AGCOM taglia la terminazioni e Telecom che fa? aumenta le tariffe fisso-mobile !!! con tanto di marameo ai consumatori

maggio 23, 2012 alle 5:29 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Ricordate la storia delle tariffe di terminazione mobile ? Beh in questo articolo Tariffe di terminazione mobile: tra lobbying e regolazione potete ripercorrere le tappe precedenti che hanno portato, più o meno rocambolescamente, all’approvazione da parte di AGCOM, nel novembre 2011, di un nuovo piano di riduzione, con un primo consistente taglio a luglio 2012: da 5,3 centesimi a 2,5.

Bene, e i tanto attesi benefici per i consumatori in termini di conseguenti riduzione delle tariffe fisso-mobile? Col piffero signori, Telecom Italia fa marameo ai consumatori e addirittura aumenta il fisso-mobile, leggete qui di seguito l’analisi e le considerazioni di Altroconsumo:

Tariffe telefoniche da fisso a mobile. Dal 1 luglio Telecom Italia aumenta

Ignorati i tagli sulle tariffe di terminazione

Dopo i tagli alle tariffe di terminazione di 2,8 centesimi al minuto Telecom Italia ha annunciato le nuove tariffe in vigore dal 1 luglio 2012 per le chiamate dal fisso al mobile: non solo non è previsto alcun risparmio per il consumatore ma ci sarà addirittura un aumento medio della tariffa di 0,25 centesimi, secondo i calcoli di Altroconsumo.
L’associazione indipendente di consumatori denuncia oggi la scelta tariffaria di Telecom Italia in una lettera ad AGCOM, Antitrust e Commissione europea; le nuove tariffe non solo non trasferiscono il beneficio al consumatore finale, come richiesto dalla Commissione europea e auspicato dall’AGCOM che preannunciava un’azione di monitoraggio, ma crescono aumentando addirittura il costo del fisso-mobile.

Altroconsumo rilancia la petizione sul sito www.abbassalatariffa.it, chiedendo agli oltre 30.000 aderenti la campagna di riduzione dei costi della telefonia il supporto anche in questa fase: ottenuto il taglio delle tariffe di terminazione ora rivendichiamo quello del fisso-mobile.In linea di principio il nuovo posizionamento di TI è legittimo perché il settore non è regolamentato, tuttavia inficia i benefici che il consumatore avrebbe ottenuto seguendo la tendenza di rimodulazione tariffaria con un occhio alle medie di prezzi in Europa.

Telecom Italia posiziona l’asticella e anche gli altri operatori potrebbero adeguarsi. Se anche questi dovessero allinearsi sugli stessi prezzi si aprirebbe la strada per un’azione per violazione delle regole della concorrenza.Per Altroconsumo, le medie ponderate sulla base della frequenza delle chiamate effettuate verso ciascun operatore e negli orari peak e off peak da un profilo-tipo di utente portano a questo quadro:

tariffa fisso-mobile media al minuto attuale: 9,65 cent;

tariffa fisso-mobile media attesa: 6,85 cent;

nuova tariffa fisso-mobile Telecom: 9,90 cent.

La tariffa media attuale è più bassa di 0,25 cent rispetto alla nuova tariffa Telecom: ciò dimostra che le nuove tariffe fisso-mobile costano di più.

I CALCOLI DI ALTROCONSUMO: LE TARIFFE FISSO-MOBILE TELECOM
OPERATORE VERSO CUI SI CHIAMA TARIFFE ATTUALI TARIFFE ATTESE dal 1° luglio TARIFFE DAL 1° LUGLIO
peak off peak peak off peak
           
Tim 11.5 7.83 8.7 5.03 9.9
Tre 13.55 10.93 10.75 8.13 9.9
Vodafone 11.92 7.99 9.12 5.19 9.9
Wind 12.1 9.16 9.3 6.36 9.9

Mi raccomando firmate la petizione su www.abbassalatariffa.it noi non molleremo la presa, Altroconsumo è sempre abbastanza contraria ad interventi dirigistici e quindi vogliamo sperare che l’auspicata – ed ora ottenuta – riduzione delle tariffe di terminazione si traduca al più presto in un tangibile beneficio per i consumatori senza alcuna necessità di imposizioni calate dall’alto, ma se questo non avverrà naturalmente e grazie al libero gioco della concorrenza, oltre ad un intervento dell’Antitrust chiederemo anche quello dell’Agcom e/o della Commissione europea, volto ad imporre la traslazione dei benefici sui prezzi al dettaglio del fisso-mobile.

Uno bravo per l’AGCOM: Stefano Quintarelli

maggio 13, 2012 alle 9:10 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 11 commenti
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Di solito c’è sempre bisogno di un folle che, nei momenti più disperati, tiri fuori quella verità che è già lì sotto gli occhi di tutti, ma in molti non la notano per noncuranza o trasandatezza e in tanti altri non la vogliono proprio vedere.

Quel pazzo oggi voglio provare ad essere io e me ne assumo, come qualsiasi soggetto incapace di intendere e di volere, tutte le responsabilità.

Il Governo di fatto non sta fornendo alcuna risposta concreta alla campagna vogliamotrasparenza con la quale non intendevamo fare la rivoluzione ma solo chiedere che, come in ogni Paese civile, ci fosse un confronto serio e alla luce del sole sulle persone che per merito, competenza e una forte visione sul futuro dovrebbero andare a servire lo Stato sedendo ai vertici dell’Agcom, quell’Autorità che avrà nei prossimi anni un ruolo fondamentale per mantenere il nostro Paese in carreggiata per quanto concerne uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile grazie alla formidabile leva del digitale così come per garantire la pluralità dell’informazione nel nuovo contesto tecnologico e democratico.

Il Governo e i Partiti rimangono inerti rispetto a questa nostra semplice, civile, quanto cruciale richiesta; allora, prima che sia troppo tardi, possiamo provare a fare delle proposte dal basso.

I prossimi 7 anni cambieranno l’Italia più dei passati 10 e sarà un cambiamento plasmato da Internet. Non dalla telefonia, non dalla televisione e non dalla radio. Da Internet.

Le sfide sono enormi. Come scrive il Corriere delle Comunicazioni citando Calabrò:

In appena sette anni “Internet ha cambiato la faccia e la mentalità del mondo dei media”,  e si configura come “un cambio di paradigma” nella produzione di beni, servizi, cultura e del vivere civile. “Se lo si considera  ‘solo’ come nuova tecnologia se ne perde la portata deflagrante e rivoluzionaria”.

Non ci sono solo le frequenze, ma la fusione di Internet negli schermi delle TV domestiche. Non ci sono solo le tariffe di terminazione, ma la migrazione del traffico e dei ricavi da voce a dati. Non c’è solo la par condicio, ci sono i social media che diventano determinanti nella politica. Non c’è solo la tutela del copyright, ma nuove forme di libertà di espressione. Non ci sono solo gli operatori locali, ma lo sviluppo di piattaforme multinazionali integrate verticalmente. Non c’è solo la banda larga wireless, ma la rete di nuova generazione.

Internet è il nuovo backbone dell’industria, del commercio e dei media, su questo backbone c’è un mondo completamente nuovo da costruire e con le persone sbagliate l’Italia rischia di restare ancora più indietro.

Per questo sarebbe un danno se venissero presi in considerazione fedelissimi di partito che vengono premiati per la loro fedeltà o appartenenza; per questo non bastano attempati giuristi che abbiano una vaga idea del passato (di un passato che non c’è più) o macroeconomisti che fanno gli osservatori, e per di più da distanze siderali.

Servono persone che, oltre a dare garanzia di rispondere in primis all’interesse generale, conoscano Internet ed il mondo digitale, abbiano competenze e capacità dimostrate e, soprattutto, abbiano una visione del futuro tra mercato, tecnologia e società.

Secondo me servono persone come Stefano Quintarelli.

AGCOM: e se per una volta si mettessero le persone adeguate al posto giusto ?

marzo 16, 2012 alle 11:06 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Luca De Biase torna sul tema del rinnovo dei vertici AGCOM, e fa bene:

l’Agcom è destinata a giocare un ruolo decisivo nello sviluppo – o nel blocco dello sviluppo – della mediasfera italiana. E potrà funzionare solo se nascerà con una cultura multistakeholder, cioè se sarà formata dopo un dibattito trasparente tra tutti i protagonisti, che mostri non solo le diverse posizioni di chi difende il sistema attuale e di chi lo rinnova, ma anche le forme di sinergia e simbiosi che i nuovi e i vecchi media possono sviluppare, a patto che l’apertura all’innovazione venga considerata prioritaria, facendo emergere le esigenze che i media devono soddisfare nell’ambito della cultura, dell’educazione, della qualità dell’informazione, della crescita economica e della libertà di espressione. Compatibiltà ed equilibrio, necessari nelle decisioni, si trovano solo mettendo tutti in grado di contare nell’elaborazione delle idee e rispettando tutte le istanze.

I posti si sono ridotti nel nuovo Consiglio AGCOM, sono quattro i Commissari che dovranno essere nominati più un Presidente, ciononostante pare che tra politici trombati, aspiranti lacchè e persone anche dignitose ma senza le competenze e le qualità necessarie a Roma la coda arrivi già al raccordo anulare … e se, estraneandoci un attimo dal contesto, provassimo ad immaginare che, invece dell’AGCOM, ci si stia approcciando alla nomina dei nuovi vertici dell’FCC ?  A mio avviso ce ne sarebbero in Italia di persone con le competenze, le professionalità e le caratteristiche adeguate a ricoprire quelle importanti posizioni. Ecco allora che, spingendo ancora un pò più in là la nostra immaginazione, viene da chiedersi perchè, per una volta, non vogliamo provare a fare in modo che la politica sia costretta a mettere le persone adeguate al posto giusto?

Se non ora quando ? Dipende anche molto da tutti noi.

L’ho già detto ma sarà il caso di cominciare a ripeterlo spesso nei prossimi mesi, si tratta di un tema di fondamentale importanza per chi ci tiene al pluralismo, alla libertà d’espressione, allo sviluppo equo e sostenibile dell’economia digitale e all’interese generale.

Continuiamo a parlarne

Agenda Digitale di rame …

febbraio 10, 2012 alle 3:32 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, TELECOMUNICAZIONI | 3 commenti
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Chissà com’è io la vedo in senso diametralmente opposto:

TLC: RIDUZIONE PREZZO RAME BLOCCA AGENDA DIGITALE UE

ANALISTA, RASSICURARE INVESTITORI CON CERTEZZA NORMATIVA

(ANSA) – BRUXELLES, 9 FEB – ”La riduzione dei prezzi del rame
ostacolerebbe il raggiungimento degli obiettivi della Digital Agenda europea
e minerebbe la concorrenza tra piattaforme e la scelta dei consumatori”:
lo ha spiegato a Bruxelles l’ analista Brian Williamson della societa’ Plum
Consulting durante il workshop sul futuro dell’ Agenda Digitale organizzato
da Etno (European Telecommunications Network Operators Association)
con il patrocinio della London School of Economics.
La riduzione dei prezzi del rame, uno degli obiettivi della Commissaria
Ue all’ Agenda digitale Neelie Kroes, avrebbe un impatto sulle aspettative
degli investitori sui rendimenti a lungo termine per le reti in fibra,
spiega l’ analista.
”In questo difficile contesto economico – ha indicato il presidente
dell’ executive board di Etno, Luigi Gambardella – c’ e’ bisogno di
rassicurare gli investitori e di rafforzare i principi della neutralita’
tecnologica, della competizione fra infrastrutture e anche della certezza
normativa. C’ e’ bisogno di un alto livello di prevedibilita”’. (ANSA).

In realtà, come scriveva Altroconsumo al governo Monti appena insediato:

 

La Commissione europea ed esperti del settore hanno dimostrato che in Italia sarebbe poco economico (e addirittura inutile) costruire più di una rete in fibra sul territorio. L’idea è perciò che i vari operatori si consorzino per costruire un’unica Società della Rete, dando libero accesso a tutti sulla base dei costi reali e lasciando spazio alla concorrenza sui servizi, la qualità dell’assistenza e il prezzo. Riteniamo quindi indispensabile che siano destinate risorse adeguate allo sviluppo del progetto NGN, a condizione però che:

- il progetto NGN abbia un chiaro ed evidente ancoraggio di interesse generale attraverso una ridefinizione del servizio universale che ricomprenda l’accesso ad Internet a banda larga. In questo senso l’accesso alla Rete dovrà essere inteso come bene comune al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori dovranno contribuire;

- vi sia un effettiva intesa tra gli operatori sul progetto NGN, il relativo piano industriale sia sostenuto anche da fondi della Cassa Depositi e Prestiti e da eventuali agevolazioni, come ad esempio l’esonero delle tasse per la posa della fibra ottica;

- ai consumatori sia detto chiaramente quanto di questo investimento alla fine andrà a pesare sulle loro tasche (sia come contribuenti, sia come utenti). In una operazione di questa importanza le regole devono infatti essere chiare sin dall’inizio, non solo per operatori e investitori pubblici e privati ma anche per gli utenti;

- i rappresentanti dei consumatori siano finalmente chiamati a sedere al Tavolo NGN presso il Ministero dello sviluppo Economico al più presto: non si capisce perché mai il Ministro non li abbia ancora invitati, considerato che per molti versi avrebbero potuto remare dalla sua stessa parte, per lo sviluppo di un Paese più moderno e competitivo e di servizi migliori per gli utenti.

Una volta verificate tali condizioni, l’Italia potrebbe lanciare un grande e ambizioso progetto di switch off dal rame alla fibra. Ove, infatti, interessi diversi ma convergenti puntassero contestualmente su un obiettivo di sviluppo concreto e sostenibile per il Paese tutte le ritrosie e le pretese dell’ex monopolista a mantenere determinate posizioni di rendita si scioglierebbero come neve al sole. D’altra parte la Commissione europea ha anche detto molto chiaramente che la remunerazione della rete in rame deve scendere per favorire il passaggio alla fibra, il percorso è quindi già delineato e non vorremmo che l’Italia arrivi buona ultima anche questa volta.

Il governo è cambiato ma, purtroppo, su questo tema non sembra avvicinarsi alcun tipo di disgelo e, anzi, come è possibile notare il Bel Paese rimane coperto da una spessa coltre di neve … peccato perchè senza affrontare seriamente il problema delle infrastrutture il resto dei discorsi sull’Agenda Digitale rischia di sapere molto di fuffa !

#liberalizziamoilfuturo domani al Senato

febbraio 8, 2012 alle 12:45 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Condizioni climatiche permettendo, domani sarò con Luca, Marco, Guido, Fulvio e tanti altri in Senato a questa conferenza stampa organizzata da Agora Digitale:

Liberalizzazioni: domani “internet accelera”, conferenza stampa per Agenda digitale subito con sostegno trasversale

Roma, 7 febbraio 2012

Si terrà domani, mercoledì 8 febbraio, alle ore 11.00 a Roma presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica, una conferenza stampa di presentazione di pacchetto di emendamenti al decreto legge liberalizzazioni volti a realizzare subito una Agenda Digitale per fare di Internet un volano di sviluppo, innovazione e apertura del mercato.  La conferenza stampa “#liberalizziamoilfuturo” è organizzata dalle associazioni Agorà Digitale, Articolo 21, Associazione Italiana Internet Provider, Associazione Italiana per l’Open Government, Assoprovider, Altroconsumo, Istituto per le Politiche dell’Innovazione, Libertiamo, Stati Generali dell’Innovazione e lo Studio Legale Sarzana. Tra i parlamentari hanno già aderito Donatella Poretti (Radicali), Felice Belisario (IDV), Giuseppe Giulietti (Misto), Lucio Malan (PDL), Flavia Perina (FLI), Vincenzo Vita (PD)

Tariffe di terminazione: la decisione di AGCOM non risponde alle nostre richieste e a quelle della Commissione europea, la battaglia continua

novembre 18, 2011 alle 11:17 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Nonostante si arriverà a 0,98 centesimi nel luglio 2013 anzichè nel gennaio 2015, la decisione presa ieri da AGCOM  non risponde adeguatamente alle nostre richieste e a quelle della Commissione europea.

Viene infatti posticipata di sei mesi la prima riduzione delle tariffe di terminazione che rimarranno così, anche dopo il 1° gennaio 2012 a 5,3 centesimi, non solo le più alte d’Europa ma ben superiori al quel primo taglio proposto dalla stessa AGCOM a 4,1 centesimi, notificato a Bruxelles e giudicato insufficiente dalla Commissione europea.

Per fare un confronto, al primo gennaio 2012 le tariffe di terminazione in Francia saranno di 1,5 centesimi di euro, quelle in Gran Bretagna  di 1,96. Soltanto a partire da luglio 2012 le riduzioni in Italia inizieranno a diventare più consistenti. Troppo tardi.

La nostra battaglia continua: Questa decisione di Agcom è motivo in più per continuare la raccolta di firme, già arrivate ad oltre 20.000 su www.abbassalatariffa.it Una volta che sarà pubblicata la Delibera valuteremo se impugnarla e, soprattutto, da luglio 2012 monitoreremo che ai tagli delle tariffe di terminazione corrisponda una adeguata riduzione delle elevatissime tariffe fisso-mobile a beneficio dei consumatori.

Tariffe di terminazione: in 20.000 chiedono ad AGCOM di tagliarle, domani la decisione

novembre 16, 2011 alle 6:58 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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In vista della decisione dell’AGCOM che molto probabilmente sarà presa nella riunione del Consiglio di domani, Altroconsumo ribadisce con una lettera a Corrado Calabrò che è necessaria una riduzione delle tariffe di terminazione mobile ben più netta e rapida di quella proposta precedentemente dalla stessa Authority. Questa volta le richieste di Altroconsumo trovano però rinnovato vigore sulla base delle oltre 20.000 adesioni già raccolte con la petizione lanciata meno di un mese fa sul sito www.abbassalatariffa.it

Le rivendicazioni di Altroconsumo sono in linea con quanto prescrive la Raccomandazione europea del maggio 2009 che ha chiesto ai Paesi membri di ridurre le tariffe di terminazione ad un livello di costo efficiente, identificato con 1 centesimo di euro al minuto, entro il 2012, come ribadito successivamente in una lettera del 23 luglio 2011, con la quale la Commissione Ue ha giudicato timide le proposte presentate dall’AGCOM, in quanto non in linea con la Raccomandazione.

Gli attuali valori della terminazione mobile in Italia sono del 50% superiori a quelli della media europea e con il percorso di riduzione proposto da Agcom il divario salirebbe ad oltre il 90%, cosa per noi francamente inaccettabile. Il successo straordinario della petizione su www.abbassalatariffa.it dimostra la bontà della nostra iniziativa ed il vivo interesse dei consumatori a supportarla.

Appaiono deboli le tesi di alcuni operatori di telefonia mobile, che hanno da poco acquistato nuove frequenze nella gara per l’LTE e che hanno fatto notare che non sarebbe certo questo il momento per ridurre loro gli introiti da terminazione mobile. Risulta difficile, infatti, arrivare a sostenere seriamente che non è opportuno eliminare una ormai annosa distorsione di mercato che produce sovvenzioni indirette a favore degli operatori mobili per il fatto contingente che gli stessi operatori hanno di recente deciso meritoriamente, ma comunque liberamente, di investire nelle nuove frequenze.

Appare altresì peculiare che gli ottimi risutati della pur legittima attività lobbistica che ha garantito agli operatori mobili un rallentamento dell’implementazione della Raccomandazione in Italia vengano interpretati come qualcosa sul quale si sia potuto o si possa ora fare un legittimo affidamento. In realtà doveva essere ben chiaro agli operatori, ancor prima della Raccomandazione, che le tariffe di terminazione sarebbero state ridotte sensibilmente. 

Infine, vi è l’argomento secondo il quale ridurre le tariffe di terminazione mobile non produrrà necessariamente vantaggi per i consumatori, ma avrà più semplicemente l’effetto di trasferire risorse dagli operatori mobili ad alcuni operatori del fisso. Questo è un punto cruciale, le elevate tariffe di terminazione mobile vengono ribaltate infatti dagli operatori sulla bolletta dei consumatori e pesano in particolar modo sulle elevatissime tariffe del fisso-mobile. L’iniziativa di Altroconsumo con la petizione è stata promossa ovviamente nell’interesse economico dei consumatori ad avere tariffe più basse e ove, quale effetto della decisione che auspichiamo, si spostasse invece la posizione di rendita dagli opertaori mobili a quelli fissi sarebbe per noi ovviamente una sconfitta.

Vi sono però tre considerazioni da fare:

1)    Innanzitutto se non si cominciano ad abbattere le tariffe di terminazione mobile non ci sarà mai alcun beneficio da trasferire al consumatore e, quindi, la battaglia sulla quale ci siamo impegnati risulta un passaggio necessario;

2)    In secondo luogo, l’asimmetria introdotta numerosi anni fa per mezzo delle tariffe di terminazione mobile a discapito degli operatori di telefonia fissa, con il ben noto obiettivo di aprire la concorrenza sul mobile e mettere a disposizione risorse per costruire le relative reti ha origine essenzialmente regolamentare, ed ora sempre a livello regolamentare si provvede giustamente all’eliminazione di questo beneficio che è diventato improprio ed obsoleto;

3) Quale conseguenza ritenere che gli operatori di telefonia fissa, una volta ridotte le terminazioni mobili, non trasferiranno i benefici ai loro clienti denota una visione molto pessimistica rispetto al livello di efficienza e competizione del mercato delle telecomunicazioni. Una volta riportate le tariffe di terminazione ai costi effettivi, come ci chiede l’Europa, la palla ritorna al mercato e se tutti gli operatori del fisso decidessero a quel punto di non ridurre le tariffe del fisso-mobile saremmo di fronte ad un’ipotesi di pratiche concordate lesive della concorrenza e degli interessi dei consumatori di cui dovrebbe seriamente occuparsi l’Autorità Antitrust.

Altroconsumo è sempre abbastanza contraria ad interventi dirigistici e quindi vogliamo sperare che l’auspicata riduzione delle tariffe di terminazione si traduca in un beneficio per i consumatori senza alcuna necessità di imposizioni calate dall’alto ma se questo non avverrà naturalmente e grazie al libero gioco della concorrenza oltra all’intervento dell’Antitrust dovremmo chiederne anche uno dell’AGCOM volto ad imporre la traslazione dei benefici sui prezzi al dettaglio del fisso-mobile.

La lettera inviata oggi da Altroconsumo ad AGCOM è leggibile per esteso qui

Tariffe di terminazione mobile: oggi alle 12,15 confronto con Voda, Wind e Assoprovider a Salvadanaio – Radio24

novembre 3, 2011 alle 11:36 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Mentre la petizione su www.abbassalatariffa.it procede a gonfie vele e ha appena superato le 13.000 firme  (continuate ad aderire e a diffondere, grazie ! ), una quarantina di parlamentari hanno scritto all’AGCOM ponendosi sulle stesse nostre posizioni e l’Autorità, che avrebbe dovuto prendere una decisione oggi, terrà invece nel Consiglio odierno solo un primo inizio di discussione sul tema dell’entità della riduzione delle terminazioni mobili. Successivamente il Presidente Calabrò dovrebbe essere audito l’8 novembre dalla Commissione Trasporti e Comunicazioni alla Camera, dove sarà chiamato a riferire. La stessa Commissione dovrebbe poi sentire anche gli stakeholders interessati. La decisione finale allo stato è quindi posticipata al Consiglio AGCOM del 17 novembre, ma tutto è abbastanza in movimento.

Intanto, dopo essere stato ospite sabato nella trasmissione 2024 di Enrico Pagliarini su Radio24 a parlare della cosa - il mio intervento si può riascoltare qui -  oggi, sempre su Radio24 alle 12,15 nella trasmissione di Debora Rosciani Salvadanaio avrò l’occasione di confrontarmi con rappresentanti di Vodafone e Wind, che la pensano in maniera differente in argomento e con Dino Bortolotto, presidente di Assoprovider, che supporta la campagna abbassalatariffa

Tariffe di terminazione mobile: mia intervista per Radio24

ottobre 29, 2011 alle 10:41 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Qui una anticipazione dell’intervista che andrà in onda oggi pomeriggio alle 15,30 nella trasmissione 2024 di Enrico Pagliarini su Radio24. Buon ascolto !

Nel frattempo la petizione su www.abbassalatariffa.it vola verso le 10.000 adesioni: firmate, firmate firmate, diffondete diffondete diffondete ;)

Eliminare la gabella delle tariffe di terminazione mobile

ottobre 24, 2011 alle 11:22 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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Come al solito nel Bel Paese siamo tutti favorevoli alla concorrenza e alla eliminazione delle posizioni di rendita, con una piccola e non irrilevante postilla però: solo quando si tratta di abbattere posizioni di rendita altrui e purché rendere più efficiente il mercato non significhi intaccare privilegi di cui beneficiamo.

Ecco allora che, anche in un mercato competitivo come quello delle tlc, quando si avvicina il momento cruciale perchè vengano finalmente eliminate asimmetrie ormai obsolete e insostenibili, riducendo sensibilmente le c.d. tariffe di terminazione mobile, come ci chiede ormai da tempo la Commissione europea, le lobby interessate – da un certo punto di vista legittimamente – a tutelare il loro interesse particulare cercano di innalzare una cortina fumogena dinanzi agli occhi del’opinione pubblica nell’impresa improba di dimostrare che i loro interessi corrispondono con quelli nostri, con il risultato, a dire il vero un pò grottesco, di arrivare a mettere in bocca a più o meno ignari parlamentari di vari schieramenti politici la tesi secondo la quale mantenere elevate le tariffe di terminazione sarebbe addirittura nell’interesse del consumatore !!!

Facciamo dunque un passo indietro e cerchiamo di comprendere meglio come stanno le cose. Continua a leggere qui su Leggi Oggi

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