Altroconsumo affianca l’AGCOM al Consiglio di Stato per avere una portabilità nella telefonia mobile dai tempi umani

settembre 10, 2009 alle 5:03 pm | Pubblicato in - Portabilità, CONSUMATORI, DIRITTO, TELECOMUNICAZIONI | 1 commento
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calabròScusate la sintesi ma sono di corsa, trovate tutto qui, magari poi ci torniamo sopra per un pò di analisi. Mi limito a dire che 33 giorni ci portano sicuramente fuori dall’Europa

L’udienza è domani !

Chi t’ha dato la licenza ?

settembre 9, 2009 alle 8:11 am | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 4 commenti
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musica onlineAlessandro su repubblica.it ci racconta di come a solo un mese dal suo lancio il sito di streaming musicale di Telecom Italia Next Music  abbia chiuso improvvisamente i battenti probabilmente per un problema di carenza di diritti sui titoli messi a disposizione degli utenti.

Nel caso specifico ovviamente bisognerà fare maggiore chiarezza su come siano effettivamente andate le cose prima di poter esprimere un parere definitivo ma, più in generale, circa la difficoltà di avviare nel nostro Paese servizi innovativi di questo tipo o, a maggior ragione, che comprendano il vero e proprio download, non posso che concordare con Guido che, ricordando anche il caso Spotify, leggere qui per deprimersi, parla per l’appunto della sensazione di essere Figli di un Paese minore

Quale che siano le ragioni all’origine della storia è difficile accettare l’idea che nel nostro Paese le dinamiche di circolazione dei diritti d’autore in ambito telematico abbiano raggiunto un livello di complessità tale da indurre o, comunque, far ritrovare un gigante come Telecom a comportarsi da pirata nel senso deteriore del termine. E’ una conclusione sulla quale credo sia urgente una riflessione multistakeholders e al riparo dai soliti estremismi che, sin qui, hanno caratterizzato ogni discussione sul rapporto tra contenuti audiovisivi e web.

Aggiungo solo questo per ora: sono di ritorno da una riunione presso la Commissione europea dedicata proprio alla deleteria complessità del sistema di licenze per la distribuzione online della musica, ebbene durante la riunione, per altri aspetti purtroppo ancora interlocutoria e non certo risolutiva delle tante questioni aperte, mi ha colpito una dichiarazione molto netta che suonava più o meno così: “Piracy is indeed a problem but I think and we have to admit that for a large part piracy came from the too much complex and bureaucratic system of licensing that undermined until now the legal distribution of music online” – per i non anglofoni e in maiuscolo: LA PIRATERIA E’ IN EFFETTI UN PROBLEMA MA RITENGO E DOBBIAMO AMMETTERE CHE PER LARGA PARTE LA PIRATERIA E’ DERIVATA DAL SISTEMA TROPPO COMPLESSO E BUROCRATICO DI LICENZE CHE HA INFICIATO FINORA LA DISTRIBUZIONE LEGALE DELLA MUSICA ONLINE.

La notizia è che questa frase non l’ho detta io, nè un altro rappresentante dei consumatori ma un alto rappresentante di una major discografica !!!! Forse che la riflessione multistakeholders auspicata da Guido stia prendendo le prime mosse ? … Perlomeno in Europa

TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai … un pò ci sei

settembre 3, 2009 alle 10:22 am | Pubblicato in - TV vs Internet: ci fai o ci sei ? un pò ci fai ... un pò ci sei, INTERNET, TV | 8 commenti
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Tv vs InternetE’ successo ancora, ieri sera nella puntata di Matrix dedicata ai social network. Come in molti altri casi prima, sia chiaro, non solo sui canali Mediaset ma anche in RAI, si è scaduti in beceri luoghi comuni con sottofondo di tecnofobia dirompente e ospiti a dir poco inpreparati ad affrontare seriamente i grandi temi epocali che pone la Rete in termini sociali, giuridici e anche di business. Perchè, sì si parlava in maniera molto raffazzonata di Facebook e Twitter ma alla fine era Internet che risultava demonizzata nel suo tutto senza fare alcuna distinzione tra il mezzo e i contenuti, senza neanche provare minimamente ad interrogarsi sulle potenzialità (e anche sui pericoli, per carità, gli effetti della disruptive technology hanno i loro lati negativi) di uno strumento che sta comunque cambiando il mondo.

Quello che mi chiedo, anche e soprattutto alla luce dei dati incontrovertibili sulla crisi emergente della pubblicità in tv è se in casi come questi si tratti di sciatteria o se vi sia dietro una volontà precisa, non che tra le due alternative saprei scegliere quale sia la meno inquietante, ma certo varrebbe la pena di capire come stanno le cose.

Di fronte a situazioni molto simili a queste di evidente ma anche palesemente ostentata ignoranza un mio mitico e compianto professore di greco del liceo cadeva spesso in una sorta di dubbio amletico e poteva continuare a chiedersi per minuti, davanti alla classe attonita: “ci fai o ci sei ? … – e poi si rispondeva da solo - secondo me un pò ci fai un pò ci sei“. Ora, da ieri sera, lo capisco molto di più, perchè il medesimo dubbio inestricabile mi ha attanagliato tutta la notte: questi ci fanno o ci sono ? O, per spiegarmi meglio: sono stati messi insieme ospiti prevalentemente impreparati sulla materia in modo che venisse fuori questa sorta di becera e volgare demonizzazione di Internet ? Oppure non c’è stata alcuna intenzionalità nella cosa ? Insomma: ci fai o ci sei? un pò ci fai un pò ci sei … ah quanto ti capisco ora Prof !

E voi cosa ne pensate ?

Un uccelino mi ha detto che venerdì si riunisce la Commissione sull’equo compenso, ecco allora un piccolo remind

settembre 2, 2009 alle 9:31 pm | Pubblicato in - Equo Compenso, CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET, PROPRIET INTELLETTUALE | 2 commenti
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Venerdì dovrebbe riunirsi di nuovo, dopo la pausa estiva e dopo aver ascoltato tutte le parti interessate, la Commissione ad hoc sull’equo compenso istituita presso il Ministero dei Beni Culturali – così mi dicono

E allora poichè, come si può meglio evincere tra le altre cose dal video che vedete qui sopra, ci sono in ballo svariati milioni di euro che alla fine della fiera paga sempre Pantalone, vale proprio la pena di fare ai membri di tale Commissione un piccolo remind su quali siano le richieste dei consumatori presentate in audizione da Altroconsumo e condivise da tutto il CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti):

- Un no secco all’aumento delle tariffe per l’equo compenso su cd e dvd vergini

- Un no ancora più secco all’allargamento dell’equo compenso anche ai telefoni cellulari o altri supporti tecnologici, come richiesto da SIAE.

In audizione, inoltre, avevamo ricordato che l’equo compenso ha una formulazione che risale a un’epoca lontana dal mondo digitale, e dunque:

  • non è basato sull’effettivo danno cagionato ai detentori dei diritti dalla copia private ma su semplici presunzioni;
  • non tiene in alcuna considerazione l’esistenza di restrizioni tecnologiche alla copia privata e i casi nei quali il diritto alla copia sia già previsto e remunerato dalle licenze. Questo genera fenomeni di doppio, triplo o quadruplo pagamento;
  • non è trasparente. Il consumatore che acquista prodotti ai quali si applica l’equo compenso non ne viene affatto informato e, allo stesso modo, la distribuzione agli autori delle somme provenienti dall’equo compenso avviene sulla base di meccanismi poco accessibili e buona parte viene assorbita dai costi strutturali e amministrativi della Siae.
  • Per chi avesse tempo e voglia di soffermarsi sulla questione qui il documento che abbiamo depositato. Insomma, esimi Commissari, pensateci bene !

    Aste online al ribasso: domani faccio una telefonatina all’Antitrust

    settembre 1, 2009 alle 9:53 pm | Pubblicato in CONSUMATORI, DIRITTO, INTERNET | 11 commenti
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    aste al ribassoIeri Katia Ancona è tornata sulla questione mai risolta della qualificazione giuridica e della legittimità o meno delle aste online al ribasso qui su Kata Web  

    Si moltiplicano i siti che offrono prodotti costosi a pochi centesimi. C’è chi solleva dubbi sulla legalità di questi sistemi ma il problema principale è costituito dalla difficoltà di classificazione: si tratta di giochi di abilità, di azzardo, di lotterie o di vere e proprie aste? Ma soprattutto, si vince davvero?

    Nel bell’articolo si snocciolano con dovizia di particolari gli aspetti controversi di queste fattispecie IMHO, diciamolo subito, di giochi d’azzardo o lotterie  che stanno facendo un grosso successo sul web e, oltre a riportare i pareri di Guido e Nicola correttamente in conclusione si da conto di come Altroconsumo già nel gennaio 2008 avesse inviato un esposto all’Antitrust per pratiche commerciali scorrette rispetto ad una (anzi due, Bidplaza e poi Youbid) delle prime aste online al ribasso apparse sul web italiano, al tempo non c’era stata ancora quella proliferazione descritta nell’articolo.
     
    L’esposto era corposo e molto ben argomentato, beninteso non tanto per merito mio ma di Antonia una brava giurista che faceva uno stage in Altroconsumo in quel periodo e che mi aveva aiutato a stenderlo, è lungo e non sto qui a riportarlo, ma una sintesi la trovate qui
     
    Ho già avuto modo di scrivere in un altro post  che la disciplina delle pratiche commerciali scorrette ha già dimostrato di poter dare ottimi risultati per quanto riguarda la tutela del consumatore e di come l’Antitrust abbia dato sinora una applicazione esemplare a questa nuova normativa. Ebbene, questo è, invece, uno di quei pochi casi dove non è andata così, a distanza di più di un anno e mezzo non si hanno risposte , domani faccio una telefonatina all’Antitrust …

    Questione RAI/SKY: AGCOM, se ci sei, batti un colpo prima che sia troppo tardi

    settembre 1, 2009 alle 12:24 am | Pubblicato in - Rai/Sky Tivù Sat, CONSUMATORI, DIRITTO, TV | 1 commento
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    calabròOggi è il primo settembre e le ferie agostane anche per l’AGCOM dovrebbero essere terminate. L’esposto di Altroconsumo sugli illegittimi oscuramenti da parte di RAI porta la data del 10 luglio, non c’è più tempo da perdere.

    Altroconsumo, il 5 agosto scorso, faceva qui il punto della situazione sulla complessa vicenda che vede contrapposte Rai (partner di Mediaset nel lancio della nuova piattaforma Tivù Sat) da una parte e Sky dall’altra. Nel frattempo gli oscuramenti sul satellite dei canali generalisti RAI sono diventati sempre più numerosi e frequenti e, a complicare le cose, c’è l’avvicinarsi della data dello switch off per quanto riguarda il digitale terrestre nel Lazio.

    Nel corso delle prossime settimane avremo modo di verificare se, come già paventavo in questo precedente post , l’AGCOM non stia  facendo semplicemente melina in attesa della modifica di cui si vocifera dell’art 26 del Contratto di Servizio che leverebbe le castagne dal fuoco all’Autorità.

    Ma il Contratto di Servizio è in vigore e impegna la RAI nei confronti di tutti i cittadini almeno fino alla fine dell’anno, se così fosse dunque significherebbe che l’AGCOM si sottrae all’esercizio delle sue stesse prerogative e si dovrebbero dunque necessariamente percorrere altre strade per tutelare i legittimi interessi degli utenti.

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