Per chi non vuole un’Agenda Digitale di rame …
maggio 20, 2012 alle 5:21 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commentiEtichette: Agenda Digitale, Banda larga, Commissaria Kroes, Conferenza ECTA, Fibra, Keynote Speech della Commissaria Kroes, Neelie Kroes, Telecom Italia
Domani sarò a Bruxelles per questa Conferenza ell’ECTA ULTRA-FAST BROADBAND – POLICY AND PRACTICE. Sono stato invitato a parlare nel seguente Panel:
SESSION 2: ENABLING FIBRE ROLL-OUT: FINANCING AND DEMAND Equity investors have reacted strongly to proposals by the Commission to incentivise fibre roll-out through a proposed Recommendation on cost methodologies. Are their fears well-founded? Can the interests of shareholders and “the public” be reconciled?
Chair: Anna Krzyżanowska, Head of Unit, Evaluation & Monitoring, DG Infso Unit C3, European Commission
Stephen Howard, Head of Global Telecoms, Media & Technology Research, HSBC Bank Plc
Stuart Gordon, Senior Analyst Telecoms, Berenberg Bank
Bridget P. Cosgrave, Founder & President, EveryEuropeanDigital
Marco Pierani, Head of Public Affairs, Altroconsumo and member of BEUC
Dr. Karl-Heinz Neumann, General Manager and Director, WIK Consult
Complice la giornata a dir poco autunnale nonchè il fatto che ho temporaneamente “parcheggiato” i miei due pargoli ad una festa di compleanno, sto ristudiacchiando la materia che, pur nella sua complessità, mi sembra abbia questa chiave di lettura: il mantenere elevato il prezzo del rame non è solo contrario agli interessi dei consumatori ma, soprattutto, in contrasto con l’interesse generale allo sviluppo della banda larga in quanto rischia di disincentivare l’investimento in fibra. Immagino che, al contrario, alcuni degli altri relatori della mia sessione sosterranno l’esatto contrario. E vabbè il confronto sarà utile anche per apprendere e approfondire i punti di vista altrui. Subito dopo è previsto un Keynote Speech della Commissaria Kroes, che, peraltro, qualche tempo fa si era già espressa sulla questione in termini non molto lontani dal mio punto di vista, vediamo un pò che dice domani, in ogni caso cercherà di twittarlo in seduta stante.
Personalmente comprendo bene che gli incumbent (e chi mette a loro disposizione i danari necessari) vogliano avere una certa dose di sicurezza sul ritorno dei loro investimenti in fibra ma, d’altra parte, la loro pretesa che sia mantenuto artificialmente elevato il prezzo del rame in modo che col margine garantito si possa investire in fibra mi sembra una cosa che non sta proprio in piedi, insomma chi ci garantisce che poi quel margine lo utilizzeranno per investire davvero in fibra? Più ci penso più rimango fermo sul mio punto di vista: Aumenti unbundling – domanda: se ti sovraremunerano la rete in rame perchè mai dovresti mettere giù la fibra ?
Come se ne esce allora? In primis bisogna capire che il problema non è dato da Telecom Italia o dagli altri incumbent in giro per l’Europa, perchè anch’io mettendomi nei loro panni e avendo a disposizione una rete in rame, anzi l’unica rete che c’è, completamente ammortizzata sulla quale non devo più investire ma solo manutenere non andrei certo ad imbarcarmi in un complesso investimento per creare una nuova rete in fibra, con il rischio che questo comporterebbe in termini di ritorno nell’investimento ed una serie di altre dinamiche nelle relazioni con i competitors tutte da costruire da nuovo.
Il problema non è allora dato da Telecom Italia o dagli altri incumbents ma da coloro che dovrebbero trovare la forza e il coraggio – prima ancora che le modalità tecniche - per imporre nell’interesse generale scelte di politica industriale rilevantissime per il nostro futuro in Italia e in Europa.
A ben vedere, infatti, se è vero – come è vero – che l’aumento della penetrazione della banda larga e la posa della fibra possono abilitare, da una parte, una democrazia più partecipata e moderna e, dall’altra, quello sviluppo economico e quindi quella crescita considerevole del PIL tali da assumere una funzione anticiclica in questo momento di crisi, pare indubbio che l’interesse generale dovrebbe prevalere su quello legittimo ma a breve termine e tutto rivolto su se stessi di investitori e incumbent.
E allora, chi deve imporre queste scelte di politica industriale? La Commissione europea e i Governi nazionali in primis, altrimenti che ci stanno a fare? Le Autorità regolamentari, come l’AGCOM in Italia, dovranno poi invece occuparsi di implementarle, non di sostituirsi loro.
Va chiarito allora al più presto IMHO che l’accesso a Internet a banda larga, oltre a essere considerato un servizio universale, deve essere inteso anche come bene comune, al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori (non solo in senso stretto quelli delle tlc, ma anche quelli che ci vendono i servizi sopra) dovranno contribuire.
Mah … vediamo che dice domani la Kroes, io intanto continuo a studiare, se voi avete qualche suggerimento, anche se la pensate in maniera diametralmente opposta da me, lasciate un commento, grazie!
Misure Anticrisi: Altroconsumo chiede al Parlamento banda larga, concorrenza e liberalizzazioni, equità fiscale
novembre 7, 2011 alle 5:47 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA | 3 commentiEtichette: Altroconsumo, Banda larga, equità fiscale, liberalizzazioni e concorrenza, Misure Anticrisi
Mentre sta deflagrando con tutta evidenza la lacerante crisi politica che tanto ha pesato e peserà ancora sull’altrettanto grave crisi economica e finanziaria del nostro Paese, Altroconsumo ha ritenuto opportuno rivolgersi al Parlamento sottoponendo a politici di opposizione e maggioranza una serie di misure anticrisi:
Nell’imminenza del dibattito parlamentare sulle misure necessarie a risollevare il nostro Paese dalla grave crisi economica e finanziaria e per dare una risposta credibile ai mercati, Altroconsumo si rivolge a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, senza alcuna distinzione di sorta, perché vengano prese in seria considerazione alcune, a nostro avviso, fondamentali proposte.
Banda larga e sviluppo digitale
L’aumento della penetrazione della banda larga può comportare una crescita considerevole del Pil. L’Europa del futuro sarà sempre più digitale, l’Italia è indietro e non può perdere il passo. Nell’immediato dobbiamo affrontare la crisi, ma questo non ci deve fare abbandonare il progetto di creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo termine. Quello sul digitale e banda larga può essere un formidabile investimento per uscire dal guado. L’accesso a Internet a banda larga, oltre a essere considerato un servizio universale, deve essere inteso anche come bene comune, al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori dovranno contribuire. Occorre creare la società della Rete sostenuta anche da fondi della Cassa depositi e Prestiti e lanciare un grande e ambizioso progetto di passaggio da una rete oggi in rame a una in fibra ottica.Concorrenza e liberalizzazioni
Nel corso dell’attuale legislatura purtroppo le politiche di liberalizzazione hanno conosciuto una battuta d’arresto, addirittura abbiamo assistito, per molti settori, persino ad accenni di controriforme. Occorre abbattere le rendite di posizione, creare più concorrenza, fare rispettare adeguate regolamentazioni in caso di monopolio o di posizioni dominanti; ma anche tenere alto il profilo del cambiamento in settori chiave come libere professioni, carburanti, banche e assicurazioni, farmaci, trasporti, commercio e grande distribuzione. Per risollevarsi dall’attuale situazione di crisi il nostro sistema Paese deve diventare più competitivo a livello internazionale, e la via principale perché ciò accada è quella di eliminare le barriere interne che ostacolano la concorrenza.Equità fiscale
L’incertezza del diritto è l’elemento che contraddistingue l’attuale sistema fiscale italiano. Negli ultimi anni troppi provvedimenti hanno creato confusione e inasprimento della tassazione, senza che un criterio di equità e di rispetto dell’articolo 53 della Costituzione sia stato seguito. Occorrono misure strutturali che non impattino nuovamente sul potere d’acquisto delle fasce più deboli dei cittadini, deprimendo ancora di più consumi e mercati nell’ottica del rilancio di tutta l’economia. Considerata l’urgente necessità di riportare in ordine i nostri conti pubblici riteniamo infine percorribili alternativamente una delle seguenti misure patrimoniali: un’imposta ordinaria dell’1 per mille a carico del patrimonio totale delle persone fisiche o un’imposta straordinaria dell’1% sugli immobili il cui valore complessivo è superiore a 500.000 euro, oltre ad una seria lotta all’evasione fiscale.
Il documento completo inviato ai parlamentari è leggibile qui
Politica debole = banda stretta
ottobre 10, 2011 alle 10:21 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commentoEtichette: Agenda Digitale, Banda larga, banda stretta, politica debole
Quando la politica è debole riprendono vigore gli interessi particolari, per andare a parare dove non si sa, ma intanto si difende l’orticello e l’interesse generale alla crescita e allo sviluppo del Paese va a farsi benedire …:
Banda larga, affondo di Metroweb “La rete ultraveloce la facciamo noi” – Repubblica.it.
La F2i ha in pancia un gioiellino: si chiama Metroweb ed è la società proprietaria di una rete di cavi lunga 7.000 chilometri tra Milano e la Lombardia. Cavi tutti in fibra ottica di quelli che assicurano alle famiglie connessioni Internet degne di un Paese civile. Dice Gamberale: “Possiamo replicare in tutta Italia quello che abbiamo già fatto, e bene, a Milano e in Lombardia
Ecco proprio quello che auspicavo qualche giorno fa:
Fatte tutte queste premesse, precisazioni ed integrazioni al tavolo NGN presso il Ministero in realtà si potrebbe – anzi a mio avviso si dovrebbe – parlare di switch off dal rame alla fibra. Ove, infatti, interessi diversi ma convergenti puntassero contestualmente su un obiettivo di sviluppo concreto e sostenibile per il Paese tutte le ritrosie e le, per un certo verso legittime, pretese dell’incumbent, a mantenere determinate posizioni di rendita si scioglierebebro come neve al sole. Voglio ricordare in conclusione che ieri, non io, ma sempre la Commissaria Kroes ha anche detto molto chiaramente che la remunerazione del rame deve scendere per favorire il passaggio alla fibra il percorso è già delineato e allora cosa stiamo aspettando signori miei, di arrivare buoni ultimi anche questa volta ?
Decontestualizzandola un pochino ma neanche tanto, concludo prendendo a prestito, una recente dichiarazione del Presidente Napolitano che mi è piaciuta molto: “O questo Paese cresce insieme o non cresce”
Illuminante come al solito il buon Quintarelli:
Ma de che stamo a parla’ ? il mio amico Alberto lo chiamerebbe smokeware…
I numeri sono importanti… Telecom Italia, in Italia, ha
- 112 milioni di chilometri di cavi in rame e
- 4,3 milioni di chilometri di cavi in fibra.
ovvero una rete in rame che è 16000 volte piu’ estesa di quella di metroweb e una rete in fibra che è 614 volte quella di Metroweb
oddio, magari qualche scavo e qualche annuncio lo faranno e avremo argomenti da parlarne nei convegni stile “il processo alla fibra” del 2012; ma è un po’ come dire che DR Motor è un gioiellino che può rilanciare i fasti della Fiat…
il fatto è che non ci sono i quattrini …Condono, suggestione del premier – LASTAMPA.it.
la decisione del premier di promuovere sul campo Romani (titolare dello Sviluppo) a collettore delle misure sulla crescita che verranno inglobate nell’apposito decreto. Il ruolo di coordinamento risarcisce Romani dallo «scippo» di Tremonti, che ha dirottato su Carabinieri e Polizia, quanto ricavato dalla vendita delle frequenze tivù.
Con buona pace degli obiettivi dettati dall’Agenda Digitale della Commissaria Kroes: accesso a banda larga per ciascun cittadino dell’Unione europea entro il 2013 e 30 Mega per tutti (con il 50% a 100 Mega) entro il 2020 … sì buonanotte
Mentre la Kroes chiede all’Italia di allinearsi sull’Agenda Digitale da Romani si firma il MoU per la Società della rete, o quasi
novembre 10, 2010 alle 8:14 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 1 commentoEtichette: Agenda Digitale, Banda larga, Crisi di governo, Kroes, NGN, romani, società della rete
Riprendo dal Quinta due news di estremo interesse, per il momento sulla seconda esprimo moderato ottimismo, ma moderato eh … si tratta di un passettino avanti, certo il tutto in uno scenario politico incerto che sembra portarci dritto dritto a nuove elezioni
“…abbiamo molti esempi che dimostrano come le Regioni che investono maggiormente in telematica sono quelle che crescono di più”, ha detto la Kroes, esortando a coinvolgere maggiormente le Piccole e medie imprese ed esprimendo preoccupazione per il fatto che “milioni di nostre imprese stanno concedendo vantaggi ad altri Paesi che hanno connessioni internet molto più veloci, come per esempio la Corea e questo è uno dei problemi che l’agenda digitale vuole affrontare”.
Tlc: Romani, firmato Mou con operatori, Cdp partecipera’
Un passo avanti la formalizzazione dell’accordo sulla condivisione delle infrastrutture passive, vedremo i successivi.
Insisto che secondo me i giochi li vedremo in lombardia. Aspettiamoci novità
Tlc: Romani, firmato Mou con operatori, Cdp partecipera’ – Adnkronos CyberNews.
Roma, 10 nov. – (Adnkronos) – E’ costruito sulla base di una partnership pubblico-privata il memorandum of understanding firmato oggi al ministero dello Sviluppo economico per promuovere la realizzazione delle infrastrutture passive necessarie per le reti di nuova generazione, quelle in grado di portare la fibra ottica nelle case. Sette le societa’ che hanno siglato il Mou che prevede la costituzione di un comitato esecutivo presieduto dal ministero e che sviluppera’ il business plan: Telecom Italia, Vodafone, Wind, Fastweb, H3G, Tiscali, BT. Il principio alla base dell’intesa e’ quello della sussidiarieta’ ovvero la societa’ che verra’ creata interverra’ laddove le aziende non vorranno o potranno fare investimenti. Nel Mou il comitato esecutivo si e’ dato un tempo di tre mesi per entrare nei particolari del progetto e indicare la governance della societa’. La Cassa Deposititi e Prestiti, ha spiegato il ministro Romani incontrando i giornalisti dopo la firma del documento, “potra’ partecipare al progetto sia in equity che in conto finanziario a patto che il business plan sia remunerativo”
Discorso di Berlusconi per la fiducia: e Internet per tutti no ? voglio dire, già che c’era …
settembre 30, 2010 alle 1:31 am | Pubblicato in CONSUMATORI, INTERNET | 2 commentiEtichette: Banda larga, Discorso Berlusconi, Fiducia, Internet per tutti, non è un governo per Internet, Salerno-Reggio Calabria, Voto di fiducia
Ho ascoltato con attenzione il discorso con il quale Berlusconi ha chiesto la fiducia alla Camera per “continuare a campare” ancora un pò.
Ora, sul livello di degenerazione raggiunto dalla politica – facendo per una volta uno strappo – stante l’incapacità di chi dovrebbe stare nelle Istituzioni per fornire risposte utili e concrete alla risoluzione dei problemi del nostro sgangherato Paese nell’interesse generale, ho già detto qui.
Non voglio dunque tornarci su, vorrei invece rilevare una questione specifica quanto, nel suo piccolo, a mio avviso altrettanto preoccupante che emerge dall’analisi del discorso di Berlusconi: ma nel florilegio di cose belle, utilissime – quanto poco effettivamente realizzabili – che il governo vorrà fare nei prossimi tre anni perchè mai oltre ad una seria lotta all’evasione fiscale, il quoziente familiare, addirittura la Salerno-Reggio Calabria e il Ponte sullo Stretto etc etc Berlusconi non ha aggiunto Internet per tutti ?
Vale forse sommessamente la pena ricordare quanto ci chiede e indica l’Agenda Digitale della UE, quanto sia incontestabile che l’investimento nella banda larga sarebbe un investimento anticiclico e, in quanto tale, andrebbe messo in campo subito in un momento di crisi. Occorre forse anche rammentare che dopo il blocco al CIPE dei famigerati 800 milioni di Euro fu Gianni Letta a dichiarare che la banda larga sarebbe tornata ad essere “la prima delle priorita’ del governo una volta usciti dalla crisi”, peccato che poi, al contrario, anche quei pochi soldi sono evaporati.
Voglio dire, se anche in un’occasione come questa, a chi ha scritto al Presidente Berlusconi il discorso non è minimamente venuto in mente come riflesso condizionato che, populismo per populismo, promettere Internet per tutti, banda larga e rete in fibra, avrebbe avuto un suo perchè, allora significa proprio che tali temi non sono minimamente nelle corde di questa maggioranza.
Ok, direte voi, nulla di nuovo, si tratta solo di una conferma e … in effetti, scrivevo qualche tempo fa:
Sono, infatti, sicuramente gli over 55 che prendono decisioni istituzionali e aziendali strategiche nel nostro Paese e sono persone che non avendo dimestichezza con lo strumento Internet e con il mondo digitale fanno più difficoltà a puntare su questo, nonostante le evidenze economiche.
Una cosa è certa, il nostro Paese è destinato, per motivi demografici, ad essere sempre più vecchio, se non riusciremo a vincere questa battaglia, che è soprattutto di coinvolgimento culturale, nei confronti delle nostre leadership, oltre che più vecchi saremo tutti inevitabilmente anche più poveri.
Auguri Mr President !
Penetrazione Internet negli over 55 e gerontocrazia istituzionale: due macigni per la crescita del Paese
giugno 1, 2010 alle 5:26 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 9 commentiEtichette: Banda larga, Connecting America, crescita del sistema paese, gerotocrazia istituzionale, IAB Forum 2010, investimento anticiclico, Italia Digitale, NGN, Paolo Romani, Penetrazione Internet negli over 55
Si discute molto ovviamente in questi giorni della manovra che metterà a posto auspicabilmente i nostri conti pubblici, non si discute altrettanto, invece, di strategie per la crescita del Paese.
Martedì scorso allo IAB Forum a Roma, ho ascoltato un Viceministro Romani molto ispirato, tanto da iniziare il suo speech citando Obama e accomunando il piano di sviluppo statunitense per la banda larga ”Connecting America” al nostro progetto “Italia Digitale” !
Hanno fatto seguito altre dichiarazioni importanti e assolutamente condivisibili, come il ribadire con convinzione che l’investimento nella banda larga e nel digitale è un investimento anticiclico (e che quindi andrebbe messo in campo subito in un momento di crisi) e che le cosiddette aree di fallimento di mercato (così definite dall’ex monopolista) sono in realtà, nella pratica, tutte da verificare.
Come ho avuto modo di dire in quella sede nell’ambito della successiva tavola rotonda Comunicazione digitale come motore per la crescita del Sistema Paese (per chi ama il genere il video è visibile qui) l’ottimismo del Viceministro farebbe ben sperare, se non che l’unico dato di fatto concreto ed evidente sotto gli occhi di tutti è che fino ad ora abbiamo semplicemente perso del grosso tempo.
Nella slide qui sopra, presentata sempre allo IAB Forum dal Presidente Roberto Binaghi, è evidenziato uno spaccato europeo della penetrazione di Internet tra gli over 55, con l’Olanda al top al 67%, la media dell’Europa (a 15 Paesi) al 36 % e l’Italia al 16 % … vicino a Cipro. Se incrociamo questi dati con un’altra caratterictica tipicamente italiana, ovvero la gerontocrazia istituzionale ma, per altri versi, anche delle aziende probabilmente troviamo una spiegazione strutturale all’inerzia taliana ad investire nella banda larga e a dotare finalmente il Paese di una nuova rete in fibra ottica. Sono, infatti, sicuramente gli over 55 che prendono decisioni istituzionali e aziendali strategiche nel nostro Paese e sono persone che non avendo dimestichezza con lo strumento Internet e con il mondo digitale fanno più difficoltà a puntare su questo, nonostante le evidenze economiche:
Banda Larga Italia: investi 13 e ottieni 438 miliardi – IctBusiness.it. Considerando un’ipotesi intermedia, ovvero un investimento di 13,3 miliardi di euro per una rete FTTH / P2P con copertura del 50% della popolazione, l’effetto diretto sul PIL viene stimato in circa 17,4 miliardi di euro in 10 anni, con un impatto sull’occupazione stimato in 248.121 unità lavorative ed effetti indiretti sull’economia compresi in una forchetta che va da circa 50 a 420 miliardi di euro
Una cosa è certa, il nostro Paese è destinato, per motivi demografici, ad essere sempre più vecchio, se non riusciremo a vincere questa battaglia, che è soprattutto di coinvolgimento culturale, nei confronti delle nostre leadership, oltre che più vecchi saremo tutti inevitabilmente anche più poveri ._
Prove di One Network, speriamo ! – che intende fare Telecom? che dice il Governo?
maggio 7, 2010 alle 7:12 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commentoEtichette: Banda larga, Fastweb, One Network, Rete in fibra, Vodafone, Wind
Ricevo e pubblico di seguito con piacere il comunicato stampa odierno di Fastweb, Vodafone e Wind.
Si tratta IMHO di una cosa molto importante per il futuro del Paese
Mi limito, al momento, a dire che ci deve essere UNA Rete in fibra One Network … non più di una, e non c’è più tempo da perdere.
Ora bisogna capire come intendono muoversi Telecom e il governo. Stiamo parlando dei nostri interessi dell’interesse generale, del nostro futuro, non (solo) del loro … Sul blog di Stefano c’è un Livetwitting della conferenza stampa Fastweb-Vodafone-Wind
2010: FIBRA PER L’ITALIA
FASTWEB, VODAFONE E WIND
PRONTI PER UN PROGETTO PER L’ITALIA
Una unica infrastruttura di rete in fibra per il Paese con la partecipazione degli operatori e delle Istituzioni
Al via a Roma la prima sperimentazione di rete in fibra ad alte prestazioni, efficiente e condivisa
Milano, 7 maggio 2010 – I tre amministratori delegati di Fastweb, Carsten Schloter, di Vodafone, Paolo Bertoluzzo, e di Wind Luigi Gubitosi, hanno presentato oggi un progetto per dotare l’Italia di una unica infrastruttura di rete in fibra che riporti il Paese tra i leader nei servizi a Banda Larga. Gli operatori chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della società della fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni.
Bertoluzzo, Gubitosi e Schloter hanno inoltre lanciato la prima sperimentazione di una rete in fibra aperta a tutti, efficiente ed ad alte prestazioni, in un quartiere di Roma.
Il progetto prevede la realizzazione di una unica rete “Fiber To The Home”, in modalità punto-punto, che raggiungerà direttamente le case e le imprese e consentirà connessioni sempre più veloci con prestazioni ed affidabilità superiori all’attuale rete in rame con l’ulteriore vantaggio derivante dai minori costi di manutenzione tipici della fibra.
Il piano si basa – ad oggi – sulla copertura delle 15 maggiori città italiane (10 milioni di persone), entro 5 anni, con un investimento di circa 2,5 miliardi di euro ripartito tra tutti gli operatori e le istituzioni coinvolte. In una seconda fase il piano potrà essere esteso fino a coprire le città con più di 20.000 abitanti, raggiungendo così il 50% circa della popolazione italiana con un investimento totale di 8,5 miliardi di euro.
Il progetto nazionale è aperto a tutti i soggetti pubblici e privati, Telecom Italia inclusa, che vogliano farne parte e l’investimento sarà funzione di tale partecipazione.
Il mercato italiano è in grado di ripagare una sola rete di nuova generazione e la dimensione finanziaria dell’iniziativa richiede necessariamente la concreta disponibilità ad un progetto di condivisione degli investimenti.
L’utilizzo della rete sarà disponibile a tutti gli operatori che ne facciano richiesta, a condizioni eque e non discriminatorie, mentre la commercializzazione dei servizi ai clienti erogabili attraverso il ricorso alla rete in fibra sarà gestita in modo autonomo e indipendente dagli operatori.
Fastweb, Vodafone e Wind si impegnano a partecipare economicamente al capitale della futura società e a migrare tutti i propri clienti sulla nuova rete.
L’iniziativa prevede come prima fase l’avvio immediato di un progetto pilota nell’area della Collina Fleming a Roma, e porterà alla realizzazione di collegamenti interamente in fibra ottica dalla centrale a circa 7.000 abitazioni entro luglio 2010.
La sperimentazione è aperta a tutti e mira a dimostrare l’efficienza di una infrastruttura di accesso in fibra con un’architettura all’avanguardia, efficiente, “future proof” e che consente la condivisione tra diversi operatori, favorendo il mantenimento di un contesto concorrenziale con evidenti benefici per i consumatori finali.
L’impegno che Fastweb, Vodafone e Wind intendono assumersi per dotare l’Italia di una nuova rete fissa richiede la realizzazione di specifiche condizioni quali la stabilizzazione degli attuali prezzi per l’utilizzo della rete in rame di Telecom Italia e la conseguente inversione del trend di aumenti che si è registrato negli ultimi due anni, la previsione di misure per agevolare la migrazione dal rame alla fibra della clientela e l’adozione di adeguati strumenti di controllo della replicabilità delle offerte da parte dell’operatore dominante.
Fastweb, Vodafone e Wind chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della Società per la Fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni.
I tre operatori confidano nel ruolo attivo e propulsivo che avranno le Autorità nell’assumere in tempi rapidi decisioni coerenti per favorire efficienti meccanismi di transizione da rame a fibra e nell’assicurare il nuovo assetto concorrenziale.
Banda Larga, il governo ci ripensa ? a sentire Scajola sì
novembre 15, 2009 alle 11:18 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 2 commentiEtichette: 800 milioni, Banda larga, Governo, Ministro Scajola, Silvio Berlusconi
Torno sul tema degli 800 milioni bloccati per la banda larga perchè a vedere il video qui sopra sembrerebbe che il governo ci stia ripensando. Speriamo …
Zingaretti: lo Stato italiano riconosca l’accesso a Internet grazie alla banda larga come servizio universale
novembre 11, 2009 alle 5:18 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 2 commentiEtichette: appello agli amministratori locali, Banda larga, Nicola Zingaretti, Servizio Universale
Ricevo e riprendo con piacere la notizia dell’appello del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti a tutti gli amministratori locali per una raccolta di firme affinché lo Stato italiano riconosca l’accesso a Internet grazie alla banda larga come servizio universale:
BANDA LARGA: ZINGARETTI, E’ UN DIRITTO, APPELLO ENTI LOCALI A GOVERNO
E’ attivo da oggi sul sito della Provincia di Roma (www.provincia.roma.it) un appello online rivolto a tutti gli amministratori locali per una raccolta di firme affinché lo Stato italiano riconosca l’accesso a internet grazie alla banda larga come servizio universale. L’appello è stato lanciato dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti in un articolo pubblicato oggi su ‘La Repubblica’: “L’accesso deve essere universale, poiché esserne esclusi significa vivere una nuova forma di disuguaglianza che penalizza, oltre ai cittadini, anche le aziende. Ho trovato triste che il Governo italiano abbia congelato i fondi promessi per portare l’accesso alla Rete in banda larga a tutti i cittadini entro il 2012, mentre un Paese piccolo, ma all’avanguardia, come la Finlandia ha deciso di sancirlo come diritto legale e irrinunciabile”.
“Chiedo di intervenire - continua Zingaretti – ai presidenti di Regione, Provincia, Sindaci: a chiunque sia impegnato nel confronto con i bisogni dei cittadini e delle imprese nella speranza che la nostra richiesta arrivi in Parlamento. E’ arrivato il momento di aprire un’ampia riflessione su questo tema. Non farlo significa limitare l’operatività di aziende, delle persone ma anche dell’amministrazione pubblica. L’uso della Rete consentirebbe di risparmiare tanto denaro pubblico. Si tratta di un tema importante, che inizia con il diritto alla socialità ma passa attraverso la medicina, l’ambiente e si chiude con il rilancio delle imprese, anche di quelle più piccole». La Provincia di Roma sta realizzando il più imponente progetto in Italia per la diffusione del wi-fi gratuito per numero di abitanti coinvolti (circa 4 milioni di persone), superficie del territorio (5000 kmq) e Comuni interessati (121).
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