Hadopi bye bye o à la prochaine?

maggio 21, 2013 alle 6:01 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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A quanto pare l’Hadopi, l’odiata legge francese che prevedeva, tra le altre cose, la disconnessione da Internet per chi veniva colto a violare il copyright online, sarà essa stessa disconnessa. Oltre ad essere illegittima e incostituzionale, tutto l’apparato che ci girava attorno costava tantissimo e non ha prodotto di fatto risultati, come avevano peraltro previsto in tanti in Francia, in Europa e anche qualcuno in Italia, tra queste Cassandre inascoltate anche il sottoscritto.

Una buona notizia, ma si tratta di un addio o di un arrivederci ? Da leggere questo articolo su Liberation:

http://www.ecrans.fr/Olivennes-etait-pyromane-Lescure,16359.html

Christian Paul, député PS de la Nièvre, a été un des fervents adversaires de la loi Hadopi quand il était dans l’opposition. Il réagit au rapport Lescure remis hier à François Hollande qui, parmi 80 suggestions, propose de supprimer l’Hadopi en tant que telle, tout en conservant la riposte graduée qui serait confiée au Conseil supérieur de l’audiovisuel (CSA).

Alors ce rapport Lescure, votre verdict ?

J’ai lu les principales mesures. Il y a du positif : je trouve que le débat a le mérite de ne plus être agressif entre les internautes et le monde de la culture. Et puis, il y a la suppression d’Hadopi qui a coûté très cher et n’a servi à rien, elle a fait fait la démonstration par l’absurde de son inutilité, il fallait clore cette période répressive mais illusoire. Dans la colonne positive, il y a aussi le ciblage de la répression sur la contrefaçon commerciale, et je vois entre les lignes une légalisation d’usage des échanges entre internautes.
Et le négatif ?

Si Hadopi en tant que telle va être supprimée, la réponse graduée ne fait que changer de nature, je voudrais bien qu’elle soit supprimée aussi. S’il s’agit de cibler la contrefaçon commerciale, nous serons là ; s’il s’agit de cibler ce que Pierre Lescure appelle le « piratage domestique », non. Et dans tout ce qui touche la régulation d’internet, il faut être d’une infinie prudence.
Et la taxe sur les appareils connectés que propose le rapport ?

On a passé dix ans à chasser le pirate et maintenant on s’attaque à comment on finance la production… Mais qui dit taxe nouvelle dit reconnaissance des usages nouveaux, on est déjà dans une ambiance de légalisation qui ne dit pas son nom.
Quelles conclusions tirez-vous de ce rapport ?

Le rapport est court-termiste : il ne choisit pas entre le monde d’avant et le monde d’après. Mais si on le met face au rapport Olivennes [qui a inspiré la loi Hadopi en 2007, ndlr], on respire. Denis Olivennes était pyromane, Pierre Lescure essaye d’être pompier, je ne suis pas sûr qu’il soit encore architecte. Aujourd’hui la balle est dans le camp du gouvernement et il y a une bonne qualité d’échange entre le gouvernement et le parlement.

Il regolamento sul diritto d’autore dell’AGCOM: un pericolo per la libertà d’espressione in Internet

maggio 7, 2013 alle 11:09 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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nuovo consiglio agcomRiporto di seguito la lettera inviata oggi al Presidente AGCOM Angelo Cardani e, per consocenza, ai Presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso da Altroconsumo e numerose altre associazioni in merito al Regolamento sul diritto d’autore online che l’Autorità intende adottare.

Per supportare queste nostre richieste, aderire e promuovere l’iniziativa trovate maggiori info sul sito #nonraggiungibile 

Alla C.A.
 
Prof Angelo Cardani,
Presidente Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Via Isonzo 21/b – 00198 Roma
 
e  pc
 
Sen. Dott. Pietro Grasso
 Presidente Senato della Repubblica
SEDE
 
e  pc
On. Dott.ssa Laura Boldrini,
 
Presidente Camera dei Deputati,
Roma
SEDE
 
 
 
Roma, 7 Maggio 2013
 
Lettera Aperta al Presidente dell’ Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ed ai presidenti di Senato e Camera dei deputati
 
 
Il regolamento sul diritto d’autore dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Un pericolo per la libertà d’espressione in internet.
 
 
L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni si appresta ad adottare un regolamento con cui sanzionare le violazioni del diritto d’autore on line, nonostante sia emersa con chiarezza, nei mesi scorsi, l’incompatibilità dell’intervento di una autorità amministrativa con il rango penale dei reati che si vorrebbe perseguire ed il potenziale vulnus costituzionale di alcuni degli interventi proposti.
 
Era stato proprio il precedente presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò, ad archiviare siffatto Regolamento sulla base, tra le altre, delle molteplici perplessità espresse dalla Commissione europea sul testo proposto e della mancata adozione da parte del Legislatore di una revisione del quadro normativo, a partire dalla stessa legge che tutela il Diritto di Autore
 
Qualora i sommari resoconti emersi a valle di un Suo incontro con, tra l’altro, un rappresentante di Confindustria Sistema Cultura,trovassero conferma, dovremmo presumere che, evidentemente, in qualità di nuovo Presidente, Ella non ritiene che il Parlamento debba occuparsi della vicenda e pretende che l’Autorità si sostituisca ad esso.
 
Le scriventi Associazioni sono da sempre  strenue sostenitrici della stretta legalità e si impegnano quotidianamente per far si che questo avvenga anche nel mercato dei contenuti digitali.
 
L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, sebbene più volte sollecitata in tal senso anche da Associazioni sottoscrittrici della presente lettera, non ha tuttavia ancora effettuato alcuno Studio indipendente sui cd danni da pirateria digitale nel nostro Paese, come invece effettuato di recente dalla Commissione Europea attraverso il Joint Research Centre.
 
La Commissione  ha esaminato nel dettaglio il settore che la stessa Autorità intende regolare con risultati a dir poco in controtendenza rispetto alle tesi promosse dai detentori dei diritti d’autore.
 
La stessa Autorità non sembra inoltre aver adeguatamente valutato nel merito il costo per i conti pubblici derivante dall’ istituzione di un procedimento di risoluzione delle controversie interno alla stessa Autorità che dovrebbe probabilmente trattare migliaia di casi, in un momento cosi deficitario per le stesse risorse pubbliche,
 
Oltre alla carenza di legittimazione in capo all’Autorità e ai rischi da più parti ampiamente documentati circa gli effetti deleteri sulla libertà d’espressione in Rete e sugli utenti, l’emanando Regolamento appare pertanto inficiato dalla assoluta carenza di una preventiva analisi di impatto in termini di costi e benefici, cosa che una Autorità indipendente come l’AGCOM non può e non deve permettersi.
 
Tutto ciò premesso e considerato, le scriventi Associazioni ed i singoli firmatari chiedono al Presidente ed al Consiglio dell’ Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni:
 
a)        se sia vero che il Presidente Cardani abbia recentemente incontrato sul tema i rappresentanti delle Associazioni dei titolari dei diritti d’autore e, in caso di risposta affermativa, chiedono che venga reso pubblico, in forma integrale, il verbale redatto.
b)       di rispettare il ruolo del Parlamento e di non procedere in assenza della determinazione del solo organo deputato ad assumere decisioni in una materia così delicata, il cui impatto sulla libera circolazione delle informazioni e dei contenuti è di tutta evidenza.
c)      di voler sentire in una Audizione pubblica, le sottoscritte Associazioni, nel termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, al fine di raccogliere elementi utili alla valutazione dell’opportunità di procedere all’adozione del suddetto regolamento.
 
Distinti Saluti

I firmatari e le associazioni

FIRMATO:
Le Associazioni:
ALTROCONSUMO associazione indipendente di consumatori
ASSOPROVIDER (associazione provider indipendenti) –Confcommercio
ASSONET Associazione Nazionale Imprese nel Settore delle Telecomunicazioni e
dell’informatica
AIIP, Associazione Italiana Internet Provider
Associazione Articolo21, liberi di…
Free Hardware Foundation Italia
IWA Italy – International Webmasters Association
 Linux Club Italia
Stati Generali dell’ Innovazione
Rete dell’Innovazione
APICI, Associazione Piccole Imprese e Consulenti per l’Informatica
Liber Liber (ONLUS)
ASSINTEL- Associazione Nazionale Imprese ICT-Confcommercio
Fondazione AHREF-Bruno Kessler
Fondazione Il secolo della Rete
CNA Comunicazione 
CNA Con federazione Nazionale artigianato, piccole e medie imprese Giovani

Primi Firmatari ( in ordine di firma) :

Fulvio Sarzana di S. Ippolito, Avvocato
Marco Scialdone, Avvocato
Arturo di Corinto, Docente Universitario
Marco Pierani, Responsabile relazioni istituzionali Altroconsumo
Roberto Scano, Professionista nel settore delle TLC,
Flavia Marzano,  Docente Universitario
Matteo Fici, Imprenditore
Giovanbattista Frontera, Imprenditore
Giovanni Ziccardi, Professore Associato di informatica giuridica Università
degli Studi di Milano
Stefano Corradino, Giornalista,  Direttore Associazione Articolo 21
Umberto Rapetto, Generale ( r) guardia di finanza, fondatore e già
Comandante del GAT , Nucleo speciale Frodi telematiche
Paolino Madotto, Università Link Campus Roma,
Giuseppe Giulietti, Giornalista, Portavoce Associazione Articolo 21
Vincenzo Vita
Fiorello Cortiana.
Benedetta Rubin, Consigliere Nazionale Forum dei Giovani
Paolo Nuti, Imprenditore
Renato Brunetti, Imprenditore
Giuseppe Attardi, professore ordinario  Dipartimento di Informatica
dell’Università di Pisa,
Carmela M. Asero, Responsabile strategie e Cloud Computing, EGI
Marco Perduca, già Senatore Radicale.
Stefania Milo. Membro della Direzione nazionale della CNA, Confederazione
Nazionale artigianato, piccole e medie imprese
Marco Calvo, Imprenditore
Fabrizio Sigillò, Avvocato
Giovan Battista Gallus. Avvocato, Presidente del Circolo dei Giuristi
telematici
Giulio De Petra, Fondazione Arhef-Bruno Kessler
Bruno Saetta, Avvocato
Vittorio Bertola, ingegnere e Blogger
Giorgio Rapari, Presidente Nazionale ASSINTEL
Valentino Spataro, Imprenditore
Giovanni Prignano, presidente nazionale ASSONET
Andrea Nannini, presidente CNA Comunicazione
Andrea di Benedetto. Presidente CNA Confederazione Nazionale artigianato,
piccole e medie imprese  giovani

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Per uno sviluppo adeguato dell’industria digitale dei contenuti oltre l’alibi della pirateria

marzo 22, 2013 alle 7:34 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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pirati digitaliIl Joint Research Centre della Commissione europea ha pubblicato uno studio che esamina l’impatto della pirateria sulle vendite legali di musica digitale concludendo che la pirateria digitale non dovrebbe essere più considerata come una seria preoccupazione per i right owners. La relazione respinge infatti nettamente l’assunto ormai consolidato e promosso dall’industria musicale secondo il quale ciò che viene consumato illegalmente sarebbe stato acquistato sul mercato legale se i canali “illegali” non fossero stati disponibili. Secondo il Joint Research Centre uno degli effetti del consumo di musica “illegale” potrebbe al contrario anche essere addirittura quello di stimolare il consumo legale di musica.
In realtà non si tratta del primo studio in questo settore ad arrivare a tali conclusioni ma è in effetti la prima volta che sia un’Agenzia dell’Unione europea ad argomentare che la pirateria digitale non è necessariamente un male per l’industria musicale.

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ACTA bye bye ;)

luglio 4, 2012 alle 3:19 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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L’ultima volta avevo titolato ACTA bye bye ?! ora possiamo eliminare il punto interrogativo, aggiungere lo smile ;) e brindare !

Eh sì, il Parlamento europeo in seduta plenaria ha definitivamente respinto ACTA a grande maggioranza: 478 voti contro, 39 favorevoli e 165 astenuti. Il voto di oggi segna dunque la fine del dibattito su ACTA al Parlamento europeo. Il Trattato di Lisbona richiede infatti il consenso del Parlamento per qualsiasi accordo commerciale per essere vincolante per la UE.

Dopo il voto di oggi ACTA non potrà entrare in vigore nella UE. Resta da vedere quale sarà l’approccio che seguirà poi la Commissione europea, che ha già annunciato l’intenzione di attendere il parere della Corte di giustizia europea entro la fine del 2013 sulla compatibilità di ACTA con i Trattati UE, compresa la Carta dei diritti fondamentali. Nel suo discorso di fronte al Comitato per il commercio internazionale del Parlamento europeo, Il Commissario De Gucht, responsabile per il commercio aveva infatti annunciato la sua intenzione di presentare ACTA al Parlamento europeo per una seconda votazione, molto probabilmente dopo il parere della Corte di Giustizia e l’elezione del nuovo Parlamento europeo.

Anche se non entrerà in vigore in Europa ACTA tuttavia potrà essere vincolante per il resto dei Paesi terzi firmatari (Canada, Australia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Singapore , USA ecc).

ACTA bye bye ?!

maggio 31, 2012 alle 5:55 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 1 commento
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Dopo aver scritto ai parlamentari italiani che siedono presso la Commissione del Parlamento europeo LIBE per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,  JURI giuridica, la Commissione ITRE per l’industria, la ricerca e l’energia  chiedendo loro di rigettare il Trattato internazionale ACTA, che mira a rafforzare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale a discapito dei diritti dei consumatori e delle libertà fondamentali dei cittadini, saluto con grande soddisfazione il voto negativo da parte di tutte e tre le Commissioni.

Si tratta di una grande vittoria per i consumatori e i cittadini europei.

Attenzione però, un bocciatura netta ma non definitiva, il prossimo passaggio importante sarà il voto presso la Commissione sul Commercio Internazionale, previsto per il il 21 giugno, mentre il voto definitivo presso il Parlamento Europeo in sessione plenaria, dovrebbe tenersi entro luglio.

Per come si sono messe le cose oggi, le probabilità che il Trattato ACTA ha di essere approvato sono ormai fortunatamente molto scarse.

Nomine nuovi vertici AGCOM: in bocca al lupo a Fulvio Sarzana

maggio 31, 2012 alle 12:44 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | Lascia un commento
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Apprendo molto favorevolmente che Assoprovider e altre associazioni aderenti a Confcommercio propongono al Parlamento di scegliere i nuovi Commissari AGCOM tra questi due candidati: Stefano Quintarelli e Fulvio Sarzana. Bene, ottimo! Mi chiedo però perchè non entrambi ?!

Rispetto a Stefano Quintarelli ho già speso i miei due cents di convinto endorsement e da allora ho potuto notare, con estrema soddisfazione, come tale candidatura tra dichiarazioni di supporto in Rete da parte di comuni cittadini a quelle di numerosi parlamentari e diversi stakeholders, di strada ne abbia fatta veramente parecchia e sarebbe quindi veramente un peccato se la Politica non ne terrà conto. 

Se poi, oltre al Quinta, come è assolutamente opportuno che sia, vi saranno anche giuristi tra i nuovi Commissari, allora a mio avviso non debbono essere attempati Consiglieri di Stato, ma persone che, in primis, conoscano approfonditamente e abbiano passione per la Rete e quindi siano in grado di comprendere e affrontare, nella loro diversità, le fattispecie giuridiche che vanno diffondendosi in questo mondo nient’affatto “virtuale” e anzi sempre più “reale”, a dispetto di come continuano spesso a dipingerlo i media “tradizionali” ed alcuni politici “analogici”.

Fulvio quindi potrebbe essere in tale ottica un buon Commissario AGCOM. Voglio ricordare come uno dei dossier importanti che il nuovo Consiglio AGCOM erediterà dal precedente sarà quello relativo al diritto d’autore in Rete e se è vero che, grazie alle energie spese in tal senso da parte di un ristretto gruppo di “attivisti digitali” tra i quali spiccava per il supporto e la competenza giuridica messa a disposizione proprio Fulvio Sarzana, alla fine il regolamento assurdo, liberticida e obsoleto proposto dal vecchio Consiglio non ha visto la sua luce, rimane tuttavia un grosso lavoro da fare per creare/adattare le nuove regole contemperando adeguatamente i diritti degli utenti e la salvaguardia della libertà d’espressione abilitata da Internet con i legittimi interessi dei right owners.

Mi sembra che su questo e altri dossier Fulvio Sarzana sarebbe una garanzia per noi consumatori e avrebbe tutte le carte in regola per contribuire con professionalità a che l’AGCOM imbocchi la giusta direzione. In bocca al lupo Sarzy!

Uno bravo per l’AGCOM: Stefano Quintarelli

maggio 13, 2012 alle 9:10 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE, TELECOMUNICAZIONI | 12 commenti
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Di solito c’è sempre bisogno di un folle che, nei momenti più disperati, tiri fuori quella verità che è già lì sotto gli occhi di tutti, ma in molti non la notano per noncuranza o trasandatezza e in tanti altri non la vogliono proprio vedere.

Quel pazzo oggi voglio provare ad essere io e me ne assumo, come qualsiasi soggetto incapace di intendere e di volere, tutte le responsabilità.

Il Governo di fatto non sta fornendo alcuna risposta concreta alla campagna vogliamotrasparenza con la quale non intendevamo fare la rivoluzione ma solo chiedere che, come in ogni Paese civile, ci fosse un confronto serio e alla luce del sole sulle persone che per merito, competenza e una forte visione sul futuro dovrebbero andare a servire lo Stato sedendo ai vertici dell’Agcom, quell’Autorità che avrà nei prossimi anni un ruolo fondamentale per mantenere il nostro Paese in carreggiata per quanto concerne uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile grazie alla formidabile leva del digitale così come per garantire la pluralità dell’informazione nel nuovo contesto tecnologico e democratico.

Il Governo e i Partiti rimangono inerti rispetto a questa nostra semplice, civile, quanto cruciale richiesta; allora, prima che sia troppo tardi, possiamo provare a fare delle proposte dal basso.

I prossimi 7 anni cambieranno l’Italia più dei passati 10 e sarà un cambiamento plasmato da Internet. Non dalla telefonia, non dalla televisione e non dalla radio. Da Internet.

Le sfide sono enormi. Come scrive il Corriere delle Comunicazioni citando Calabrò:

In appena sette anni “Internet ha cambiato la faccia e la mentalità del mondo dei media”,  e si configura come “un cambio di paradigma” nella produzione di beni, servizi, cultura e del vivere civile. “Se lo si considera  ‘solo’ come nuova tecnologia se ne perde la portata deflagrante e rivoluzionaria”.

Non ci sono solo le frequenze, ma la fusione di Internet negli schermi delle TV domestiche. Non ci sono solo le tariffe di terminazione, ma la migrazione del traffico e dei ricavi da voce a dati. Non c’è solo la par condicio, ci sono i social media che diventano determinanti nella politica. Non c’è solo la tutela del copyright, ma nuove forme di libertà di espressione. Non ci sono solo gli operatori locali, ma lo sviluppo di piattaforme multinazionali integrate verticalmente. Non c’è solo la banda larga wireless, ma la rete di nuova generazione.

Internet è il nuovo backbone dell’industria, del commercio e dei media, su questo backbone c’è un mondo completamente nuovo da costruire e con le persone sbagliate l’Italia rischia di restare ancora più indietro.

Per questo sarebbe un danno se venissero presi in considerazione fedelissimi di partito che vengono premiati per la loro fedeltà o appartenenza; per questo non bastano attempati giuristi che abbiano una vaga idea del passato (di un passato che non c’è più) o macroeconomisti che fanno gli osservatori, e per di più da distanze siderali.

Servono persone che, oltre a dare garanzia di rispondere in primis all’interesse generale, conoscano Internet ed il mondo digitale, abbiano competenze e capacità dimostrate e, soprattutto, abbiano una visione del futuro tra mercato, tecnologia e società.

Secondo me servono persone come Stefano Quintarelli.

#INTERNETWINS oggi su Radio Radicale ore 15,30

maggio 4, 2012 alle 1:18 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Quale piccolo personale contributo all’happening di oggi pomeriggio con i protagonisti della battaglia vinta contro Agcom, ore 15.30 su Radio Radicale di seguito incollo i dieci post che avevo dedicato alla discussa e discutibilissima proposta dell’Autorità in materia di diritto d’autore che fortunatamente, per ora, non vedrà la luce:

AGCOM e diritto d’autore in Rete: un notice and take down all’amatriciana (puntata n. 1) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: una procedura sproporzionata e carente di analisi di impatto economico (puntata n. 2) 

AGCOM e diritto d’autore in Rete: L’Autorità non può sostituirsi al Giudice Penale (puntata n. 3)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: in attesa di oscurare i siti l’Autorità comincia a tacitare i Commissari non allineati? (puntata n. 4)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: i “presunti” poteri sanzionatori dell’Autorità in materia di copyright (puntata n. 5)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: Palese incostituzionalità del procedimento di inibizione (puntata n. 6)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: appuntamento alla Camera il 14 giugno (puntata n. 7)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: uno sguardo alle proposte del TACD sarebbe gradito (puntata n. 8)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: su, svegliati e reagisci Italia altrimenti il 6 luglio cala la censura ! (puntata n. 9)

AGCOM e diritto d’autore in Rete: stiamo tutelando l’interesse generale e aiuteremo l’Autorità a fare bene il proprio mestiere, bene avanti così (puntata n. 10)

L’ultimo volo del Calabrone ?

maggio 1, 2012 alle 9:39 pm | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, POLITICA, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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Domani alle 11.30, in Senato (Palazzo della Minerva – Sala Capitolare) il Presidente dell’AGCOM, Corrado Calabrò, presenterà il bilancio di fine mandato.

Darei quindi ormai per scontato che il tanto discusso e discutibilissimo regolamento in materia di diritto d’autore non vedrà la luce sotto questo Consiglio, anche se, a dire il vero, c’è ancora chi teme una approvazione in extremis

“E verosimile pensare che sarei l’ultimo a saperlo – ironizza il commissario Agcom Nicola D’Angelo – viste le mie note posizioni contrarie al regolamento così come lo immagina l’Autorità, ma al momento l’approvazione del testo non risulta calendarizzato né giovedì 3 maggio, né lunedì 7 maggio, ultime due sedute prima dello scioglimento”.
Come spiega D’Angelo però “la possibilità che venga inserito all’ordine del giorno all’ultimo momento è più che verosimile, ma probabilmente avremo maggiori notizie a riguardo nel fine settimana”.

Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, commenta con preoccupazione la notizia: “Mancano 2 riunioni all’Agcom il 3 e il 7 maggio e fino all’ultimo non sapremo se e quale sistema di censura verrà introdotto nel nome del diritto d’autore”.

Sarebbe veramente una pessima caduta di stile, stanti peraltro le grandi perplessità sulla legittimità del regolamento mosse non solo da noi soliti pirati ma anche dalla Commissione europea, se Calabrò si avventurasse ad approvarlo dopo aver celebrato con messa cantata la fine del suo settennato.

No, non penso proprio che si arriverà a tanto, c’è invece un’altra cosa, o forse due, che sarebbe legittimo attendersi da Calabrò nel discorso con il quale domani traccerà il quadro delle attività svolte dall’AGCOM nel corso del settennato 2005-2012 ripercorrendo i principali provvedimenti adottati dall’Autorità sotto la sua Presidenza (in questo sforzo di analisi – per inciso – a quanto pare coadiuvato dalla Fondazione Bordoni al costo di  10.427,67 più IVA - ma giusto per inciso! )

Da una parte, per quanto concerne il punto specifico del diritto d’autore, se fosse obiettivo e, pur lasciando una pesante eredità al prossimo Consiglio, volesse anche fornire una chiave di lettura e una possibile via d’uscita, dovrebbe a mio avviso consigliare al nuovo Presidente e ai nuovi Commissari di ascoltare le varie parti, i differenti stakeholders come si suol dire, ma alla fine di applicare la legge interpretandola nell’interesse generale del Paese. Non commetterebbero essi insomma in tal modo il suo stesso errore consistente nell’individuaree taluni interessi “particulari” – per dirla alla Guicciardi – come prevalenti, cosa alquanto iniqua considerato che questi non si sposano con l’interesse generale. E’ infatti di tutta evidenza come nel dibattito sul copyright in Rete le pretese della lobby dei right owners, benchè legittime, non solo non coincidono con l’interesse generale in quanto assecondarle significherebbe dover calpestare altri diritti pariordinati o meglio sovraordinati, come la libertà d’espressione, il giusto processo etc etc ma, nel medio termine si riveleranno anche controproducenti rispetto agli interessi stessi dei loro rappresentati.

L’altra cosa che parrebbe lecito attendersi da Calabrò nel suo discorso di domani è una riflessione sulle caratteristiche che dovrebbe avere chi gli succederà per governare al meglio le sfide che attendono l’Agcom nel prossimo futuro in tema di pluralismo, libertà d’espressione, sviluppo equo e sostenibile dell’economia digitale nel nostro Paese. Secondo Calabrò basterà essere un riconosciuto ed esperto giurista nonchè sapersi muovere a proprio agio tra le insidiose sponde della complessa macchina amministrativa dello Stato per poter aspirare a quella ambita posizione? O forse non sarà il caso di trovare invece qualcheduno che possa vantare anche una approfondita conoscenza tecnologica, dei mercati del digitale, delle evoluzioni in corso nella Rete e nelle reti di comunicazione elettronica, del significato e dell’importanza del principio di neutralità, del significato e dell’importanza di una tutela dei consumatori nel dominio digitale non più tanto o solo intesa nel senso statico di tutela del soggetto inesorabilmente debole ma, in una chiave più moderna e dinamica, che guardi al riconoscimento dei suoi diritti come leva di promozione di un mercato più efficiente, innovativo e sostenibile ?

Mah … vedremo se e quanto sarà alto domani l’ultimo volo di Calabrò, a lui onori e oneri, io non riuscirò ad essere a Roma in mattinata, chi c’è twitta please ?

Consumers International: Legislatori lavorate CON e non CONTRO i consumatori in materia di copyright

aprile 23, 2012 alle 9:25 am | Pubblicato su CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | Lascia un commento
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 Consumers International (CI) invita i copyright holders, i titolari di proprietà intellettuale e SOPRATTUTTO i Legislatori a lavorare CON i consumatori, non CONTRO di loro, per evitare future proteste di massa sul diritto di accesso a Internet senza interferenze.

The call comes as CI publishes its fourth annual IP Watchlist; an international review and rating scorecard of IP legislation around the world. For the fourth year running the IP Watchlist reveals an entrenched anti-consumer bias among IP laws, which continues to serve the narrow interests of multi-national copyright holders from the music, film and publishing industries.

Our assessment shows that an entrenched anti-consumer bias continues to pervade IP legislation. Unchecked, this could lead to further public protests.

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