La Quadrature Du Net e Public Knowledge alla consultazione UE

settembre 30, 2010 alle 11:11 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commenti
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Scadevano oggi i termini per rispondere alla consultazione della Commissione europea sulla net neutrality. Sul tema ho detto la mia qui sul blog più volte recentemente.

Come BEUC abbiamo inviato questo contributo  so, per altri versi, che anche l’organizzazione statunitense Public Knowledge, ha inviato i suoi commenti mentre dal blog del Comitato Promotore apprendo che Scambio Etico ha inviato questa il risposta e che questa è quella di La quadrature Du Net. Mentre Libertiamo, al contrario, ha inviato un position paper fermamente contrario alla net neutrality !

Esempi pratici di NON neutralità della Rete

settembre 6, 2010 alle 6:47 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 5 commenti
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Allora … siccome i pistolotti sulla neutralità della Rete rischiano di sembrare noiosi ai più e, per qualcuno, anche generici e superati, passiamo a cose più pratiche. Capita proprio a fagiuolo in questo senso Dario Bonacina con il suo ultimo post:  3 Italia, banda larga più elastica

A voi sembra accettabile una clausola, come quella di 3 Italia linkata da Dario secondo la quale l’operatore:  ” … si riserva di limitare temporaneamente la velocità di connessione ai clienti che presentino modalità di utilizzo tali da pregiudicare le prestazioni della rete stessa. Ciò può accadere durante l’utilizzo di servizi che impiegano in maniera intensa le risorse di rete e/o in zone con un numero particolarmente elevato di connessioni.”  ?

Non vi pare – come dire – una clausola un pò troppo generica ? Magari mi sbaglio eh … ma a leggerla così parrebbe, in sostanza, che l’opertaore si riservi di fare ciò che vuole unilateralmente e senza dover rendere conto a nessuno, nè agli utenti nè, tanto meno alle Autorità. A me sembra francamente una deriva preoccupante, siamo ben al di là di quanto aveva fatto Vodafone qualche tempo e che aveva fatto discutere non poco … tra gli altri ricordo il Quinta e Scorza.

Ora però, siccome magari a Voi sta bene, fatemi sapere se sono io che esagero, se, invece, siete d’accordo aiutatemi ad essere imparziale e segnalatemi please nei commenti clausole analoghe di altri operatori. Thanks in advance !

La Rete è un bene comune, non vogliamo navigare in corsia d’emergenza

settembre 3, 2010 alle 11:08 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 6 commenti
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Stimolato da interessanti commenti ricevuti in privato che pongono alcune critiche sulla tenuta del paragone con le strade che facevo citando Juan Carlos De Martin, torno sulla questione della Neutralità della Rete. Va da sè che di cazzate ne possiamo sempre e comunque sparare tutti e personalmente sono, peraltro, di solito anche tra i più bravi in questo ;) ma, allo stesso tempo, rimango convinto che il confronto e la discussione argomentata possano aiutare a chiarire le idee e ad abbattere inutili preconcetti, ecco allora, più precisamente, come la vedo:

E’ verissimo che il traffico, anche sulle strade, non è di fatto completamente neutrale ma il traffic management è regolamentato in funzione di interessi generali preordinati, questo è vero sia, ad esempio, per la presenza delle corsie di emergenza in autostrada, imposte per garantire la sicurezza sia, allo stesso modo, per quanto concerne le strade statali, dove non possono circolare mezzi pesanti, ancora una volta per garantire la sicurezza, o sulle vie pedonali, dove si può circolare solo a piedi o in bici. Certo, rimane ad ogni modo che vogliamo senza dubbio che tutti i viaggiatori con i loro diversi mezzi di trasporto abbiano indistintamente gli stessi diritti/doveri su tutte le strade, questa deve essere la regola di base, insomma non vogliamo essere relegati alla corsia d’emergenza ma non siamo così dogmaticamente miopi ed integralisti da pretendere che non si possano porre eccezioni, purchè tali eccezioni siano stabilite dalla regolamentazione e non imposte unilaterlamente dai gestori pro tempore delle strade e, soprattutto, sempre che tali regole non siano messe lì per privilegiare alcuni viaggiatori/mezzi di trasporto e scriminarne altri, ma, al contrario per migliorare l’efficienza del sistema nell’interesse generale, d’altra parte, come dice in questi giorni De Biase ! siamo tutti legati, siamo tutti una Rete.

Giusto per non creare ulteriori incomprensioni, non è che voglio intendere che la Rete deve diventare pubblica come lo sono prevalentemente le strade, di proprietà dello Stato o degli Enti locali, dico solo che, come le strade, anche la Rete è un bene comune e quindi necessita una regolamentazione adeguata, arrivo anche a considerare che, così come esistono strade private, dove può essere interdetto o limitato l’accesso a tutti indistamente, anche in Rete vi possano essere delle aree chiuse o ristrette, sempre che il sistema alla base e nel suo complesso rimanga aperto e neutro.

Uscendo dunque dalla metafora delle strade per tornare alla Rete, anche lì vogliamo che tutti i navigatori e tutte le diverse tipologie di traffico abbiano lo stesso livello di priorità, questa è e deve rimanere la regola generale, ma ci possono/ci debbono essere e ci sono già oggi eccezioni. Se, infatti, è vero che tutti i bit sono uguali i servizi ne fanno un uso – quantitativo – assai diverso. Pensiamo alla quantità di bit messa in gioco da un video online rispetto a una mail. Allora se condividiamo lo stesso tubo – stretto – e un utente x guarda due film in streaming mentre l’utente y invia due mail, si potrebbe porre il caso in cui l’utente x intasi il tubo e l’utente y per inviare le sue due mail ci metta un’infinità. Ecco che pratiche di network management possono essere consentite e, anzi, debbono essere garantite dagli Internet Service Providers per una varietà di ragioni in casi specifici al fine di permettere il corretto ed efficiente funzionamento della Rete. Ad esempio il controllo e la prioritarizzazione del traffico utilizzati per alleviare, in casi straordinari, la congestione temporanea della Rete per assicurarne la continuità o, ove necessario, quando la sicurezza della Rete è minacciata.

Ma una netta distinzione deve essere posta a livello regolamentare tra quelle pratiche che costituiscono un legittimo e ragionevole management e altre che pongono o possono porre in essere azioni discriminatorie finalizzate a comportamenti anticoncorrenziali o dettate da ragioni meramente commerciali. In tal senso gli Internet Service Provider dovrebbero sostenere l’onere della prova circa l’esistenza di una effettiva e inconfutabile congestione o che vi è la necessità imperativa di intervenire per il funzionamento della Rete. Queste condizioni dovrebbero poter essere esaminate con cura da parte delle Autorità in linea con i principi di trasparenza, proporzionalità e non discriminazione. Per comprendersi meglio:

- Trasparenza: le pratiche di traffic management dovrebbero essere rese note ai consumatori in modo adeguato;

- Proporzionalità: le misure adottae dovrebbero avere il minimo impatto possibile sul funzionamento della Rete ed essere proporzionati al problema riscontrato;
- Non discriminazione: flussi con analoghe caratteristiche tecniche dovrebbero essere trattati in modo equivalente e fornitori di accesso non devono discriminare tra i fornitori dello stesso contenuto o servizio.

E, infine, appare anche opportuno porre una netta distinzione tra un ragionevole network management della Rete e gli eventuali adempimenti necessari per rispettare obblighi di origine legale come ordini di Tribunali o similia, questi ultimi devono mantenere un razionale diverso da quello dettato dalle logiche di network management e, soprattutto, gli sforzi volontari contro i trasferimenti illegali di contenuti non debbono servire come pretesto per discriminazioni o promuovere effetti discriminatori. In realtà sarebbe poi auspicabile che gli operatori concentrassero più attenzioni e risorse da investire nella banda larga e in reti di nuova generazione piuttosto che investire nel controllo dei dati trasferiti attraverso i loro tubi …

La Rete è un bene comune, vogliamo poter dire la nostra sul suo e sul nostro futuro

settembre 1, 2010 alle 1:34 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 4 commenti
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Da leggere questo post sul blog di Marco Scialdone: Net neutrality: è tempo di accordi

Ora, io non ho nulla da eccepire se multinazionali statunitensi svolgono legittimamente le loro attività di lobbying, il tema della net neutrality tocca interessi per molte di loro commercialmente assai rilevanti, il fatto peraltro che sembra stiano cercando di trovare un consenso, una sorta di mediazione, su questioni che le hanno viste fino ad ora, in funzione dei loro diversi modelli di business, contrapposte potrebbe essere, in un certo senso, anche visto  positivamente …

Epperò, epperò, epperò … come ho già avuto modo di scrivere qui a proposito dell’accordo Google/Verizon, il dibattito sulla neutralità della Rete non è solo cosa loro, non lo può/non lo deve essere perchè non tocca solo questioni di business ma, e maledettamente, anche interessi collettivi (a mio avviso preordinati) di tutti noi, anche europei, sia come cittadini sia come utenti della Rete.

La net neutrality è un principio cardine di Internet che ha finora consentito: una partecipazione civica mai sperimentata precedentemente, accesso all’informazione/alla cultura e diversità/pluralità. Allo stesso tempo la net neutrality ha promosso l’innovazione e lo sviluppo economico. Ora questo sistema è messo a rischio da comportamenti di operatori che perseguendo il loro utile (peraltro legittimamente essendo società a scopo di lucro) hanno cominciato ad incrinare in vari modi la neutralità e vogliono adesso modificare le regole e i principi su cui si è costruita la Rete. Tutto questo lo ha scritto, tra gli altri, e molto meglio di me in un bell’editoriale di ieri su La Stampa Juan Carlos De Martin Le sfide per la neutralità di Internet , qui un passaggio cruciale:

Ma cosa è la «neutralità della rete» e perché è un argomento scottante? Una delle regole fondamentali di Internet è che gli utenti pagano esplicitamente solo per accedere alla rete, ovvero, per diventare – con il loro computer, smart phone o tavoletta – un nodo della rete stessa. L’accesso naturalmente costerà di più o di meno a seconda della dimensione del «tubo» dati e di altri aspetti del servizio. Ma una volta diventati nodi della rete, tutti gli utenti, che siano blogger o governi, possono raggiungere, sia in trasmissione sia in ricezione, qualsiasi altro nodo, senza più incontrare, ai guadi e ai valichi, gabellieri di sorta. L’importanza – e anche la naturalezza – di questo principio può essere illustrata da un’analogia automobilistica. Sarebbe concepibile che un operatore autostradale – oltre a far pagare a tutti, come è normale, l’accesso alla sua infrastruttura – stringesse anche accordi con marche automobilistiche, per esempio Renault e Toyota, e riservasse alle vetture di tali marche una o più corsie preferenziali, costringendo tutte le altre automobili ad affollarsi nelle corsie rimanenti? Oppure, sarebbe concepibile che ai caselli si ispezionassero i bagagliai, facendo accedere alla corsia preferenziale solo chi trasportasse, per esempio, libri Adelphi o banane Chiquita? Gli esempi fanno probabilmente sorridere tanto sono improbabili. Eppure, nonostante le naturali differenze del caso, è di qualcosa di simile che si sta parlando quando si discute di «neutralità della rete» e dei relativi punti della proposta Google-Verizon.

E ha fatto bene Juan Carlos, non sono d’accordo (e Dario lo sa!) con chi sostiene che non dobbiamo sempre banalizzare questi concetti che restano tecnici e che come tali devono essere trattati. Anche perchè il raffronto tra Internet e Autostrade non regge piu’ e va superato anche in termini di regolamentazione. Al contrario, cercare di fare prendere coscienza a tutti dei loro diritti e del fatto che in questo momento storico è il caso di pretenderne collettivamente il rispetto mi sembra meritorio e, circa il paragone con le autostrade, il fatto che già oggi non regga più costituisce proprio il problema attuale e lo evidenzia vieppiù. Su una cosa sono tuttavia d’accordo con Dario Denni: regolamentazione, è proprio questo che serve e al più presto.

Dunque, se di regolamentazione si deve parlare in primis dobbiamo capire chi farà le regole, tutto il baillame in corso negli States in materia di net neutrality è ovviamente rivolto, come target, alla FCC e in Europa che facciamo ? attendiamo che la FCC decida anche sui nostri diritti e sotto la pressione incrociata dei colossi di Internet ? In realtà occorre ricordare che l’Unione europea ha già perso una chance non cogliendo l’opportunità di salvaguardare la net neutrality quale principio regolamentare fondamentale nell’ambito della revisione del Telecom Package. Attraverso il riconoscimento della possibilità per i providers di operare il traffic management come regola di default la UE ha aperto la porta al controllo possibilmente discriminatorio, scorretto e anticoncorrenziale di Internet. La trasparenza e la disclosure non sono rimedi sufficienti, in particolar modo in un mercato che non ha raggiunto sufficienti livelli di concorrenza.

Per questo noi cittadini dobbiamo ora chiedere e pretendere dalla UE regole coerenti, efficaci ed implementabili sulla net neutrality. Non perdiamo un’altra chance, questo andrebbe a discapito della libertà di scelta dei consumatori ma anche, in prospettiva, dello sviluppo di un mercato concorrenziale. Come fare ? semplice, ricordavo qui che, in preda ad una sorta di pentimento, dopo l’approvazione del Telecom Package la Commissione europea ha lanciato una consultazione sulla neutralità della rete, le risposte vanno trasmesse entro il 30 settembre, una relazione della Commissione che dovrebbe poi essere presentata entro la fine dell’anno si baserà sugli esiti di questa consultazione, allora che aspettiamo? facciamo sentire alla Commissione anche la voce dei cittadini e degli utenti della Rete.

La Rete è un bene comune, vogliamo poter dire la nostra sul suo e sul nostro futuro … Il concetto di commons IMHO si applica infatti a Internet per molti versi, questo non toglie che anche i legittimi interessi commerciali e privati debbano trovare una loro tutela, la regolamentazione dovrebbe tenere insieme tutto. Attenzione, se perdiamo la neutralità non vengono calpestati solo i nostri diritti di cittadini digitali, perdiamo anche quel level playing field che consente competizione e innovazione, non possono essere Google e Verizon a determinare il nuovo scenario sulla base di un compromesso raggiunto, o da raggiungere tra i loro confliggenti interessi, non basta, ma non basterebbe neanche se fossero Google, Verizon, Microsoft, AT&T e pochi altri. Se non ci sono regole non c’è più mercato … penso che lo Stato, o meglio gli Stati, UE e US in primis debbano porre queste regole, le Autorità farle rispettare e gli operatori farsi concorrenza.

Il web è morto ? mah … IMHO è la neutralità della Rete che non se la passa tanto bene

agosto 18, 2010 alle 4:46 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 11 commenti
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Torno al lavoro e (anche) in Rete dopo un breve periodo di salutare disconnessione totale, per una sorta di par condicio ho, allo stesso tempo, evitato di leggere giornali e guardare la tv, disintossicazione totale dunque, mentre mi sono letto due bei libri: La tv che non c’è: come e perché riformare la Rai di Gilberto Squizzato, e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.

Il primo fornisce un ottimo, e un pò (tanto) deprimente, spaccato – da insider – sul mondo tutto italiota di Mamma Rai, non che sia d’accordo con tutto quello che propone l’autore ma lo consiglio sicuramente come lettura estiva per chi, ancora in ferie (ack … invidia !) sia interessato al tema di come resuscitare il servizio pubblico radiotelevisivo; il secondo è un classico, ebbene sì confesso, non lo avevo mai letto e mi ha affascinato. Tanto che sono rimasto un pò interdetto nell’apprendere oggi che l’autore, che festeggerà a breve 90 anni, avrebbe dichiarato We have too many cellphones. We’ve got too many Internets. We have got to get rid of those machines. Soprattutto il fatto che avremmo troppa Internet e che dovremmo sbarazzarcene non mi sembra in linea con l’avvincente quanto visionario e ancora attualissimo portato di Fahrenheit 451 in termini di riflessione sui rischi di degenerazione della società moderna di fronte ai continui sviluppi tecnologici che, se non dominati e piegati al bene comune, possono condurre ad una gigantesca implosione ed essere origine di valori che contraddicono i fondamenti della civiltà umana. Certo, bisognerebbe capire di che Internet stiamo parlando…

Di che Internet stiamo parlando? … che Internet vogliamo nel nostro futuro ? questo è, appunto, un tema cruciale da approfondire in quanto inciderà (anche) sullo sviluppo della nostra società, delle nostre democrazie e che, proprio nel mese di agosto, durante la mia disconnessione ;) mi sembra diventato di estrema attualità alla luce di due “avvenimenti”: l’articolo di copertina di Wired, edizione US a firma di Chris Anderson secondo il quale il web è morto , in estrema sintesi, sopraffatto dalle apps e l’annuncio da parte di Google e Verizon della loro joint legislative framework proposal 

Ora, su entrambe le cose si è già scritto tanto e, nel riservarmi ancora di approfondire, (sono appena tornato … e vado ancora a tre cilindri ;) segnalo circa l’articolo di Wired la stroncatura su BoingBoing  ripresa sia da Mantellini che da De Biase, i dati del grafico (che vedete anche qui sopra) sul quale si basa l’articolo di Anderson in realtà sembrerebbero infatti travisare il fatto che in numeri assoluti il web sta ancora crescendo alla grande. (Mi piace molto anche il commento di Marco Camisani Calzolari). 

Ma, al di là delle diatribe sulle quote di traffico Internet su web e su apps, il problema più rilevante è, quanto e come apps o non apps si vada verso sistemi chiusi o meno, il problema, ed è una questione che non tocca solo aspetti di business ma coinvolge interessi collettivi di tutti noi, in quanto la Rete è un bene comune, è se e come si stiano attualmente rimettendo in discussione le regole ed i meccanismi dell’ambiente Internet, stiamo parlando della salvaguardia della neutralità della Rete ovviamente e questo ci porta inevitabilmente a ragionare su quanto emerge dall’accordo Google/Verizon  in merito al quale segnalo i post molto critici di Stefano Quintarelli e quelli di Vittorio Zambardino

Mi piace immaginare che posta in questio termini la questione rispetto al futuro di Internet anche Ray Bradbury si schierebbe per la difesa della neutralità della Rete. Mi fermo qui per ora, fatemi sapere, se volete, cosa ne pensate e ci torniamo su nei prossimi giorni.

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